Il punto fisso sul crocifisso

La questione della croce continua a far discutere, soprattutto sul web. Nei media tradizionali tutto è stato liquidato con una sostanziale bocciatura, e il grazie del cardinal Bertone allo stato italiano che ha presentato ricorso contro la sentenza della corte Europea. Il Vaticano si è pronunciato a stento, prima ha atteso che il mondo politico si pronunciasse, per vedere chi sono i bravi e chi i cattivi.

Su facebook impazzano i gruppi “Sì al crocifisso” e cose simili, risvegliati da una sentenza semplice e lineare:

la Corte non è in grado di comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana.

Prima nessuno se lo cacava di pezzo, a quel povero cristo, ora invece tutti a difenderlo dal pericolo islamico. E non si capisce proprio cosa c’entri l’Islam in tutto questo: l’Europa non è Islamica, non è cattolica, non è cristiana, non è niente. L’Europa nasce dall’Illuminismo, ma evidentemente il bigotto ha bisogno di cercare nemici comuni. Altra difesa simpatica è quella che si rifà alle “tradizioni”. L’Italia affonda le sue radici nel cristianesimo, ergo la croce è un simbolo della nostra cultura. In realtà il crocefisso nei luoghi pubblici è stato introdotto da Mussolini nel 1926, nella Costituzione non si parla certo di simboli religiosi in giro per i muri.

Marco Travaglio si pronuncia sulla questione difendendo la figura di Gesù, ma attaccando chi lo difende. La tesi più curiosa è quella che mi hanno propinato fin da quando, bambino, andavo a catechismo: “è morto per noi, è stato un gesto d’amore“.  Ora che sono un po’ più vecchio ci ripenso, e mi chiedo dove sia l’amore. Cosa ha fatto davvero Gesù Cristo per l’umanità, oltre che a cantare un po’ fuori dal coro parlando di uguaglianza e diventare baluardo di una delle religioni più sanguinarie della storia. Con quella croce, oggi appesa ai nostri muri pubblici, partì Goffredo di Buglione per la prima crociata. E non seminò amore, ma morte.

L’età adulta sa essere crudele, tutte le favole ascoltate da bambino crollano una dopo l’altra. Il figlio di Dio che invece di nascere in una reggia nasce povero, la capanna al freddo, poi la vita da bambino prodigio che insegnava ai mercanti fino alla tragica ed eroica fine. I romani cattivi che lo vogliono fare fuori fin da quando è nato. Non può che diventare un beniamino. Poi col tempo la prospettiva cambia; un tizio che si proclama figlio di dio, nato da madre vergine e agitatore di folle. Esistesse oggi sarebbe in mano  qualche psichiatra o sulla poltrona di presidente del consiglio. In fondo se adesso Berlusconi fosse processato, e morisse di stenti in carcere, potrebbe diventare oggetto di una religione. Gli apostoli evangelisti ce li ha già (Bondi), i vangeli apocrifi sono pronti (Travaglio). I bambini, anzi le bambine, le ha fatte venire a sé (Noemi), come Giuda c’è Fini. Fin da giovane ha parlato ai mercanti nel tempio, di ladroni come Barabba ne conosce pure troppi. Non è nato in una stalla, ma ha recuperato mettendosi al fianco uno stalliere (Mangano).

Le religioni, come qualsiasi cosa su questa terra, sono finite; anche il cattolicesimo svanirà, sostituito da chissà quale altra. Il rischio di vedere l’effige di silvio in manette, sui muri delle scuole del futuro, mi spinge a sperare che durino i cattolici. Per adesso comunque non c’è problema, la sentenza della corte europea non è vincolante, perciò le croci rimarranno dove sono. Il berlusconesimo ancora non è pronto.

7 commenti

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7 risposte a “Il punto fisso sul crocifisso

  1. Bello!

    Non condivido quasi nulla di ciò che hai scritto, però indubbiamente scrivi bene.

    Il pensiero religioso è parte della vita degli uomini, e non credo che si possa lasciare questo problema irrisolto.

    La disgregazione sociale di cui siamo spettatori, a mio giudizio, dipende proprio in massima parte dalla perdita di senso della vita e della storia, ….senso che era ben radicato fino a poche generazioni fa.

    La società futura o sarà “religiosa” o non sarà affatto!

    La legge, la cosiddetta morale, il senso civico, la giustizia sono sostenute da un sentimento “eterno” che ci sostiene, il quale ci consente di accettare la nostra esistenza giornaliera, che altrimenti diventerebbe frustrante, illogica, senza senso.

    L’ uomo ha un respiro più “alto” che gli consente di sopravvivere.

    Se gli si toglie lo spirito di Dio, l’ uomo muore.

    • La religione, in questo cattolica, fa semplicemente leva sulla paura primordiale dell’uomo, la morte, per assegnargli un ruolo “ultraterreno”, una missione. Lo spirito eterno che ci sostiene esula da ogni religione, ce lo dimostra la storia: le religioni vanno e vengono, dove veneravano la dea Iside ora venerano Allah. Ed ogni religioso sostiene l’infinità del suo dio e della sua religione. Ma proprio questa intercambialità ti fa capire come sia solo una tradizione, una superstizione di cui i più deboli hanno bisogno per sperare in qualcosa di meglio. Quel qualcosa di meglio che si prende chi sa sfruttare la debolezza altrui.

      Comunque grazie per i complimenti stilistici, quelli fatti da un “avversario” valgono ancora di più! Basta che non faccio la fine di D’Alema però…

      • antonio

        La religione, in questo cattolica, fa semplicemente leva sulla paura primordiale dell’uomo, la morte, per assegnargli un ruolo “ultraterreno”, una missione. Lo spirito eterno che ci sostiene esula da ogni religione, ce lo dimostra la storia: le religioni vanno e vengono, dove veneravano la dea Iside ora venerano Allah. Ed ogni religioso sostiene l’infinità del suo dio e della sua religione. Ma proprio questa intercambialità ti fa capire come sia solo una tradizione, una superstizione di cui i più deboli hanno bisogno per sperare in qualcosa di meglio. Quel qualcosa di meglio che si prende chi sa sfruttare la debolezza altrui.

        …ma come fai a di dire che si è credenti per paura….Dio, il Dio AMORE…il Dio di Gesù, tu non potrai mai capirlo… e lo sai perchè? Ti manca l’umiltà di farlo….TI SENTI DIO….sai tutto di tutti…pieno di te e delle tue certezze….Non puoi nemmeno immaginare la forza interiore che hanno i credenti….quelli veri. La fede….la vera fede, ti assicuro, salva nell’aldiquà….la fede, la vera fede, non è frutto della paura della morte ma dell’AMORE…è una esperienza da vivere….se non la vivi non potrai mai capirla, ne esprimere giudizi……VIVERE E’ CERCARE DIO…..VIVERE VERAMENTE E’ AVERLO TROVATO….e io (anche se non ci credi) l’HO TROVATO!!!!
        BUONA VITA
        Antonio

  2. sirio ceccarelli

    Non capisco come dovremmo essere noi i privilegiati sui tanti miliardi di uomini che popolano il pianeta e professano un numero infinito di religioni. Ognuno ha cercato di darsi una ragione sulla sua esistenza ed ognuno ha voluto sfuggire alla disperante consapevolezza di essere destinato a tornare là da dove è venuto e cioè dal nulla!
    Nutro una profonda invidia per coloro che riescono a convincersi dell’esistenza di un mondo ultraterreno in cui saranno riparati i torti che la fanno da padroni in questo nostro piccolo pianeta, ma sono anche convinto che assai pochi sono quelli non che professano ma che credono veramente e senza remore alle verità sbandierate dalle varie religioni e quindi anche dal cristianesimo. Non ci facciamo illudere dai tanti che si sono stracciati le vesti in questi giorni di fronte alla sentanza della Corte Europea, pochi, assai pochi sono quelli che credono e che sanno vivere veramente fino in fondo la morale cristiana!

  3. Da Ateo praticante non posso non rispondere.

    La religione si basa per lo più sulle ancestrali paure dell’uomo, si basa su quelle domande che non hanno per loro natura risposta (chi siamo?dove andiamo?perché moriamo?) un ateo risponde a quelle domande con la ragione, rispondendo che quelle domande non hanno risposta, ancora meglio, non hanno senso.

    Ma senza voler instaurare un dialogo ateo-religioso che è quantomai impossibile perché non si può crede in un dio e accordarsi con uno che non crede in nessuno (come d’altronde è assurdo pensare che un cattolico e un musulmano possano accordarsi, dio è uno e basta, quindi uno dei due ha torto).

    Vorrei entrare nel merito della questione, lo stato è laico e così deve rimanere. Lo stato italiano non è laico, è laico nella sua costituzione ma mai nelle sue leggi. Per laico NON intendo Ateo, uno stato laico deve permettere a tutti i cittadini di poter esprimere il proprio pensiero, di credere in ciò che vogliono e, più in generale di raggiungere la propria felicità.

    Ovviamente la libertà individuale finisce dove inizia la libertà degli altri, e qui lo stato deve garantire questo accada, leggi come i patti lateranensi non sono laiche, stabiliscono un rapporto preferenziale dello stato nei confronti di una certa religione, vietare i matrimoni gay non è da stato laico, vietare la fecondazione assistita non è da stato laico, potremo proseguire oltre ma penso di aver chiarito il concetto.

    La Francia da sempre si fa fautrice di questo concetto, arrivando talvolta a certi estremi come vietare il velo islamico (sono vietate anche le croci al collo però).

    Gesù è stato un rivoluzionario, un Che Guevara antesignano, morto per la libertà del suo popolo e per l’uguaglianza tra le classi sociali, un comunista insomma e il crocifisso non mi ha mai infastidito.

    Ma quanti di quelli che si lamentano ora sono davvero credenti? E perché si lamentano? Per le nostre tradizioni? Quali tradizioni sarebbero minate dall’assenza di un crocifisso in classe? (Nel mio liceo era vietato appendere cose al muro quindi anche crocifissi, ma si sa noi umbri siamo comunisti)

    Che senso ha il crocifisso in classe? E se si mettesse un buddah? Perché vi infastidirebbe? Buddah è un altro grande uomo che ha professato l’uguaglianza e la pace, perché è in conflitto con il cristianesimo?

    Spero di non sentire risposte ideologiche ai miei quesiti.

  4. c

    si sta vivendo questa vicenda come un affronto alla propria fede e alla religione.
    non lo è.
    chi veramente crede non dovrebbe sentire tutto questo come un qualcosa contro di sè e i suoi principi cattolici.
    non si sta mettendo in discussione il cattolicesimo, nè si sta vietando la professione di fede.
    sono convinta che chi ha veramente Dio nel cuore non pretende di averlo appeso ad una parete.
    chi si scalda tanto per questo, facendone una guerra personale, non ha capito nulla nè di Dio nè di sè stesso.

  5. eminemz of volley

    Sinceramente non mi sono mai chiesto perché in classe vicino alla foto del presidente ci fosse anche quell’omino appeso ad una croce, se non sbaglio è colui che da sempre è stato un buon capro espiatorio ed in effetti è stato coerente, del resto è colui che si è sacrificato per espiare i peccati di tutti. Non mi sono mai posto il problema di chiedermi se fosse giusto che fosse li, del resto ho ricevuto una formazione spirituale di tipo cattolico ed ho sempre frequentato anche le ore di religione anche quando ho avuto la facoltà di potervi rinunciare che poi il giorno che c’era religione saltassi l’intera giornata poi era un altro conto. Soprattutto però fino a qualche giorno fa non mi sono mai chiesto se per caso quel simbolo potesse dare fastidio a qualcuno e che magari quel qualcuno per educazione non me lo ha fatto notare, di fatto rimane una cosa che da fastidio anche se quello per svariati motivi non se la sente di farmelo notare, qui mi domando: lo stato ha il dovere di prevenire il disagio? L’Italia non è uno stato laico? C’è proprio bisogno di questo crocefisso nelle classi? E qualora lo stato lasci il crocefisso dov’è quel qualcuno che si sente offeso non è di fatto discriminato? Qualcuno la potrebbe prendere anche come una violenza psicologica, a quel punto se lo stato decidesse di mettere la foto di una persona che muore tra atroci sofferenze come si dice sia cuccesso a quel pover’uomo in croce, sarebbe giusto?

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