Settimo: puoi rubare ma non bestemmiare

Dio Carneade!

L’italia è un posto strano, puoi fare le peggiori nefandezze, omicidi, droga, mafia, e ti condannano al massimo a farti una legislatura in parlamento. Puoi rubare miliardi al fisco, e male che ti va te li condonano in qualche maniera, prima o poi. Puoi consegnare il tuo paese alla destra dopo anni di governo di sinistra, e sarai candidato del Pd. Esiste solo un delitto per il quale nessuno ti salverà: la bestemmia.

La bestemmia, o la blasfemia in genere, non sono tollerati in nessun luogo. Uccidi pure i tuoi vicini casa, ma non scrivergli una bestemmia sulla porta con la vernice spray. Vai pure al Grande Fratello, divertiti, gira a pisello di fuori di fronte alle telecamere mentre urli “viva la ficaaaaaa”, e puoi vincere anche il premio finale. Se bestemmi, però, sei fuori. Magari hai passato tutta il tuo tempo a leggere libri di Tolstoj, mentre la mora ti sbatteva le tette in faccia; se però tiri una madonna, come è giusto che sia, il Grande Fratello ti elimina.

Deluso dal Gf puoi buttarti sul calcio, più o meno l’audience è quello. Vai in campo bello come il sole, lotti per la tua squadra, se serve puoi anche calpestare l’avversario. Basta che si vince. Ma non azzardarti a bestemmiare: Gianni Petrucci, presidente del CONI, si è scagliato contro il doping e le bestemmie in campo. Puoi dire sporco negro, come è successo pure in un campetto di seconda categoria giù verso Terni, ma in campo le bestemmie sono una vergogna. Negli stadi italiani piove razzismo ogni quarto d’ora, e ancora non si è trovato il modo di sospendere la partita per far capire a quei bravi ragazzi che non va bene insultare la gente per motivi di razza; pure loro, ultras che si pigliano a cinghiate, sono una razza molto inferiore, ma nessuno ha il cattivo gusto di farglielo notare. La bestemmia però no, diamine non si può vedere. Neanche il doping va bene, però alla fine ci si può mettere d’accordo. Solo una voce, come al solito, è fuori dal coro e ribatte a Petrucci: “mai sentite bestemmie.” A parlare non può che essere Josè Mourinho, pecora nera in un gregge di ipocriti.

Forse è questo ultimo rigurgito bigotto a rendere ancora la bestemmia un piacere. Quando qualcosa non va come vuoi, è bello urlare in faccia a questa massa di idioti che non si accorge di nulla, se non di accostamenti di animali a divinità dalla dubbia esistenza. E’ una liberazione, un intercalare, un segno di appartenenza. Nel centro italia si bestemmia a tutte le ore, per qualsiasi cosa, e siamo il popolo più civile e sensato d’Italia. Nelle nostre regioni, per ora, berlusconi non ha mai governato.

In fondo cosa c’è di male nel bestemmiare? Chi si offende? Dio? Non l’ho mai sentito lamentarsi. I cattolici? Neanche loro rispettano i propri dettami, che ripassino quando saranno a posto con le varie assurde regole scritte dai loro capi. Le schifo che sopportiamo ogni giorno è talmente grande e variegato che risulta noioso pure parlarne, viviamo nella perenne rassegnazione. In un paese così, la bestemmia dovrebbe essere un diritto sancito dalla Costituzione.

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4 commenti

Archiviato in bar sport, Flanders, José Mourinho premier

4 risposte a “Settimo: puoi rubare ma non bestemmiare

  1. Barbara D'urso

    Ma certo che Dio si è offeso. Altrimenti l’avrebbe fatto rientrare con il televoto.

  2. buco

    pienamente d’accordo con chi ha scritto l’articolo!!!!!!!!!!

  3. alessio di crescenzo

    trovare password di questa persona

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