La casta dei lacci per scarpe

Dichiarazione d'intenti

Al giorno d’oggi la celebrità si misura in termini di denunce, provvedimenti penali, processi e tutto ciò che riguarda la sfera giudiziaria. Non a caso colui che vanta di avere a carico “109 processi, 2500 udienze e 530 perquisizioni” è attualmente il nostro primo ministro. La mamma di Cogne, quella che uccise il suo bambino a randellate, ha passato più tempo in tv e sui giornali che in carcere. Qualsiasi passante conosce Alberto Stasi, o Raffaele Sollecito, mentre se chiedi chi è il presidente della Repubblica tentennano e rispondono Mike Bongiorno. I giornalisti che fanno il proprio mestiere sono quelli con più querele alle spalle, Travaglio, Santoro, Gabanelli e pochi altri.

Nel mio piccolo, anche io mi difendo. Ad esempio Bucciottino, ex sindaco di Marsciano, voleva far chiudere Casapiddu, anche lui come i compari del Pdl allergico alla satira. Questa volta non è il palazzo del potere a voler denunciare il blog, ma un piccolo negozio di provincia. Nel post precedente, dove ho descritto Todi con gli occhi di un non tuderte, ho parlato di una bottega ai piedi di una scalinata. C’era un po’ di ironia in effetti; il padrone, dopo aver letto, riteneva che l’ironia andasse denunciata. Poi ha desisitito, classificandola come pubblicità gratuita. D’altronde “nel bene o nel male, purché se ne parli”, è proprio il silvio nazionale ad insegnare questo.
La moda della querela/denuncia è ormai tutta italica, qualsiasi cosa viene scritta può essere oggetto di denuncia. Spesso viene da sorridere, sebbene ci sarebbe da piangere: la nostra società assume sempre di più dei tratti grotteschi. Quale insano ragionamento ci può essere dietro al voler denunciare un blog da 120 visite al giorno in cui c’è scritto che un laccio di un negozio costa 75 euro? Anche non riuscendo a cogliere l’ironia, quale sarebbe il reato? Diffamazione? E di cosa, del laccio? Esiste un listino dei lacci, un valore dei lacci, un Ordine nazionale dei lacci per scarpe?
C’è una grossa parte d’italia che sarebbe realizzata nel veder introdotto il reato di “parere contrario“. In fondo si può fare, basta solo allargare la capienza delle carceri italiane, magari utilizzando fabbricati già esistenti: centri commerciali, alberghi della riviera, autostrade nel week end di ferragosto, chiese il giorno di natale. Staremo tutti quanti in prigione, con un pigiama a righe fascion ovviamente  confenzionato dalle famiglie che commerciano eleganza dall’inizio del secolo scorso.

4 commenti

Archiviato in argite, il gatto Silvio, io me piasse ncolpo

4 risposte a “La casta dei lacci per scarpe

  1. c++

    dott. Peola Borghese, sta facendo un uso criminoso di questo blog. Però la posso scagionare perché ho trovato un contraddittorio: Boccali vende le mozzarelle scadute.
    Saluti cordiali.

  2. Federico.

    Visto che sono stato tirato in causa, non posso fare a meno di non rispondere.
    Chi mi conosce personalmente, conosce anche il mio spirito giocoso e incline agli sfottò e alle prese in giro.
    Non mi è passato neppure per l’anticamera del cervello di denunciarti (e non sto nascondendo la mano), anzi…
    ti devo dire che ho liquidato tutto con una sana e bella risata.

    Tutto qui. Mi dispiace se ti sei sentito attaccato indebitamente dalla mia (ripeto) giocosa frase.

    Ps: questo è solo la facciata…..Stasera risolviamo tutto a LACCIATE nei pressi dell’ex centrale idroelettrica di MONTEMOLINO.
    Biglietti : Gradinata 3 euri
    Platea 5 euri

  3. Solidarietà alla Dott.ssa Peola Borghese dalla RPMN!

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