I programmi della mattinata

Volo a pesca

Un vero personaggio pubblico attira l’interesse della gente anche parlando delle sue faccende quotidiane. Magari dandogli un tocco di stile, tipo sfigatello 30enne, zozzo al punto da sapere molto di tenero. Ecco dunque la mattinata di Paolo Volo.

La sveglia suona alle 8:10, qualche secondo per capire il motivo che da anni mi spinge ad alzarmi presto ogni domenica mattina, inverno compreso, e l’acqua già bolle. La colazione del ciclista deve essere altamente digeribile, quindi niente latte ma una brodaglia Nescafé che dà la botta di caffeina. I grassi sono banditi, perciò fette biscottate con marmellata, non trovo quella di fichi, ce n’è solo un barattolo all’arancia. Non ammetto altre marmellate al di fuori di quella di fichi, ma oggi ho meno pregiudizi e decido di provare. Dopo averla assaggiata capisco che i pregiudizi a volte sono giusti. La marmellata di arancia è impastata con l’acquaragia, dopo un cucchiaino la bocca si contorce come neanche avessi mangiato il sushi.

Finita la colazione, l’abbondante dose di caffè bollente genera lo stimolo principe di ogni ciclista: l’evacuazione. Così facendo si scarica un chilogrammo di roba che dovresti sennò trascinarti in salita. D’inverno a questa pratica segue la vestizione, sfruttando il bagno che è infuocato dopo un quarto d’ora di stufetta a tutta potenza.

Indossato tutto il materiale tecnico possibile, gonfio la bici e parto. Alle 9:15 ho appuntamento di fronte al bar, quindi via a pedalare. Esce un timido sole, in realtà non è timido per un cazzo, è sole dietro a un po’ di foschia, ma per Paolo Volo è timido anche il sole. La temperatura è intorno ai 3 gradi, aria freschina ma poteva andare peggio.

Dopo 20 km di pianura, mi appresto ad affrontare la prima salita, Bettona. Quasi 3 km con una pendenzia media del 7%, un’ascesa sempre rognosa. La condizione atletica non c’è, dopo un km devo mollare l’andatura. Discesa, trancino al cioccolato, di nuovo pianura fino a Papiano. Breve salita ma con pendenza costante, sulla prima rampa un bastardino marrone cerca di rincorrermi ma lo stacco subito: la gamba c’è. Arrivo in cima con un buon ritmo, in cima al colle il sole che illumina la valle. Mi riempo di questo spettacolo, il sole che illumina la valle. Fingo di non vedere la distesa di stalle e porcili di cui la valle è piena. Il sole illumina anche loro, ed io devo fare retorica su questo. Sono Paolo Volo ed anche la merda è romantica se ne parlo io.

Torno a casa, sudato ma felice. Tolgo la divisa invernale e puzzo come se avessi attraversato la Costa d’Avorio a piedi, quindi una bella doccia, che non ha senso dirle bella dato che è una doccia, acqua riscaldata dal metano che ti cade addosso, ma è il solito discorso per cui io sono Paolo Volo e chi mi legge ama anche le mie scoregge vestite.

Ora andrò a pranzo, e scriverò ogni portata su Twitter probabilmente. Nel pomeriggio non so, credo che dormirò pensando a come mantenere un bel rapporto con il mio pubblico. Magari la prossima volta che faccio l’esame delle urine mi faccio il video col cellulare.

3 commenti

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3 risposte a “I programmi della mattinata

  1. Bello, ma sarebbe stato più interessante se fossi stato Sciuscia.

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