Hanno ammazzato Giulio, Giulio è vivo

Qualche giorno fa ho parlato della morte di Andreotti, pur sapendo che il Giulio nazionale è in ottima salute, eccezion fatta per la cifosi che si porta dietro da una vita. Quel post è stato un esperimento pienamente riuscito sul funzionamento dei meccanismi di informazione al giorno d’oggi, nel bel mezzo del ventunesimo secolo. L’idea, di cui mi sono subito appropriato, è partita da una talentuosa stagista pisana, di cui non va fatto il nome per preservare il suo contratto a sei mesi con dimissioni già firmate e sedia da ufficio con puntine da disegno sparse sul poggiaculo.

L’esperimento è consistito nell’aggiornare lo status Facebook con un semplice “è morto Andreotti”. Un evento plausibile (Andreotti ha 231 anni) e di sicuro impatto (anche i trentenni cresciuti a bim bum bam e facebook sanno chi è). Accordandosi con una allegra combriccola di amici, la nostra ideatrice fa in un modo di avere numerose persone che ribattono la notizia della morte di Andreotti. I grandi media non ne parlano, e gli amici chiedono su facebook: “ma è vero?”. Qui viene versato il secondo ingrediente: complotto. La risposta concordata era: “alcuni siti di controinformazione hanno dato la notizia, poi l’hanno rimossa. Pare che non vogliano farlo sapere prima di due giorni”. Io mi accodo con un post, il Mangi esperto di taroccamenti mi fornisce due screenshot modificati dei portali Indymedia e Disinformazione.it, che hanno involontariamente prestato la loro notorietà all’esperimento. Il tam tam è partito in un attimo, diffuso ad arte nei vari forum e aggregatori di notizie.

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I risultati ottenuti sono più che soddisfacenti. Il post in questione ha avuto 3000 visite uniche nel giro di 48 ore, provenienti da altri blog, forum, twitter e OkNotizie, dove è stata tutto il giorno in prima pagina. La bufala è stata diffusa insomma, a conferma di ciò le parole cercate su google che hanno portato a questo blog, su cui spiccano “andreotti morto” e “morte andreotti”.

Cosa dimostra dunque questo esperimento? Prendiamo uno palcoscenico dal grosso potenziale in termini di audience, in questo caso Internet, e in particolar modo facebook. Inventiamo una notizia bomba che sia plausibile, condendola con elementi mirati ad attirare l’attenzione, quali il complotto e il mistero.  Maggiore sarà la diffusione della notizia, e maggiore sarà il rilievo mediatico che assumerà, cioè più persone crederanno alla verità della notizia.

Ora proviamo a cambiare media, usandone sempre uno a grande audience. La televisione, ad esempio. Il palcoscenico è ancora più grande, e  i canali sono sei: la diffusione delle notizie è molto più efficace. Si potrebbero prendere balle spaziali, come l’immediata ricostruzione in Abruzzo, la crisi che non c’è, le tasse che sono più basse, i mafiosi che sono innocenti, e diffonderle a tamburo battente, anche se sono false. La gente, tanta gente, ci crederà.

Nel caso di internet la bufala è stata smontata in poco tempo, in un posto dove tutti possono parlare non è difficile smascherare una bugia. In televisione dopo il telegiornale c’è il gioco dei pacchi, e lì si vincono 500.000 euro ma non si può replicare a quanto sentito poco prima dal tg. E’ per questo che Internet non piace molto agli apparati di governo, perché non riescono a metterci il gioco dei pacchi.

L’esperimento di dimostrare come una bugia ascoltata da molti può diventare verità è dunque riuscito. Da questo momento inizia la mia opera monumentale atta a rubare il più alto numero di profili facebook, in modo da impossesarmi, piano piano, dei mezzi di comunicazione. Appena muore silvio, tocca a me.

6 commenti

Archiviato in giornalismi d'antan, il gatto Silvio

6 risposte a “Hanno ammazzato Giulio, Giulio è vivo

  1. Che mandrakata!
    Speramo che la prossima volta è quella bona!

  2. La Diva

    L’unico mio rimpianto rimarrà non avere conquistato il palinsesto di italia uno. Io devo arrivare a studio aperto e se serve percuoterò degli animali da compagnia

  3. Quello è già morto da secoli.

  4. proviamo con questa:
    Gadiuscia Presidente!

  5. Complimenti, ottimo esperimento sociologico.

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