I lampioni di piazzale Mourinho

il premier dopo la statuetta e il derby

La sindrome della sconfitta, che affligge la sinistra più o meno da quando esiste la repubblica, è ben conosciuta dai tifosi dell’Internazionale di Milano. Hanno sopportato per venti anni le peggiori legnate, mentre juventini e milanisti esultavano a targhe alterne. Nel frattempo la sinistra continuava a restare all’opposizione, prima Craxi e poi Berlusconi. Unica consolazione le coppe Uefa, e i governi Prodi insieme a D’Alema. Poi è arrivata calciopoli, un anno di purgatorio per la juventus e Mastella ministro della Giustizia che apriva le carceri. Carceri in cui, va sottolineato, le divise sono sempre state a strisce bianche e nere: la storia del disegno intelligente che governa l’universo potrebbe non essere così infondata.

Questo disegno vuole che l’italia e l’Inter abbiano finalmente trovato l’uomo giusto: Josè Mourinho. Alla guida di una squadra multirazziale, in questo campionato ha già sconfitto due volte berlusconi. Il conto totale dei gol non lascia scampo a giustificazioni, 6-0 e tutti a casa. Gli immigrati sono la sua forza, non certo un argomento su cui impantanarsi in campagna elettorale, nei due derby di Milano sono andati a segno due argentini, un brasiliano, un serbo e un macedone. Lo Special One ha trasformato la sua squadra in un gruppo di lavoratori coalizzati insieme per vincere. A nessuno dei suoi è mai presa l’idea di inciuciare con Ronaldinho, anzi Julio Cesar gli ha pure parato un rigore. Mourinho è uno che non le manda a dire, che alza le braccia e guida i cori degli 80mila di San siro. Nessuna paura della piazza, San Josè non ha fallito le sue due no-berlusconi night. Nei talk show calcistici tiene tutti sotto scacco, ha la risposta pronta e non si fa intimidire dal Cicchitto di turno vestito da opionionista. Anzi è forse l’unico a far notare l’inutilità di questi produttori di opinioni, e gli sportivi da bar ricambiano odiandolo con rabbia. Ma gli sportivi da bar sono l’elettorato di berlusconi, che con l’odio ci ha vinto e ci continua a vincere. Questa gente non si può ripagare con il politically correct, e Mourinho lo sa, a differenza di Veltroni,Bersani e via dicendo.

La sinistra ha bisogno di trovare il suo Josè Mourinho: che venga dalle primarie, per nomina, da un reality o dallo spazio non importa. Di certo arriverà a Milano: come i Partigiani in quell’aprile del ’45, come la grande Inter di Helenio Herrera, come lo Special One che corre sotto la curva.

5 commenti

Archiviato in bar sport, José Mourinho premier

5 risposte a “I lampioni di piazzale Mourinho

  1. Da interista e sinistromane, non ho che da quotare!

    E dire che Mou sta sul cazzo pure a me.

  2. Dai su… come se fa a tifà la squadra di un petroliere!?

  3. ops… io da piccino ero juventino!

  4. Pingback: Sometimes | Peolina Borghese

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