La grande livella comunista

D’Alema insiste che l’antiberlusconismo fine a se stesso non porta lontano, ieri però c’era una bellissima piazza a Roma che non la pensava così. Berlusconi è l’espressione di come l’italia sia un paese di inetti, basta vedere come è possibile che un governo che dentro la Lega Nord faccia il pieno di voti al sud. I berluscones sostengono che la libertà di stampa c’è eccome, perché in Rai sono tutti comunisti e in tv si parla solo male del governo. Anche fosse vero, libertà di stampa e di informazione significa non vedersi minacciare di censure anche se si fa un programma “comunista”. In italia non sappiamo, anzi non sanno (la classe dirigente), cosa sia la libertà di stampa. Anche il politico più piccolo e miserabile (vedi il caso Bucciottino vs Rambo Guerrazzi-Casapiddu) vuole poter decidere cosa si può o non si può scrivere. Il mondo civile ci ride dietro perché ancora, dopo venti anni di dittatura e sessanta anni di repubblica democratica, non riusciamo a capire questi concetti fondamentali. E su questo non si discute.

Il punto di discussione è un altro: Berlusconi ormai è sempre più gonfio ed emaciato, ha bisogno di puttane e canzoni che lo esaltano ed ha già avuto un tumore. Ad occhio e croce camperà al massimo altri due anni, poi anche a lui toccherà di schiattare come noi tutti. Per quel giorno, quanti quintali di porchetta devo ordinare? Fatemelo sapere per tempo, grazie.

3 commenti

Archiviato in io me piasse ncolpo

3 risposte a “La grande livella comunista

  1. ortega

    caro amico ,ordina 2 kili di porchetta ,solo per gli italiani onesti. io portero una petroliera di vino,cosi potremo dimenticare,lo schifo di berlusconi politico, e proporro a tutti gli uomini onesti di istituire alla morte ,del cesso berlusconi 3 giorni di festa nazionale.

  2. Io porto i kalashnikov per sparare in aria durante la festa, e magari acchiappamo pure qualche berluscones che vaga solo e affranto per la steppa….

  3. Settimana festiva anche nella Repubblica Popolare Marsciano Nord… purtroppo però, dover attendere che crepi per levarselo di culo è una sconfitta.
    Un pò come Franco in Spagna.

    Almeno dopo il ventennio era finita col pelato in fuga, sconfitto e infine appiccato.
    Bei tempi.
    Al nano massone invece lo faranno santo, e ci sarà pure chi dirà: “con lui si stava meglio… i treni arrivavano sempre in orario… le puttane facevano anche lo sconto”.

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