La via xoriana

L'associazione dei fallaci

L'associazione dei fallaci parla di me

Nel governo impazza lo scontro in tema di economia: i conti non tornano, la confindustria preme per poter rubare altri soldi dopo lo scudo, i sindacati chiedono di non far morire di fame i lavoratori. In mezzo a questa battaglia c’è ancora spazio per parlare della minaccia facebook: Maroni ha preso carte e penna scritto alla sede di Facebook, in California. Dopo le 24 ore necessarie agli americani per tradurre dal bergamasco all’inglese, è arrivata la contromisura tanto richiesta. Il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” non c’è più, cioè ha cambiato nome. Anche Zuckerberg ha capito che i deliri vanno assecondati. Su Facebook di gruppi simili ce ne sono a dozzine, dedicati ai politici di ogni nazione, Prodi, Obama e gattino Virgola  compresi.

I berlusconiani ci hanno ormai abituato al delirio. Emilio Fede, dopo che Alfano ha puntato il dito sulla minaccia verso il santissimo premier che viene dal social network per antomasia, ha iniziato a chiedere la “chiusura dei siti di facebook”. Quando si parla di destra delirante, al giorno d’oggi, è però d’obbligo citare Oriana Fallaci. Una carriera giornalistica di tutto rispetto, poi la malattia ha iniziato a devastare anche i suoi testi. Da allora è diventata l’idolo dei drogati berluscones, da quando dopo l’11 settembre il Corriere della Sera diede spazio alla sua invettiva senza senso contro la minaccia dell’Islam. Era già malata, di una malattia che non ti lascia scampo, il mondo letterario non ha ignorato quelle parole perché probabilmente provava pena per una delle più grandi reporter italiane. I seguaci fallaci continuano però l’opera della Oriana furiosa, e dopo la minaccia Islam, anche quella facebook non è passata inosservata. Il sito dell’associazione “Una via x oriana” linka il mio post su “Uccidiamo Berlusconi” titolandolo “Assassini Dichiarati“.  L’unica lettrice di quel sito, tal Pammy, commenta chiedendo se la polizia postale è di sinistra. Oltre al link, i fallaci pubblicano anche l’indirizzo del mio profilo facebook, scrivendo: “questo è l’autore“. Una sorta di indice puntato, neanche fossi un giudice dai calzini turchesi. Girovagando per il sito si scoprono cose interessanti, ad esempio il premio giornalistico Oriana Fallaci assegnato a Renzo Martinelli, regista di Barbarossa: kolossal-flop voluto da Bossi e sponsorizzato con 30 milioni di euro statali, alla faccia di Brunetta e degli artisti parassiti. Il prossimo anno il premio andrà sicuramente a Mignanelli, autore di reportage indimenticabili durante il tg1 delle 20.  Al servizio sugli aereoplanini di carta basterà aggiungere la possibile minaccia islamica derivante dai kamikaze negri che usano la carta per conquistare l’occidente, e l’ambito premio sarà suo.

Devo però essere sincero: preferivo essere indicato da Fede, invece che da un’associazione pseudo-letteraria il cui nome (unaviaxoriana) è scritto a mo’ di bimbominkia.

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2 commenti

Archiviato in argite, giornalismi d'antan

2 risposte a “La via xoriana

  1. eminemz of volley

    Ma non si vergognano ad intimidire uno che riporta solo i fatti?

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