Archivi del mese: dicembre 2009

Messaggio a goal unificati

Il ticket Josè Zapata Mourinho-Mario Cioni Balotelli

Questo è il primo capodanno vissuto da borghese, al termine di un anno a dir poco avventuroso. La sceneggiatura di questo 2009 è discutibile, ma innegabilmente piena di pathos; di sicuro per lo spettatore ha funzionato.

Siamo partiti con i postumi di una botta forte, causata da un automobilista di san venanzo che pensò bene di travolgere un povero ciclista indifeso. Convalescenza al gusto di Ugo Montanari e del suo teorema del punto fisso, e via verso una estate dal caldo assassino, sotto il sole di luglio si è squagliata pure Casapiddu. Non si fa in tempo ad uscire dalle sofferenze del vivere a Pisa, che subito si passa a nuove sofferenze. In giro per il mondo, caldo, freddo, salami, slovene, furgoni. Lo stesso caldo si ripresenta adesso, è dicembre inoltrato, anzi finito, e stasera andremo in giro con un giacchetto di jeans. Il mio pensiero va subito ai più sfortunati, quelli che si sono comprati un cappotto da 800 euro, e che dovranno per forza sfoggiarlo questa sera. Sentiremo da lontano la loro puzza di sudore.

Nel mondo non è successo quasi niente. Non ci sono stati i mondiali di calcio, non abbiamo niente di cui parlare. Giusto a Marsciano hanno fatto le elezioni, ma hanno vinto sempre i soliti, il partito dell’inciucio è ancora forte da queste parti. In america un nero ha vinto un premio, ma non ricordo bene se è Spike Lee con l’Oscar oppure Obama con il Nobel. L’unica scoperta degna di nota di questo 2009 è Josè Mourinho. Lui può far cambiare marcia a questo mondo, e spero che la sinistra lo candidi alle prossime elezioni, insieme a SuperMario Balotelli. Serve uno che non ha paura di schierare 4 punte, serve uno che vince anche quando perde. Mourinho al No Berlusconi Day sarebbe andato, e di corsa. Silenzioso, al margine del corteo, lo avrebbe guidato all’assalto di palazzo Grazioli. In fondo San Josè è l’unico che sia riuscito a vincere contro berlusconi: quattro belle pappine rifilate nel derby, e tutti a casa. La Reggiana di Bersani invece è ancora in serie C.

Siamo dunque arrivati alla fine, e tra poco si va in scena. Cena, spumante, sms,rete intasata, oh auguri, pepepepepeeeee, a che ora argimo?, no ancora è presto. Ricordatevi di guardare l’esperto di petardi del tg1 che vi dirà che le bombe di Maradona sono pericolose. Fate il solito il  bilancio di fine anno, tanto chiuderete in passivo come sempre. Lamentatevi dunque di quanto sia dura la vita, sempre problemi, non mi sento apprezzato, ah perché non sono nato ricco. Quindi i propositi per l’anno nuovo: se ve li siete salvati da anno scorso, basta un copia/incolla.

Dal canto mio farò auguri solo alla lista di persone di cui desidero la morte, nel frattempo sciolgo la riserva su chi voterò come uomo dell’anno. The winner is Matt Schofield.

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San Paolo Fox

Benedetto XVI legge il suo futuro (vignetta by The Minx)

Questa sera va in onda, su rai2, l’oroscopo per il 2010 di Paolo Fox. Una trasmissione insospettabile, la solita chiacchierata con un po’ di cosce nude di Adriana Volpe. Invece c’è chi vuole chiudere la bocca anche a Paolo Fox, l’astrologo più amato dalle casalinghe. Neanche fosse Santoro o la Gabanelli, almeno loro parlano di fatti. L’oroscopo invece è un innocente passatempo, un modo per aggiungere una pagina sui giornali che regali il sorriso, tra tante brutte notizie che ci tocca leggere ogni giorno.

L’associazione dei telespettatori cattolici (Aiart) si è scagliata contro la decisione di mandare in onda l’oroscopo, motivando così la protesta: “È incredibile come il servizio pubblico dia credito alla superstizione.

Dopo aver letto queste dichiarazioni, gli asini cornuti sono scesi in piazza contro i buoi.

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I Salami di gattino sono l’unica Consolazione

Generica persona/servizio (esclusi voi stessi) durante le vacanze di natale

Durante la pausa natalizia sembra che tutto sia fermo, che tutti siano in ferie per godersi il santo natale con la famiglia, possibilmente a Beverly Hills. In realtà non è proprio così, secondo un antico teorema: a Natale qualsiasi cosa serve a te è in ferie e ritornerà il 15 gennaio, se invece a qualcuno servi tu, verrai chiamato il 25 mattina alle ore 10. Spedire una semplice lettera diventa impossibile, spostarsi con un treno o un aereo anche peggio. Quest’anno Trenitalia ha fatto addirittura dei prigionieri, a causa delle estese gelate sulla pianura padana, è stata chiusa Milano Centrale. Viaggiavano solo i treni tedeschi, che da neanche un mese hanno preso a viaggiare sulle tratte italiane: sono puliti, veloci, puntuali.

A Marsciano invece c’è stato da lavorare, nonostante le feste, a causa del terremoto. Continua a leggere

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Ma Raglia, Carey

Notizia dell’ultima ora: Noemi Letizia, paladina delle giovani zoccole nostrane, si cimenta in una canzone di natalizia. La notizia e la canzone pare siano stati diffusi da Daphne Barak, la giornalista inglese che la intervistò qualche mese fa. Anche allora la video intervista fece il giro del mondo, non tanto per i contenuti, quanto per la pronuncia della bionda napoletana, che sembrava doppiata da Rutelli.

La canzone(All i want for Christmas, Mariah Carey) è già ascoltabile online su Repubblica, e disponibile per il download sul sito della giornalista inglese. A dire il vero, nel suddetto sito, non c’è traccia della canzone, o almeno non è ritrovabile nei due minuti limite che si dedicano ai siti web dal design orrendo e illeggibile. L’esecuzione è alquanto casalinga, la pronuncia è ancora quella di Rutelli.

Silvio, nel suo ritiro ad Arcore, non si è ancora pronunciato sulla vicenda. A breve rilascerà qualche dichiarazione su come questa sia l’ennesima dimostrazione che l’amore vince sull’odio. In effetti, per quanto possiamo odiare questa zoccoletta che chiamava Papi il nostro premier, lei lo ama ancora. Anche ora che è senza denti, vecchio, con la pancia, basso, i capelli finti tirati all’indietro, il doppio petto e il culo largo. Le donne di silvio sono scappate tutte,Noemi è tra le poche in Italia che ancora sono fedeli al suo pisello grinzoso.

Ed ora ecco il raglio di Noemi:

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Il prezzo della crisi all’incontrario va

Disoccupati occupanti

In prima pagina su Repubblica: “Allarme consumatori, stangata da 596 euro“. Ovvero aumentano ancora i prezzi di elettricità, gas, treni, assicurazioni e ricorsi al giudice di pace. Non fosse per quest’ultima, non mi lamenterei. Ma perdiana, non è possibile che per denunciare i vicini, cosa che faccio regolarmente dal 1989, io debba pagare sempre di più.

Nel frattempo siamo sempre di più in crisi economica, le aziende chiudono, licenziano, trasferiscono. Disoccupati che occupano i tetti, consumatori sempre più insolventi. Nonostante questo clima, i prezzi continuano a salire. Chi conosce come viene determinato il prezzo, incontro tra domanda e offerta, sa che qualcosa non torna. I prezzi aumentano se la domanda sale di più rispetto all’offerta. Questa ipotesi, considerando che siamo in crisi, non mi pare possibile. Potrebbe essere diminuita l’offerta molto più di quanto sia diminuita la domanda. Ma perché gli operatori economici (chissà se esiste come termine) dovrebbero rinunciare a vendere?

Il dubbio, dunque, rimane. Siamo in crisi economica da un anno, ma i prezzi non ne vogliono sapere di scendere. Certo, chi ha i grossi capitali potrebbe aver scelto di trasferire tutto in cina, magari diminuendo la produzione. Facendo bene i calcoli forse si mantiene lo stesso margine di guadagno.

Mano alzata, vorrei fare due domande:

1) Gli imprenditori italiani sono così stupidi da non capire che senza stipendio gli italiani non imprenditori non possono certo andare avanti a lungo a comprare?

2) E gli italiani sono così stupidi da votare proprio il partito degli imprenditori che li licenzia e alza i prezzi?

Spero che la risposta ad almeno una delle due domande sia no, altrimenti sono cazzi amari.

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O signore non son degno di partecipare alla tua mensa

Christmas with the yours, cantava un giovane Elio. In effetti, da che mondo è mondo, a natale si sta  a casa. Gli abitanti di Casapiddu non hanno più una casa comune, ormai ognuno è per la sua strada, ma hanno comunque rinnovato la tradizione della cena prenatalizia. In 27 hanno seduto al tavolo pidduista, mentre da uno schermo piatto andavano in onda i migliori video prodotti dai ragazzi di San Donnino. La cena è stata anche l’occasione per presentare il libro “Verranno a chiederti di Casapiddu”, raccolta dei migliori post dell’ex blog pisano/perugino. La proiezione è dunque partita con il trailer del libro, girato a Londra, per poi proseguire con “Hotel Casapiddu“, i migliori scorci della casa con sottofondo Eaglesiano, e il famoso iPhiddu, diretto concorrente dell’iPhone, presentato negli stessi lontani giorni del 2007.

La seconda parte della serata è partita con “Sguatty“, contratto tv proposto dai pidduisti durante l’estate 2008, quando la sguattera si appropriava della televisione senza lasciare spazio a nessuna discussione o scelta. Il clou della serata, con tanto di applausi a scena aperta, arriva con “Ecce Piddu” e la “Catapulta Infernale“, le opere che mostrano il picco massimo raggiunto dalla produzione cinematografica di Casapiddu. Citazione di Nanni Moretti il primo, mentre il secondo è un tributo ai gemelli Derrick, indimenticati campioni del cartone Holly e Benji, girato con la tecnica dello Stop Motion. Per concludere, il video da cui è stata presa la copertina del libro, i Cisternis con “Basket Case”.

Saluti e auguri finali, tutti molto composti in pieno stile british, e via tutti a casa. La parentesi pidduista si è conclusa, e dalle cartoline piene di tag che girano su facebook pare ci sia qualche altra ricorrenza da festeggiare nei prossimi giorni. Niente di confrontabile, comunque, all’epopea di Casapiddu.

Grazie a tutti, e se non li scambiate per una iattura, auguri.

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Barbato e le profumiere

(s)Barbato, Idv

La sinistra non sa come prendere il ciclone Di Pietro. Lui e il suo partito fanno opposizione popolare, parlano pane al pane e vino al vino: ce l’hanno con Berlusconi e non gliela mandano a dire. Il Pd, che proprio sinistra non è, tentenna, gli extraparlamentari parlano  di temi sociali con forza, ma al bar il tema non l’ha mai gradito nessuno.

L’ultima frecciata dell’Idv viene da Francesco Barbato, deputato, che di fronte agli operai Fiat di Pomigliano d’Arco in corteo a Palazzo Chigi ha urlato: “Per ogni operaio mandato via dalla Fiat gliela tiro io in faccia una statuetta a Berlusconi!“.  Intenzione discutibile, dal Pdl piovono piagnistei in men che non si dica. L’argomento violenza ormai è tabù, il geniale silvio si è creato questi anni di piombo al sapore di taralluccio ed ora qualsiasi cosa si dica è istigazione a delinquere. Per la precisione, qualsiasi cosa si dica contro il premier.

Appena sollevatosi il polverone di condanne, Barbato, che ha imparato la lezione dal nemico, ha subito smentito. “Sono stato frainteso”. Saranno popolani, saranno volgari, ma almeno ripagano l’odiato silvio con la stessa moneta. Una lezione che andrebbe seguita anche a sinistra,e da tutti gli uomini di buona volontà. Di fronte alle profumiere, quelle tipe fascinose e loquaci che sembra sempre stiano per concedersi, non bisogna solo subire. Vanno prima smascherate e poi prese a calci sulla passera, o statuette in fronte che dir si voglia.

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