Emma Merdagaglia

Una abbronzata Marcegaglia e i Tremonti pallidi

Il dibattito di questi giorni verte sulle dichiarazioni del ministro Tremonti in merito al suo elogio del “posto fisso”. Da destra piovono critiche, da sinistra ci si interroga su cosa abbia in mente l’uomo dalla r più moscia d’europa. Ancora peggio di Fini, lui almeno da giovane era un fascista poi ora si modera, mentre Tremonti è recidivo, da giovane simpatizzava per i comunisti (scriveva di economia anche per Il Manifesto).

Secondo la signora Confindustria il posto fisso è un ritorno al passato. Per sbugiardarla si potrebbe ricorrere al vecchio adagio “infatti si stava meglio quando si stava peggio”. I luoghi comuni possono essere usati nelle diatribe sociopolitiche solo se si è di destra, perciò per rispondere alla Marcegaglia prenderò altre vie. Si può ad esempio usare un po’ di logica per analizzare i temi caldi, dimostrandoli punto per punto.

  1. “La cultura del posto fisso è un ritorno al passato non possibile che negli anni scorsi ha creato problemi”.
    Poniamo per assurdo che il passato, quando i nostri genitori con stipendi da normali impiegati ed operai riuscivano a comprare una casa, fosse un periodo problematico. Per eliminare questi problemi si è fatto sì che adesso non solo non si possa comprare una casa con uno stipendio da impiegato, ma che vieppiù lo stipendio da impiegato sia più basso e a breve termine. Assurdo, Peolina 1 Marcegaglia 0.
  2. “Da una parte – ha sottolineato la numero uno di Confindustria – serve fare riforme per rendere le imprese più competitive, dall’altra serve una flessibilità regolata e tutelata come quella fatta con Treu e Biagi che ha creato tre milioni di posti di lavoro” Qui basta un ragionamento ancora più semplice, questione numerica. Con la flessibilità si sono creati 3 milioni di posti, ma flessibili, dunque questi posti vengono occupati da più di un lavoratore. Quindi 3 milioni di posti per, poniamo, 6 milioni di lavoratori. Dunque per creare posti di lavoro si creano altrettanti disoccupati. D’altronde alla Bocconi mica insegnano matematica, lì si fa business management. (Intanto 2-0, Marcegaglia suca).
  3. “Noi siamo quindi dell’idea che bisogna investire in ammortizzatori, formazione e in un migliore incontro tra domanda e offerta come indicato nel libro bianco del ministro Sacconi” Insomma lo stato dovrebbe sostenere i precari, così che l’impresa possa mantenere i suoi margini di profitto senza dover retribuire adeguatamente i lavoratori.  Così sale il deficit, torna al governo il centrosinistra, che cerca di sanare le finanze combattendo l’evasione fiscale delle imprese di cui sopra, che si agitano e fanno cadere il governo strozzino. Con il governo successivo, le tasse evase e depositate in conti esteri potranno rientrare con un piccolo forfait (Scudo fiscale). Nel frattempo il precario è rimasto tale, senza quasi accorgersi di quello che è successo. Ecco dunque perché il passato era problematico: in quegli anni non si facevano i gran soldoni che si fanno oggi.
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1 Commento

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Una risposta a “Emma Merdagaglia

  1. Seneca

    Chi è che permette il posto vacante?
    The syndacate!
    Perchè?
    Che sia che dal precariato potrebbero venirgli degli utili anche a loro com’è per gli extra comunitari?
    Corsi formazione, istruzione pratiche varie?
    Come mai stì signori si tirano fuori dalle problematiche sociali, quali il mobbing, il lavoro precario, l’esportazione delle aziende o la vendita delle ragioni sociali delle aziende a società estere che finiscono con il prosciugare la capacità produttiva dell’azienda acquistata per trasferirla nella loro nazione finendo con il lasciare i ns connazionali a terra, ed il syndacate dov’è e il governo cosa fà e le CCIAA chè dicono, e le associazioni industriali che pensano e quelle artigiani?
    Ci troviamo d’innanzi ad un immobilismo generale o miopismo che stà mettendo a dura prova il sistema economico nazionale, infatti la crisi c’è ma non bisogna farla vedere, per evitare l’humor pandico, com’era nell’età vittorina, società pulita, candida ma con galere stracolme per reati da nonnulla.
    E’ evidente che se possiamo non pagare il dipendente è la miglior soluzione, introducano lo schiavismo e non dicano di essere tanto civili perchè è l’inciviltà che predicano e pubblicizzano!
    Siamo sicuri che tutti i manager operino correttamente, che non barino per migliorarsi lo stipendio e mettere a rischio la sussistenza delle aziende?
    Sono gli azionisti o hanno la capacità o la possibilità di analizzare adeguatamente le voci di bilancio e quei bilanci riportano le esatte trascrizioni dell’operato aziendale?
    Certamente nò, allora prima và analizzato il quadro dirigente e determinato che il sistema non abbia finito con il scaricare sulla parte più debole, il prestatore d’opera, le sue tare, le sue carenze, la sua sonnolenza, la sua sopravvivenza senza svilupparsi non avendo investito in ricerca e strutture perchè il prestatore d’opera è il contorno alla funzionalità aziendale, è l’olio che permette alla macchina di non incepparsi e non gli ingranmaggi!

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