Archivi del mese: agosto 2009

Ballando con le scale

balli di gruppo

Gruppo compatto, in testa Ally Gully

Uno degli appuntamenti clou di fine agosto è la sagra della rucola, in quel di s.andrea d’agliano, minuscolo paese nascosto sotto Perugia. L’importanza dell’evento è da ricercare in primis nel coinvolgimento di tutti i miei amici, impiegati come maestranze, e in secundis nell’alto valore sociologico della pista da ballo. Per 10 giorni sul palco si alternano le più rinomate orchestre liscio della zona, composte da un capo vestito con gilé blu o rosso, decentemente intonato e quindi cantante, grazie anche agli effetti a palla forniti dal fonico. Due o più coriste dalla coscia lunga, sorridenti e truccate, a volte un po’ abbondanti ma in campagna piacciono così. La sezione ritmica è composta da un player midi che manda basso e batteria, e sporadicamente si vedono anche bassisti e batteristi, che suonano giusto qualche canzone per poi lasciare il compito di spaccarsi le palle con il 3/4 al computer. Il vero motore di tutto è però il gruppo dei ballerini: ai più sembreranno i soliti arzilli vecchietti e artigiani di mezza etaà, dediti a svagarsi portando la moglie a cena alla sagra, con ballo per chiudere. In realtà c’è molto di più, in quel tourbillon di rughe abbronzate e capelli tinti con la sabbiatrice. Continua a leggere

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Legateli

Le condizioni di vita in Italia, in questo momento, sono disumane per tutti. Colpa di un immigrato africano, tal Anticiclone, che nessuno riesce a rispedire al suo paese. Un po’ di refrigerio lo si può trovare tra le valli alpine, ma bisogna essere disposti ad ascoltare i deliri della famiglia Bossi, che come ogni agosto si ritira in quel di Ponte di Legno. Da questo paesino della alta valle Camonica partono ogni estate le invettive più colorite, fin da quella, indimenticabile, del togliere l’8 per 1000 alla chiesa cattolica. Tempo un mese e Bossi fu colto da ictus, stava più di qua che di là. Il senatur imparò la lezione ed ora ha abbassato il tiro, le novità che propone per l’estate 2009 sono: cambiare l’inno d’italia, insegnare i dialetti a scuola, pagare meno i lavoratori del sud. Continua a leggere

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E’ tempo che i gabbiani arrivino in città

Delle estati dei primi anni 90 ci sono molte cose che non dimentico. Elencarle tutte vorrebbe dire stimolare quella malinconia del tipo “noi sì che siamo stati una generazione mitica”, ad oggi rintracciabile in macabri gruppi facebook nominati “Sei nato negli anni 80 se…”. Un piccolo e misero ricordo, non citato in quelle tetre liste, è il magone che saliva su quando Italia1 annunciava le serie tv che sarebbero ricominciate a settembre; come colonna sonora c’era “L’estate sta finendo” dei Righeira, e la tristezza prendeva il sopravvento.

E’ ancora agosto, ma sappiamo bene che il Natale si sta inesorabilmente avvicinando, e con lui il freddo, il camino acceso, le castagne, il vino novello, la neve sui monti. Sarà bello ricordarsi di questa estate 2009, che ci ha regalato settimane intere di afa, nessun evento sportivo da ricordare scrivendo sui muri “campioni del mondo” e i leghisti che propongono di parlare dialetto a scuola, pagare di meno i terroni e cantare il Va’ Pensiero.

La sensibilità italica è stata però toccata, a 40 anni dallo sbarco dell’uomo sulla luna, da un altro evento epocale: Casapiddu ha chiuso i battenti. L’avventura della “cosa più pop” (cit. Ragazzo Strambo) di Pisa si è chiusa nel luglio 2009, ed i pidduisti sono partiti per le proprie tangenziali. Questo blog nasce proprio per non perdere l’insegnamento datoci dalle sofferenze dei cinque squattrinati fuorisede, e portare nel mondo la parola del fu Rambo Guerrazzi. Finisce l’estate e riprendono le tramissioni con un saluto festoso a tutti voi, o popolo di pugnettari.

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