Tutti morimmo a stento

Chissà cosa racconteremo ai nostri nipoti di questa epidemia che sta coinvolgendo il globo. Io sto buttando giù qualche riga, perché con la rapidità con cui ci dimentichiamo dei casi mediatici rischierei di ricordarmi giusto la faccia di Bruno Vespa durante il Porta a Porta che ha visto come ospite il virus, insieme ovviamente al contraddittorio formato da un nugolo di urlatori della Lega Nord. Già mi immagino tra 50 anni, davanti al camino, mentre inizio il racconto:

<<Fu una tragedia che me la ricordo come fosse ieri. I morti trasportavano i feriti. Arrivò questo virus, annunciato dal tg1, e ci chiudemmo tutti in casa. Inizialmente si chiamava influenza suina, e bruciammo tutto ciò che conteneva maiale, palazzo Grazioli compreso. Al nostro paesello, Marsciano, solo a sentir parlare di suini tutti se la facevano addosso, sindaco e assessori compresi. Fu tutta quella sciolta a mettere in crisi il biodigestore, un enorme casermone che digeriva lo scarto della nostra digestione. Poi si scoprì che l’influenza non era suina, ma H1N1, e lo stato mise fuorilegge la battaglia navale. Orde di poliziotti e carabinieri furono mandati nelle case degli italiani a prelevare ogni scatola, comprese quelle parlanti, elettroniche, o anche i semplici foglietti di carta su cui si poteva giocare. Parecchi dei morti per influenza furono causati proprio dalle forze dell’ordine: quando sentivano qualcuno dire “colpito”, aprivano il fuoco. Avevano il grilletto facile a quei tempi.
Per evitare il contagio fummo costretti a comprare l’attrezzatura da acchiappafantasmi, io avevo un fucile laser per distruggere tutto ciò di vivente che mi si avvicinava troppo. Le farmacie furono prese d’assalto e svuotate di ogni disinfettante, le scuole erano i luoghi più a rischio perché tra i bambini il virus si trasmetteva meglio. Tante altre morti nacquero dai rimedi che trovarono le mamme: mettevano l’amuchina gel anche sulla merenda. Ogni due giorni in televisione apparivano dottori, professori, infermieri, portantini, barelle e cateteri parlanti, ed esponevano le loro tesi in contrasto tra loro. Chi diceva va tutto bene, chi diceva che l’influenza non uccideva, chi prometteva una soluzione o un vaccino e infine il più saggio di tutti che disse: “tanto di qualcosa tocca morire”.
Rimanemmo in pochi dopo quella epidemia, in Italia eravamo rimasti in 12. Io ero abbastanza giovane e fui chiamato a giocare nell’Inter, di italiani buoni per il calcio c’eravamo solo io e un boscaiolo di Brescia. Gli altri 10 erano molto più anziani, erano i ministri della Repubblica. Avendo finalmente la maggioranza assoluta, governarono per 20 anni, finché il primo di loro, un tizio un po’ basso, schiattò colpito alla tempia dal martello di un giudice di passaggio. Da allora riuscimmo piano piano a tornare alla normalità.
>>

2 commenti

Archiviato in argite, io me piasse ncolpo

2 risposte a “Tutti morimmo a stento

  1. I 9 milioni di vaccini avanzati ed inutilizzati li stiafferei sul culo del Berlusca… peccato che li ha già messi sul culo a noi

  2. eminemz of volley

    tu vai e inizia ad infilare, io arrivo poi con il silicone per chiudere

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...