Memoria di sola lettura

Il giorno della memoria è ormai diventato un evento bipartisan, lo rispettano tutti un po’ come il natale cristiano, viene onorato con indifferenza. Fascisti dichiarati non ce ne sono più, giusto la Lega ultimamente se la è presa con Anna Frank, colpevole di non aver parlato di secessione ariana sul suo diario. I democratici devono pensare a come diventare, se possibile, ancora più di destra per provare a vincere le elezioni, mentre la sinistra extraparlamentare parla al vento: se non hai almeno un minuto al tg1 non sei nessuno.

In questa atmosfera Auschwitz è l’ultimo dei pensieri, quella follia umana sembra lontana e persa nel tempo. Oggi in tv andranno film e documentari dedicati all’evento, li manderanno persino sulle reti mediaset, perché condannare l’olocausto significa essere buoni. Nel frattempo pare che l’applicazione iPhone più scaricata in italia sia iMussolini, una cacata software che raccoglie i discorsi del duce e li riproduce. Il pelato italico mando diversa gente a morire nei campi di concentramento, con buona pace dell’allora papa Pio XII che chiuse tutti e due gli occhi, guadagnandosi la santità.

Tra i brutti venti che ci spirano addosso si può sentire la canzone di un bambino, che quaranta anni fa il Maestro Guccini mise in musica. Una canzone che ha contribuito a non far dimenticare Auschwitz molto più di celebrazioni da copertina buonista.

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