Il partito di SuperMario

Tempi duri per gli uomini di buona volontà che ancora cercano una sinistra da votare. Il premier si è fatto tirare una statuetta in faccia, salvando così il governo, e con la sua faccia insanguinata lancia la campagna elettorale. Il Pd parla di inciucio, di nuovo, gli extraparlamentari sono troppo poveri per aver voce in capitolo. Ci sarebbe Di Pietro, ma un vero sinistroide può solo che ammirarlo di nascosto. Per uscire da questo stallo bisogna guardare al campionato italiano di calcio.

Mario Balotelli è un attaccante in forza all’Inter, ha 20 anni scarsi e classe da vendere. E’ nato a Palermo, vive da sempre a Brescia, nonostante questo non sembra per niente italiano. Intanto ha la pelle nera, un fisico bestiale e il coraggio dell’incoscienza. Tutta roba che da noi non si trova, i calciatori ormai sono attenti molto di più all’immagine che non al campo di calcio. Super Mario invece non le manda a dire a nessuno, ma solo in campo. Nel mondo della moviola urlata della domenica sera, Balotelli è una pecora nera. Non rilascia quasi mai interviste, fuori dal campo non lo senti parlare. Quando si gioca, invece, è una belva. Non si fa pestare facilmente, e se lo pestano passa al piano b, detto comunemente “Quante ne ho prese, ma quante gliene ho dette.”

Negli ultimi tempi Balotelli è al centro delle scene perché alcune tifoserie d’italia indirizzano su di lui, italiano, cori razzisti a non finire. Mario ha continuato a lavorare in silenzio, a suon di gol tra l’altro, fino all’ultima di campionato. L’Inter era di scena a Verona, stadio noto per aver visto esposte celtiche e svastiche varie, e i “buu” verso il “negro italiano” non si sono mai fermati. A fine partita, in tutta tranquillità,Super Mario ha dichiarato ciò che milioni di italiani pensano: “il pubblico di Verona fa schifo“. Subito è arrivata la replica del sindaco leghista di Verona: “Balotelli non sarà mai un campione.” In pratica una non risposta, finora SuperMario Balotelli è il solo che sia riuscito a zittire un leghista.

Negli Usa hanno già un presidente afroamericano, quell’Obama che ha vinto anche grazie al supporto della Rete. Ma negli Usa nessuno si sogna di limitare internet o di imbrigliare la stampa. Loro hanno l’informazione, qui al massimo abbiamo il calcio. Per questo noi di sinistra abbiamo il dovere morale di candidare SuperMario Balotelli alle prossime elezioni. E’ il solo in grado di rovesciare lo status quo, il suo nome ricorda un idraulico che in tuta blu ha affrontato i peggiori mostri, e per di più gioca con l’Internazionale. Dubbi non ce ne sono più,vota e fai votare SuperMario Balotelli!

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3 commenti

Archiviato in bar sport, José Mourinho premier

3 risposte a “Il partito di SuperMario

  1. Romina Perni

    ma io ti adoro! questo post è uno dei migliori

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