Archivi del mese: gennaio 2010

Elia era gay

"Madonna che vento!"

Rubrica della domenica, il vangelo. Commentiamolo insieme.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,21-30.

Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi».

Cominciare con “Allora” può far sembrare questo un racconto sentito al bar, ma non è così, abbiate fede.

Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?».

“Magari…” disse tra i denti Giuseppe, il cornuto più famoso della storia. Continua a leggere

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Il Quadro

Il Quadro

Una grave lacuna di questo blog era la mancanza di una rubrica artistica, con Arte intesa nel senso di quadri, dipinti e pittori, un po’ come la si intende alle scuole medie. L’occasione per parlare d’arte arriva dalla scoperta, casuale, di un’artista giovane e fuori dalle righe, niente a che vedere con i sermoni di storia dell’arte che tutti, purtroppo, ci siamo sorbiti. In questa rubrica Caravaggio rimane quello delle centomila lire, Botero è l’omonimo di un ciclista colombiano trovato positivo a tutti i controlli antidoping possibili e Raffaello un cioccolatino stucchevole che va dato solo ai peggiori nemici. Continua a leggere

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Lu peso a valle, lu corpu a monde

Repertorio sciistico monte Bove

Nei programmi del sabato pomeriggio, quelli che nessuno guarda perché se proprio devo accendere la tv su Italia1 ci sarà sicuramente un film con Jerry Calà, si parla spesso di luoghi in cui “il tempo sembra essersi fermato”. In genere non è vero, tutti quei borghi hanno la fibra ottica e sono lager per turisti dell’enogastronomia. Se invece si vuol capire davvero cosa sia il correre indietro negli anni, senza avere una De Lorian, bisogna partire muniti di sci alla volta dell’appennino Umbro-Marchigiano. Continua a leggere

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Memoria di sola lettura

Il giorno della memoria è ormai diventato un evento bipartisan, lo rispettano tutti un po’ come il natale cristiano, viene onorato con indifferenza. Fascisti dichiarati non ce ne sono più, giusto la Lega ultimamente se la è presa con Anna Frank, colpevole di non aver parlato di secessione ariana sul suo diario. I democratici devono pensare a come diventare, se possibile, ancora più di destra per provare a vincere le elezioni, mentre la sinistra extraparlamentare parla al vento: se non hai almeno un minuto al tg1 non sei nessuno.

In questa atmosfera Auschwitz è l’ultimo dei pensieri, quella follia umana sembra lontana e persa nel tempo. Oggi in tv andranno film e documentari dedicati all’evento, li manderanno persino sulle reti mediaset, perché condannare l’olocausto significa essere buoni. Nel frattempo pare che l’applicazione iPhone più scaricata in italia sia iMussolini, una cacata software che raccoglie i discorsi del duce e li riproduce. Il pelato italico mando diversa gente a morire nei campi di concentramento, con buona pace dell’allora papa Pio XII che chiuse tutti e due gli occhi, guadagnandosi la santità.

Tra i brutti venti che ci spirano addosso si può sentire la canzone di un bambino, che quaranta anni fa il Maestro Guccini mise in musica. Una canzone che ha contribuito a non far dimenticare Auschwitz molto più di celebrazioni da copertina buonista.

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Le luglie che uccidono

Nuova puntata del Dr. Chèsa, medico che con il prezioso aiuto del suo Assistente Nero risolve i casi più difficili, quelli che la medicina a volte si rifiuta di affrontare. Questa volta sono i pericoli del dormire di fronte al fuoco ad essere affrontati dalla coppia vanto della sanità italiana.

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I lampioni di piazzale Mourinho

il premier dopo la statuetta e il derby

La sindrome della sconfitta, che affligge la sinistra più o meno da quando esiste la repubblica, è ben conosciuta dai tifosi dell’Internazionale di Milano. Hanno sopportato per venti anni le peggiori legnate, mentre juventini e milanisti esultavano a targhe alterne. Nel frattempo la sinistra continuava a restare all’opposizione, prima Craxi e poi Berlusconi. Unica consolazione le coppe Uefa, e i governi Prodi insieme a D’Alema. Poi è arrivata calciopoli, un anno di purgatorio per la juventus e Mastella ministro della Giustizia che apriva le carceri. Carceri in cui, va sottolineato, le divise sono sempre state a strisce bianche e nere: la storia del disegno intelligente che governa l’universo potrebbe non essere così infondata. Continua a leggere

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In principio era il Web

Il papa esorta i sacerdoti a diventare navigatori della rete e a portare la parola di Dio nel grande continente digitale. Sarà necessario adattarla, per farla meglio comprendere a chi non mastica molto il verbo divino, questi tanto decantati giovani che non vanno in chiesa, fumano spinelli, sgommano con i motorini e impennano gli ape car. Ecco dunque la mia modesta proposta, d’altronde lavoro nel settore da anni ed ho ricevuto una sana formazione cattolica.

In principio era il Web 1.0. Dio disse: sia la Telecom, ed arrivarono i primi modem a 56k. E fu notte e fu mattino. Dio vide che Gesù per scaricare un mp3 da Napster ci metteva 3 ore, e disse: sia l’Adsl. E fu notte e fu mattino. Dio fu svegliato dai trilli di msn di Gesù che chattava con maddy-05ac@hotmail.it,  vide che ci voleva qualcosa di meno invasivo e creò Facebook. E fu notte e fu mattino. Dio vide Gesù piangere perché c’erano troppi pochi contatti da poter aggiungere come amici, e decise che serviva un pianeta popolato da gente che sarebbe un giorno approdata su facebook. Disse dunque: “sia Google Earth”. E fu notte e fu mattino. Fatta la terra andavano fatti i terrestri. Dio seguì un tutorial di Muchacha su youtube e creò un uomo con fango e colla vinilica, quindi con la roba avanzata creò la donna. Li spedì tutti e due sul pianeta appena creato, dotati di portatile e divx di “c’è posta per te”. E fu notte e fu mattino. Era solo il sesto giorno ma dio era già bello che stracco e si prese uno week end di riposo. Nel frattempo la coppia creata ebbe due figli, tutti e due maschi. Si registrarono su meetic vedendo che era pieno di single provenienti dal loro paese, Eden. Quando si accorsero che le femmine erano finte, si scannarono senza pietà. Vinse Caino, visse guardando video su youporn e morì con occhiali da cinema 3D perché rimasto cieco.

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