La maledizione di Casapiddu – parte seconda

Amabile discussione autunnale

La due giorni londinese è continuata all’insegna del Cult. Gli obiettivi dei pidduisti sono stati nell’ordine: visita di Londra for dummies (Mangi), Starbucks,Kfc e schifi vari (Ragazzo Strambo), tornare a casa presto (Rambo).

La prima mattinata londinese parte di buon ora, i quattro intrepidi hanno dormito tutti nella camera di Jorgio. Il Ragazzo Strambo per terra, col suo sacco a pelo, gli altri tre sul letto a due piazze, nella posizione universalmente riconosciuta come “per curtello”.  Nell’entrare in cucina Rambo trova il coinquilino spagnolo che butta via ciò che rimane di una puntarella, o presunta tale. Rambo guarda l’orologio, poi guarda lo spagnolo, poi guarda jorgio che gli propone un pastone ai cereali spruzzato di latte in tanica, poi decide che se potesse tornare indietro al 1943, si schiererebbe  contro gli Alleati.
Prima tappa di giornata Portobello e il suo mercatino, reso famoso da Mary Poppins, film che sembra stato proiettato solo in italia data la strabordante presenza di italiani al suddetto mercatino. E’ possibile ascoltare una grande quantità di dialetti, dal veneto al pugliese, mentre si gira tra una bancarella di chiodi usati ed un venditore di hotdog senza la minima coscienza delle norme di igiene.
Durante la vista alla città, Jorgio racconta agli amici la sua esperienza da lavoratore nel regno di sua Maestà la regina. In poche frasi il mito inglese è bello che smontato. Gli Who, i Beatles, the tube, piccadilly, the universal language: Jorgio ha una risposta a tutto. Gli inglesi sono secondo lui una razza inferiore, hanno una lingua con cui non si riescono ad esprimere e racconta di quando vede le sue colleghe inglesi non capirsi al telefono con altre colleghe inglesi, passando ore a fare lo spelling. La metropolitana è affollata a tal punto da trasformare Jorgio in un serial killer, ha già tentato di uccidere gente a caso utilizzando i free press come arma contudente. Tutte le sue tesi sono dimostrate con tanto di controprova, ad esempio la pessima qualità della vita in inghilterra è dimostrabile con la fuga verso i paesi caldi (italia, spagna) degli inglesi che possono permetterselo.
La cena è a base di Fish & Chips, il piatto tipico delle cene inglesi. Altro non è che merluzzo impanato e patatine, qui da noi lo saprebbe preparare anche la più svogliata delle casalinghe; non lo fa solo perché il marito glielo tirerebbe addosso, urlando che non lavora otto ore al giorno per poi cenare con della carta fritta. Mentre i pidduisti cenano con la prelibata pietanza, Jorgio narra di come il piatto sia stato inventato da un italiano emigrato. Ennesima dimostrazione di superiorità.
La serata si protrae di nuovo nel West End, ma la pioggia rovina un po’ i piani dei gitanti. Non è così per i londinesi, che sembrano non accorgersi delle giubbate di acqua che gli cadono addosso senza pietà. Fuori dalle discoteche i ragazzi sono in fila per entrare, rigorosamente sotto l’acqua. In pratica stanno aspettando di pagare sotto la pioggia. Questa è la caratteristica inglese che manda in bestia Jorgio, la rigidità. Se per entrare in disco bisogna aspettare e piove, lo si fa e basta, perché è così. Lo stesso vale per qualsiasi altra cosa, a cominciare dal sistema di classi. Se nasci povero, non sogni di morire ricco. Aspetti solo di morire povero.,anche se i sogni sono gratis. Chissà come diavolo ha fatto questo popolo a partorire la migliore musica del ventesimo secolo.
La giornata successiva inizia da Starbucks, dove il Ragazzo Strambo si impone di imparare a bere il caffè dal buchino del tappo della tazza, come fosse una fanta qualsiasi. Dopo due ore mezzo caffè è ancora nella tazza, e Rambo torna ad assaporare quella assurdità che per anni ha visto aleggiare nella camera del sud, condivisa proprio con il piccolo Strambo: dai libri da finire a tutti i costi, anche se brutti, al pollo di gomma, fino alla Sacher in scatola di cartone.
Tappa d’obbligo è Buckingham Palace, con il cambio della guardia e migliaia di italiani assiepati fuori dai cancelli intenti nel guardare quattro bucciotti che per darsi il cambio fanno i versi più disparati. Per un italiano andare a Londra è un po’ come andare allo zoo. I pidduisti non sono i soliti italiani in gita, e si dedicano alla ricerca della finestra del bagno di sua Maestà; per quanto vecchio e grinzoso, non capita tutti i giorni di vedere un culo reale.
Pranzo a base di Jacket Potato a Covent Garden, che detta così sembra una ficata, ma in realtà trattasi di una patata lessa condita con formaggio a seimila gradi farenheit, quindi la sera tutti a cena insieme ai coinquilini di Jorgio. Amabile chiacchierata sulle differenze politiche tra Italia e Spagna, che sembrano poche ma forse gli spagnoli non conoscono berlusconi, e poi tutti a letto. Ryanair aspetta i pidduisti alle ore 7 a Stansted. Sveglia notturna, e via con la prima corsa della metropolitana, dopo aver attentamente evitato la pozzanghera di urina nell’ascensore del palazzo.
Un viaggio cominciato con una sbarra piegata da un suicida lanciatosi dall’ottavo pieno, e concluso su un lago di piscio. Questa, signori, è la vita da pidduisti.

3 commenti

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3 risposte a “La maledizione di Casapiddu – parte seconda

  1. il buchino del tappo della tazza, vorrei far notare, è attaccato ad un enorme tappo in plastica e messo sopra ad un bicchiere di carta. il tutto rigorosamente usa e getta (ecchissenefregadellambiente.co.uk)

    te lo appioppano sempre perchè sennò ti brodoli che devi correre a lavoro. la sensazione è quella di bere la birra con la cannuccia e, come se non bastasse, inquini come una petroliera (12mln di persone al giorno dentro londra)

    a volte uno dovrebbe prendersi le sue pause…e non mi riferisco solo ai londinesi che tanto ci affascinano.

  2. faceone

    ricordiamo che bere la birra con la cannuccia è come l*****e la f**a con le mutande.
    per dovere di completezza…

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