Piccole donne crescono in Umbria

Colonna sonora consigliata per la lettura

Una nuova Peola sbarca in Umbria, il mercato comincia ad essere saturo. Il nuovo arrivo è Peola Binetti, che i più attenti conoscono e ricordano per la militanza bigotta nel Pd. La signorina Binetti è passata all’Udc dopo che il Pd nel Lazio ha candidato Emma Bonino: la Peola ha sbottato ed è andata da Casini, che è bello e cattolico-cristiano. La nuova Peola sa tirare fuori il peggio da ogni militante di sinistra: non si contano gli appelli ricevuti dalle nuove brigate rosse per aggiungerla tra gli obiettivi da eliminare.  Non volendola tra i piedi, Pierferdi la candida come governatore dell’Umbria, da opporre a Flambé Modena e alla Gadiuscia.

La corsa al trono regionale è dunque tra tre donne, perché Rifondazione Comunista ha trovato l’accordo con il Pd per correre insieme: ai comunisti andranno due assessori, la figurina introvabile di Trotsky e una porchetta da 65 kg. Il partito di Goracci ha ritenuto la proposta più che soddisfacente.

A giudicare dalle facce che ci guardano dai cartelloni di sei metri per tre, la campagna elettorale è bella che cominciata. Diamo dunque uno sguardo alle tre nominate per la vittoria finale, una di loro sarà il presidente della regione Umbria.

lo sguardo vispo di Peola Binetti

Peola Binetti Non servono presentazioni per introdurla, è ormai famosa a livello nazionale per le sue posizioni intransigenti sui temi cari alla chiesa cattolica, quali aborto, eutanasia e otto per mille. Di tutte le altre possibili problematiche, quali  per esempio lavoro, economia, giustizia e ambiente, se ne sbatte altamente le ovaie. Ora penserà all’Umbria, lei che viene dal Nord e che sul verghereto ha sbagliato strada due volte prima di arrivare a Perugia. Il primo punto del suo programma sarà la reintroduzione del pane salato e della tassa sul sale da pagare al vaticano.


La bella Flambé

Flambé Modena La sua candidatura è stata appresa dai manifesti che girano già da qualche mese, nessuno prima di allora sapeva chi fosse. La faccia sorridente su sfondo bianco e scritta azzurra è indubbiamente rassicurante. Berlusconi l’ha preferita al sindaco di Assisi, Claudio Ricci, perché più bella di lui. Ricci giustamente si è offeso. Nel programma politico della Modena non si trova niente di nuovo, la solita retorica del Pdl. Parla di meritocrazia, un argomento sentito in umbria dato lo strapotere del Pd nel piazzare i propri cari in qualsivoglia posto pubblico, e propone il metodo berluscones, non basato sull’amicizia politica ma sul sesso. Anche lei infatti ha selezionato il suo staff scegliendo galoppini bellissimi da cui farsi massaggiare, a testimonianza della parità sessuale del Pdl: i maschi si prendono le escort, le femmine i gigolò.

La gigliara di Gadiuscia

Gadiuscia Marini La nostra Gadiuscia ha già presentato il programma ed è la favorita tra le tre candidate. La sua foto con i capelli sconvolti, scattata quando fu svegliata dal messaggio “dovrai fare le primarie”, conferma tutti i limiti del Pd in termini di marketing. Il programma politico è, come al solito, interessante. Energie rinnovabili e tutela dell’ambiente e del paesaggio sono i punti più controversi: la Gadiuscia ancora non si è accorta che negli ultim 20 anni di governo, il suo partito ha promosso una cementificazione senza regole del “cuore verde” d’italia. Tra i candidati consiglieri regionali Gadiuscia ha addirittura schierato Ruspino Bucciottino, l’intramontabile, che a Marsciano ricordano tutti con gioia. Anche Ruspino, come Gadiuscia, è stato sindaco per due mandati. Tutti e due, nei loro dieci anni di amministrazione, hanno cambiato il volto della propria città. Poco importa se dopo quel “lifting cittadino”, una ha consegnato il paese ai fascisti, l’altro è passato dall’83% al rischio di perdere il comune al ballottaggio.

Ora l’attesa è per il confronto tv tra le tre candidate, pare che in nome del politically correct stiano preparando una versione di “Siamo donne” da cantare in coro. Oltre alle gambe (della poltrona) c’è di più.

3 commenti

Archiviato in argite, io me piasse ncolpo

3 risposte a “Piccole donne crescono in Umbria

  1. fedesan

    daje che c’è ‘l disgiunto!

    ma con chi sgiungemo?

    speramo che i radicali e sinistra critica glie la fonno a’rcoglie le firme!

  2. Ma non c’è pure la fica di AnnoZero? O me so confuso co’ n’antra regione..?

  3. credo che adotterò il voto di protesta, scrivendo come preferenza Ruspino Bucciottino… poi ovviamente voglio presenziare allo scrutinio…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...