Fabio Caccavaro

Il braccio del pallone doro

Il braccio del pallone d'oro

Fabio Cannavaro è campione del mondo, pallone d’oro, ed è pure bello, ha gli occhi azzurri. Ha fatto innamorare gli italiani durante i mondiali di Germania, invalicabile muro difensivo, uomo ovunque della nostra area. I tifosi del Parma e della Juve non lo dimenticheranno facilmente, quelli dell’Inter e del Real forse sì. Il Cannavaro interista era un difensore pasticcione, confuso, a tratti lento. A fine anno Moratti lo vende al primo che passa (Moggi) in cambio di un portiere di riserva e un pacchetto di patatine. Alla Juve la rinascita, che lo porta al mondiale come il miglior difensore italiano in circolazione. Lo era anche a Parma, a dire il vero. Cosa avranno mai queste due squadre in più? Un bell’ambiente, può darsi, una società serena, probabile, una sostanza magica, seguro.

Nel 1999 Rainew24 mandò in onda un video del pre-partita della finale di Coppa Uefa in cui era impegnato il Parma, con Cannavaro sorridente che si spara un qualcosa per endovena. Fosse stata anche una semplice fisiologica, non è molto bello da concepire. Se a tutti i bambini che giocano a calcio dicessero che prima delle partite si fa una puntura, addio calcio italiano. Alla juventus la musica pare non cambiare, è di ieri la notizia dell’inchiesta della procura Antidoping per del cortisone non dichiarato a dovere. Cannavaro è stato punto da una vespa e ha dovuto assumere tale sostanza, che è illegittima se non presa per curare qualcosa. Il caso è già stato archiviato, però serve a ripensare  ai fasti della grande Juve di Lippi, che negli anni ’90 vinse tutto. Merito di Lippi, certo, che è pure campione del mondo grazie a Cannavaro che come detto nel 2006 correva il doppio più veloce che nel 2005. Ma merito anche dello staff di Lippi, tra cui il medico Riccardo Agricola, di cui si occupò anche Report qualche anno fa. Il dottore bianconero è stato condannato per aver somministrato Epo (il medicinale che prendevano negli sport dei “dopati”) ai giocatori, che in effetti sul campo dimostrarono, con le loro vittorie, di avere una marcia in più. Dietro di loro uno dei migliori direttori sportivi dell’epoca, quel Moggi che comprava i migliori giocatori, rinsaviva quelli in punto di morte, e teneva contatti telefonici assidui con le istituzioni.

Intendiamoci bene, Fabio Caccavaro non si tocca. Lui è il capitano, lui ha alzato la coppa al cielo. Lui è il ministro della Difesa Italiana. Il prossimo giugno difenderà la coppa del mondo dall’assalto straniero, e come ogni leader italiano avrà tutto il suo popolo a guardarlo in tv. C’ha avuto i suoi guai, ma insomma, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Mica è come quel disgraziato di Cassano, che gioca solo se si diverte e quando non gioca ingrassa come uno normale.

2 commenti

Archiviato in calciosullafica.com, io me piasse ncolpo, José Mourinho premier

2 risposte a “Fabio Caccavaro

  1. Vediamo di non prendere scuse del genere quando sarete sconfitti sonoramente dalla rappresentativa della RPMN!

    Firmato L’Allenatore delle “Cavallette Rosse”

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