Sfigato a chi?

Spettinato ma non sfigato

In Italia c’è un vice ministro di 37 anni, nessuno lo conosceva fino a quando è uscito con la dichiarazione: “se a 28 anni non sei laureato, sei uno sfigato”. Il tale in questione è Michel Martone, il giovane che ha bruciato tutte le tappe. Già dal nome promette bene, suo padre lo disse così alla svelta che all’anagrafe non fecero in tempo a registrare l’ultima lettera. Non è Michele, non è Michael, è Michel. Dopo aver scelto il nome, il padre non ha più influito sulla vita del figlio prodigio. Infatti il vecchio Antonio Martone è stato presidente dell’associazione nazionale magistrati, mentre il figlio Michel ha seguito strade completamente diverse: è già professore ordinario di Diritto, insegna alla Luiss, alla Lumsa, alla Sapienza e all’università di Teramo. Scrive su testate importanti.  Leggi l’articolo completo

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Mezzo scudetto

Il mio amico Andrea Agnelli

Nella domenica in cui la Juventus si è aggiudicata mezzo scudetto, laureandosi campione d’inverno, ero a cena a casa di Andrea Agnelli: una pizza, un paio di birre e il posticipo (Inter-Lazio) in tv. Andrea è un ragazzo semplice, suo padre era Umberto Agnelli, fratello dell’Avvocato. Dopo aver studiato negli Stati Uniti e alla Bocconi, Andrea è tornato a Torino e si è messo a lavorare nelle aziende di famiglia, dalla Fiat alla Juve. La sua non è stata un’infanzia facile. Ha dovuto frequentare solo scuole private perché in quelle pubbliche lo chiamavano Duna e lo prendevano in giro per il suo monociglio.  Leggi l’articolo completo

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La deposizione del comandante

Il comandante Schettino

Ho sempre cercato di vivere una vita tranquilla, già da quando, giovane, progettavo il mio futuro. Mio padre mi aveva trovato un posto da impiegato in regione, buono stipendio, responsabilità importanti. Stavo per accettare, ma l’incoscienza della gioventù mi portò ad impuntarmi: io volevo l’avventura. Tranquilla, ma pur sempre avventura. Papà era un uomo magnanimo e in quota socialista, riuscì a farmi diventare un comandante di navi. In fondo il mare mi piaceva, andavamo ogni domenica nella nostra casetta in spiaggia a Castelvolturno. Cominciò così la mia carriera, quella che ho dovuto interrompere qualche giorno fa. Leggi l’articolo completo

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Vieni a vivere come Dente

Barchetta su stagno, un classico

Le fornaci Briziarelli sfornano mattoni e coppi a ritmo continuo da quasi cento anni. La leggenda vuole che non tutti questi coppi  siano finiti a coprire i tetti delle nostre case: alcuni di loro hanno preso vita ed erano ieri sera al concerto di Dente. Giovane cantautore disimpegnato e malinconico, uno dei nomi nuovi della scena italiana: con queste premesse si pensava ad una platea di primo pelo. Errore di valutazione grave, le canzoni di Dente parlano tutte di amori andati male, perciò c’erano coloro a cui vanno male gli amori. Coppi, dunque.  Leggi l’articolo completo

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Sometimes

In Beautiful o su Dragonball la gente resuscita, chi si stupisce di questo non ha ancora capito che anche nella vita vera funziona allo stesso modo. Rambo Guerrazzi è morto due anni e mezzo fa, ma ora, colpo di scena, è sul punto di tornare. Di nuovo a San Giusto, a pochi isolati da Casapiddu, e di nuovo con il Ragazzo Strambo, compagno di lotta nel vietnam pisano. Tutto questo non appena il Mangi diventerà Mang Zuckerberg in pianta stabile (ho fondato un social network, ndr).

Questi anni sono stati un tentativo, un po’ vano e un po’ dovuto. Ho provato a essere uno di loro. Come si può leggere da questo blog, nato proprio dopo la fine di Casapiddu, non c’è stato Cristo e verso. L’ipocrisia della normalità, tanto per usare un’espressione banale, non mi entra proprio in testa. Quando vedo un tonto non riesco a non pensare che per i somari non c’è medicina. La frase “io ho i miei valori, non sono come gli altri” proprio non ci riesco a pronunciarla. Ma giuro di averci provato. Volevo essere uno di loro, ma ho continuato a prenderli in giro come prima. Le loro storie sono tutte qua. Elisabarca non sta più col fenomeno. Ora conduce una trasmissione su una web radio ascoltata da tre persone in tutto, tra questi è compreso il suo nuovo uomo, un dj di musica reggae. Eliana racconta ancora tutta la sua vita a chiunque, perlopiù tramite social network. Prende ancora l’autobus perché il suo Alessandro che tocca le tette delle amiche era in realtà un miraggio.  Ania la rossa si è messa a dieta dopo essersi accorta che il mondo la vedeva come una culona. Lei e il suo entourage sono comunque sempre in giro per spasimanti, ma lo fanno con stile, non come certe zoccole che girano al giorno d’oggi. La Gadiuscia non mi manda più sms, da quando è diventata governatore non si fa più sentire. Josè Mourinho è ancora a Madrid e Super Mario Balotelli a Manchester: finché non tornano dovremo subirci la grande noia del governo tecnico.

Questa incapacità non poteva che portare ad un ritorno alle origini, a quel mondo di squilibrati dove ogni persona conosciuta aveva un soprannome ben definito, con il microonde come migliore amico e i discorsi infarciti di citazioni terribilmente nerd. Con il mondo che tremava ad ogni nuovo post su Casapiddu e il volley umbro in subbuglio per le cronache di partite ai limiti dell’improbabilità. Tutto torna, come in un problema delle elementari.

Armi e bagagli sono pronti, ricomincia la guerra contro Pisa. Ancora non sono arrivato e già so che questa volta sarà diverso: siccome la conosco, la odio già da adesso.

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E bomba Italia, che siamo tantissimi

Esempio di auto mantenibile con stipendio di 18mila euro l'anno

Il vento è cambiato. Fino a qui, ci siamo. Pisapia, il referendum, la scomparsa di Berlusconi, sono tutti segnali inequivocabili. Niente più donne di facili costumi, ora si parla tutti di economia. L’ultimo comunicato stampa della presidenza del consiglio è diventato virale, sta girando per la rete in lungo e in largo: Monti ha risposto alle accuse di un capodanno luculliano a spese dello stato raccontando il suo cenone. Moglie, figli e nipoti,  tutto pagato di tasca sua, ha speso meno di chi si è fatto cena+discoteca a 80 euro. Un marziano.

Il segnale più evidente però è arrivata dalla vicenda dell’Agenzia delle entrate in visita a Cortina d’Ampezzo. Il 30 dicembre, ottanta ispettori in borghese si sono riversati nella capitale delle vacanze di natale vip ed hanno controllato tutto il possibile. Macchine, suv, case, alberghi, ristoranti. A quelli che avevano tutto in ordine hanno chiesto se andavano regolari di corpo. Il sindaco di Cortina ha subito urlato: “siamo vittime di uno stato di polizia”. A distanza di sei giorni, ieri, l’Agenzia ha reso noti i risultati dell’operazione: negozi, bar e ristoranti hanno fatturato il 106% in più rispetto al giorno prima e il 400% in più rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente. Nel comunicato ufficiale si legge: “L’agenzia delle entrate fa bene agli affari.” Il sindaco di Cortina non ha ancora replicato.

Il vento è cambiato perché ora la rabbia sta salendo, e per placarla servono operazioni come questa. Chi ha sempre pagato sta cominciando a farsi domande su alcuni dei grandi misteri italiani, uno su tutti il vicino di casa con auto di lusso e reddito da operaio. Le risposte, come nel caso del caso Cortina d’Ampezzo, non arriveranno, e la rabbia salirà ancora. Una rabbia cieca e stupida, come qualsiasi cosa venga dalla pancia. La stessa pancia che ha reso possibili le ascese dei migliaia di Berlusconi che vediamo in giro. E pazienza se ogni tanto escono fuori uscite sfortunate come la comprensione sulle bombe a Equitalia: per una volta che il popolo non chiede tette ma uno stato equo, ringraziamo il cielo perché finalmente ci gira bene, e cavalchiamo questa onda di villani incazzati.

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Cose moralmente sbagliate da non fare a capodanno

Gatto spaventato dai botti

In molte città sono stati vietati i botti di capodanno, usanza forse un po’ in disuso negli ultimi anni ma forte di una grande tradizione negli anni 90. Il motivo del divieto non è la pericolosità, né lo sperpero di soldi, considerati i tempi grami. I botti spaventano i cani, per questo non si possono fare. E’ disumano rendere ancora più dura la vita da cani in città. Oltre ai petardi, ci sono altri comportamenti da evitare, per fare di questo posto un paese civile.

Trenino samba Ad ogni capodanno muoiono migliaia di scarafaggi a causa dei trenini samba. Ballare tutti in fila sulle note di A E I O U ypsilon, soprattutto quando si è una grande massa, aumenta il numero di passi pesanti sul pavimento. E’ noto infatti come nel trenino samba si cammini zompettando, seguendo il tempo della canzone. Gli sacarafaggi, impauriti dalla musica, escono fuori dagli angoli della sala da ballo, e nell’attraversarla vengono pestati dai trenini. Il rumore di fondo di ogni trenino samba, spacciato per proveniente dalle stelline scintillanti da tenere in mano, è in realtà il crac degli scarafaggi.

Lenticchie Il consumo di lenticchie vede una grossa impennata la notte di capodanno. Questo si traduce in un lavoro disumano per i contadini di Colfiorito, ma non solo. Le emissioni di Co2 aumentano in modo preoccupante, a causa delle flautolenze generate dal legume. Inoltre nei locali al chiuso, dopo i cenoni a base di lenticchie, il rischio di esplosione è davvero elevato: basta una sigaretta accesa vicino al posteriore di qualche commensale per creare un disastro.

Spumante Far saltare i tappi di spumante all’unisono, tutti a mezzanotte, provoca un rumore insopportabile per alcune specie animali, su tutti i pinguini. L’onda sonora dei tappi saltati si propaga fino in antartide, rendendo i pinguini pazzi. Sembra sia in atto una rivolta, e alcuni pinguini quest’anno si sono mescolati ai camerieri dei cenoni. Al primo tappo che salta saranno dolori.

Auguri di mezzanotte Mandare auguri a mezzanotte è una pratica barbara. La rete telefonica si intasa subito, lo scorso anno migliaia di volontari della protezione animali non sono riusciti a tenersi in contatto per raccontarsi la crudeltà del capodanno sugli animali. La proposta di alcuni sindaci, scambiarsi gli auguri tramite piccioni viaggiatori addestrati a schivare i fuochi d’artificio rimasti, è stata bocciata dagli animalisti.

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Partigiani e compilatori

Quello coi baffi non è D'Alema

Notizie come quella del nuovo colpo di Anonymous infondono buon umore. Il gruppo di hacker Anonymous ha attaccato il sito Strafor, specializzato in fornire sicurezza sul web ai suoi clienti. Gli anonimi hanno usato i dati rubati, carte di credito comprese, per effettuare donazioni a enti umanitari. Anonymous ha già fatto parlare di sé per altri attacchi, da quello al sito internet del Pdl fino a Paypal ed Amazon. Ciò che mette allegria è questo nuovo modo di fare la rivoluzione.

Fino a qualche tempo fa non c’erano molte alternative per gli aspiranti rivoluzionari: carriera da medico promettente e lotta armata in tutto il sudamerica o conoscenza maniacale di qualsivoglia mattone socio-filosofico-economico, da propinare agli adepti durante le riunioni delle organizzazioni eversive. Come evoluzione possibile c’è stata la deriva nonviolenta, un po’ Gandhi e un po’ facciamo il girotondo intorno al ministero dell’Interno. Ora però la musica è cambiata. Ora la rivoluzione la fanno gli hacker, senza sparare a nessuno né imparare Il Capitale a memoria per poi citarlo anche alle cene coi parenti. Per citare una americanata di basso livello, è la Rivoluzione dei Nerd. Già da un po’ lo smanettone del computer sta diventando sempre più un barricadero, nonché sex symbol.  C’è Mark Zuckerberg è giovane nerd conosciuto da ogni ragazzina del mondo, o la trilogia svedese di thriller  incentrati sulla figura di un hacker, milioni di copie vendute. La parabola di Steve Jobs, poi, parla da sola.

Per la categoria degli informatici questa è una svolta di non poco conto. Sono finiti i tempi cupi, ai margini della società. Ora il capellone con la chitarra dovrà stare in silenzio mentre l’uomo col megafono urla le opzioni di gcc e la folla applaude. “Decompilare il sistema” sarà lo slogan, non si salirà in collina con i fucili, ma per strada con i portatili, intenti a bucare reti e a mandare in tilt le poste italiane, anzi forse nel caso delle poste l’azione rivoluzionaria sarà farle funzionare. Comunque sarà una guerra senza esclusione di colpi. Tra 50 anni ci saranno pure i revisionisti che vorranno mettere in cattiva luce questa partigianeria del ventunesimo secolo, tirando fuori violenze su cui la sinistra ha taciuto, così da poter smarcare la sinistra che nel frattempo sarà tornata al suo mestiere, ovvero proteggere i deboli facendoli soccombere, così soffrono meno.

Zellosi tremate, i nerd sono arrivati.

UPDATE: Anonymous ha dichiarato di non entrarci niente con il colpo a Stratfor, mentre i versamenti alle organizzazioni umanitarie non sono stati autorizzati dagli enti di credito. Ma ce n’est que un debut.

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La gita Avis nel 2011

racconto a puntate andato in onda sul giornalino dell’Avis locale, lo riciclo anche qui sul blog, tanto per fare mucchio

La vocazione turistica di Marsciano e dei marscianesi è nota da tempo. I marscianesi hanno girato il mondo nei modi più disparati, il più celebre di tutti è, anzi era, la gita dell’Avis. Gli avisini, negli anni settanta, ottanta e novanta, hanno viaggiato in lungo e in largo per l’Italia e non solo; anni di piombo o edonismo reaganiano poco importava, i pullman dell’Asp (AutoServizi Perugia) partivano puntuali dal piazzone, ogni volta per una delle mete classiche da gita: Capri, Barcellona, Ravenna, gli Uffizi. Oggi la tradizione della gita si è persa, oggi non sono più i marscianesi a viaggiare, ma è il resto degli italiani a venire a Marsciano. Vengono a visitare i borghi vuoti rimessi a posto, o il museo dei mattoni. Durante l’estate, ascoltano qualche artista proveniente da canale 5 per poi ammirare la natura ancora rimasta intatta, appena fuori dal territorio marscianese. Ma come sarebbe oggi, nel 2011, una gita dell’Avis?

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Avrà notizie dai miei legali

Potenti e danarosi

Non avremmo mai avuto problemi di debito pubblico in Italia se gli italiani denunciassero i redditi nello stesso modo in cui si denunciano tra di loro. Questa pratica è comune soprattutto tra chi ha potere o soldi, e non ha la minima intenzione di privarsene. Due casi simpatici sono giusto capitati questa settimana. Leggi l’articolo completo

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