Archivi del mese: marzo 2010

Perché ho fatto bene a non votare PD

E' toccato facce

L’ultima tornata elettorale ci consegna la solita immagine dell’italia populista che vince e della “sinistra” che affonda. Il dibattito più interessante è in piemonte, la Bresso perde per un soffio e una anonima lista mai sentita su giornali e tv, il Movimento 5 stelle, prende il 4% dei voti. Dal Pd si stracciano le vesta e piangono, perché il loro popolo non riesce a capire che bisogna votare tutti uniti, sennò vince la lega e sarà peggio. Continua a leggere

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Ciro, una notte da segretario

Ferrara con il collega Bassolino

La notizia del giorno è l’investitura di Ciro Ferrara come nuovo segretario del Pd. Samuele Bersani presenterà le sue dimissioni a breve, passando il testimone all’ex allenatore gobbo. <<Ciro ha tutte le carte in regola, ha vinto negli anni in cui giocava con la mafia, ed ha perso nel momento in cui si è messo in gioco da solo. Per noi rappresenta la continuità.>> Continua a leggere

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FaceBucc

Bucciottino versione estiva

Una piazza interessante per il web marketing è indubbiamente facebook. Sarà pure piena di stupidaggini, inutilità e idioti vari, ma contiene 13 milioni di utenti solo in italia, e gli utenti, oltre a mangiare e dormire, comprano e votano. La campagna elettorale che si è chiusa ieri non ha disdegnato la rete, anzi, dopo la grande prova di Santoro l’attenzione per il web è in deciso aumento. I politici più attenti hanno cercato di sfruttare a dovere Facebook per farsi vedere, un esempio è il nostro Ruspino Bucciottino aka Chiacchieroni, candidato piddino al consiglio regionale.

Lo staff elettorale del Nostro ha puntato su Facebook, investendoci addirittura qualche euro in una campagna pay per click, in modo da portare iscritti al gruppo “Gianfranco Chiacchieroni al consiglio comunale”.  Uno staff composto di giovani e scaltri ragazzi, che conoscono bene i trucchi per guadagnare visibilità sul web. Talmente furbi che il gruppo ha ben 600 iscritti e la polizia postale è già sulle loro tracce. Come riporta UmbriaLeft, la provincia di Perugia si è accorta che qualcuno ha creato un profilo facebook dal nome “Provincia Perugia” ed ha iniziato ad aggiungere amici. Tale profilo risulta iscritto al gruppo chiacchieronico, i più maliziosi la potrebbero vedere come un’indicazione di voto. Lo staff potrebbe comunque essere estraneo al falso profilo della Provincia, ma sarebbe solo ingenuità al posto di stoltezza. Di seguito un stralcio delle intercettazioni telefoniche tra il candidato consigliere Ruspino e il suo staff di giovani svegli:

Rusp.Bucc.: allora? come annamo co sto fecebooke? mbè quanta gente movemo?

Giovani svegli:  il gruppo ha 600 amici, qualche commento, foto delle cene con tanti tag…

R.B.: ma che cce famo con sti quattro gatti? mettetece na porchetta, servono i voti! Nun capite ‘n cazzo!

G.sv.: potremmo fare un po’ di pubblicità, per attirare gente…

R.B.: sì ma sbrigateve, se vota a oggiotto no il prossimanno! Scrivetece fica chiacchieroni vota, c’ha colpa chi vve paga!

G.sv: potremmo sfruttare il profilo della provincia di perugia, ha 1000 amici quello, ci dà una buona visibilità….

R.B.: fate che cazzo che vve pare, ma moveteve. me pare che c’ete na rotonda al posto del cervello. Si mme trombano ve piallo la faccia!

Il resto delle intercettazioni sono bestemmie, e non vengono qui pubblicate. Buon voto a tutti.

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Libertà di bestemmia

Il sindacato internazionale dei calciatori ricorda alla Federazione italiana giuoco calcio che non si può espellere per una bestemmia, che altro non è che una espressione colorita come un’altra. Questo a suggellare l’ennesima figura da zappatori timorati di dio onnipotente fatta dalla stirpe italica. Qualche settimana fa, infatti, il presidente del Coni, Petrucci, si scagliò contro le bestemmie in campo. Mentre lo sport nazionale, calcio escluso, non ha più i soldi neanche per un gatorade, e mentre anche il calcio sta vivendo qualche problemino. Ad esempio gli stadi sono vuoti, i pochi che vanno sono per metà razzisti (i tifosi) e per metà delinquenti (gli sbirri), la squadra del premier ha regole diverse dalle altre squadre, e fino a qualche anno fa truccatvano partite e calciomercato per far vincere la squadra degli Agnelli (non di dio).

La libertà di bestemmia è un diritto sacrosanto in un paese civile. Tando dio non ha mai fatto sapere di essersi offeso. Allo stadio poi, nessuno lo ha mai visto. Vabè che lui di sicuro c’ha Sky.

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Scuola sci Tevere

Tipico esempio di foto di gruppo venuta male

La montagna negli ultimi decenni non è più un posto elitario, o forse l’elite non è più tale dato che è in cima ad un paese che sta andando a puttane, fatto sta che ogni anno il Ciocioscìclub non rinuncia alla propria settimana bianca. I cioci sono elementi folcloristici che quando arriva marzo riempono due macchine di gente, sci ed alimenti, puntando a nord, possibilmente Dolomiti. Continua a leggere

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Perché non posso votare Pd

Al termine di lunghe diatribe di fronte allo specchio, sono riuscito a risolvere i miei dilemmi in vista delle elezioni regionali. Per la prima volta nella mia storia di elettore mi appresto a votare scheda bianca. La decisione è inevitabile, nonostante la caterva di amici che invita a votare il meno peggio, facendo tesoro dell’insegnamento del povero Indro, che si turava il naso per votare Dc. Per quanto possa riconoscere la grandezza di Montanelli, io la Dc non ce la faccio a votarla.

Escludendo a priori Pdl e Udc, perché in fondo anche i loro sostenitori sanno bene di essere ridicoli, mi era rimasto il centrosinistra. Tutti uniti, rifondazione comunista compresa. Tutti allineati con la gestione degli ultimi anni; dopo la Maria Rita, che come Formigoni voleva correre per il terzo mandato, ecco Gadiuscia Marini, rampante ex sindaco tuderte, piena di belle parole, già illustre trombata alle europee dopo la consegna della sua città ai fasciosniffer.

Ecco, io a votare per la Gadiuscia non ce la faccio, è come a cambiare squadra del cuore, sono cose che vanno oltre qualsiasi coscienza. Non ce la faccio a votare un partito che negli anni ha deciso di imparare dallo schifo che i vari craxi, berlusconi e mafiosi collegati hanno insegnato. Non posso votare un partito che, dall’alto della regione fino al basso del comune del mio paesello, ha gestito la cosa pubblica come fosse cosa di famiglia, imbucando parenti e figli vari in posti per cui il concorso pubblico era una farsa. Non posso votarli sperando che questa volta davvero dicano sul serio, che i loro proclami, interessanti, vengano poi rispettati. La nostra regione ha avuto un boom edilizio fuori norma, un po’ come tutta italia, ed ha la più grossa concentrazione di centri commerciali. La balla del cuore verde d’italia la tirano fuori solo per ravvivare un turismo che non esiste più, neanche i crucchi ci sono rimasti al lago trasimeno, giusto qualche magnaostie ad Assisi.

Il partito della Gadiuscia non solo non è di sinistra, ma non è neanche democratico. A Marsciano siamo pieni di santini del nostro ex sindaco, che sta facendo campagna elettorale anche su facebook, campagna che assume connotati comici. Tra gli annunci a pagamento creati dal suo staff, vi è quello con una pallavolista della nazionale e lo slogan: “Il volley X Chiacchieroni”. Sorvolando sulla scrittura da bimbominkia, si vede comunque la meschinità con cui stanno cercando voti in ogni modo possibile, anche mentendo. “Il candidato ideale per promuovere lo sviluppo di tutti gli sport” voleva smantellare l’attuale stadio per farci costruire ancora altri palazzi. Non posso votarli perché, ragionando allo specchio, mi sono detto che queste cose le fanno gli “altri”. Da giovane pensavo che gli altri fossero gli affaristi mafiosi con televisioni al seguito, i fascisti ancora convinti delle loro idee bislacche e fallimentari. Ora ho capito che gli “altri” sono molti di più del previsto, talmente tanti che in queste elezioni possiamo scegliere solo tra loro. Nessuna alternativa,  quest’anno scheda bianca.

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Calcettoitaliano do it better

Per chi ancora non lo conoscesse, Calcettoitaliano è un social network dedicato agli amanti del calcetto amatoriale, permette di organizzare le partite con gli amici senza starsi ad incazzare a cercarli tutti al telefono. La nuova campagna pubblicitaria di calcettoitaliano parte con questo spot targato El Por Nardon Production, prima o poi su questo blog racconterò pure la storia dell’allegra combriccola di Calcettoitaliano, assidua frequentatrice di Casapiddu.

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Vivisezione facebookiana

Nel post precedente ho portato avanti un esperimento, giocando un po’ con i “tonti”. Ho scelto loro perché ne abbiamo a mucchi a disposizione, e gli animalisti non rompono le palle.

La premessa: verso le 12 di ieri ha cominciato a girare su Facebook la pagina “il 95% delle persone non riesce a risolvere questo indovinello”. Il testo, come noto, recita di un barista che punta un fucile a pompa ad un tizio che ha chiesto un bicchiere d’acqua. La soluzione non è immediata, la curiosità fa cliccare su “mostra soluzione” che altro non è che il pulsante “diventa fan”.

L’idea: anni di debugging selvaggio insegnano che quando ci sono dilemmi apparentemente irrisolvibili, siano errori dell’interprete Php o indovinelli, li si cercano su google. Provo anche io e vedo che non esistono risultati per tale indovinello. Mi affretto a fare un post con ben in evidenza il testo dell’indovinello.

I risultati:

  • Dopo un minuto Google aveva già indicizzato il mio post, esubito i visitatori sul blog erano più di 300.
  • Il numero di fan dell’indovinello è cresciuto a dismisura, in mezza giornata ne ha raccolti 350.000.
  • A fine giornata il blog ha totalizzato 10.600 visite, tutte provenienti da google.
  • Una pagina con 350.000 fan permette un potere di spam notevole, si possono indirizzare migliaia di persone in qualsiasi posto. Ad esempio, se la pagina dell’indovinello pubblicasse un link dove si vendono suonerie, quante ne venderebbe?
  • La sfida e la curiosità sono ottimi ingredienti per una campagna virale, se la giocano con il sesso in quanto ad efficacia.
  • In molti hanno gridato a quanto sono creduloni gli italiani, o propensi ad abboccare alle bufale. Per quanto possa essere vero,350.000 persone rappresentano cira il 2% degli utenti italiani di Facebook.Ottima cifra per essere partiti da zero e senza promozione alcuna, ma col 2% non ci si entra neanche in parlamento. (Ho il terrore che la prossima campagna virale mi smentirà)

Ecco uno screenshot che testimonia la pazzia:

Le parole ricercate sui motori di ricerca che hanno portato al blog

La potenza di cose come Google e Facebook a volte fa paura.

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Ingrediente di viralità

L'indovinello

Un uomo entra in un pub e chiede un bicchiere di acqua del rubinetto. Il proprietario tira fuori un fucile a pompa e lo punta verso l’uomo. L’uomo ringrazia il proprietario e se ne va. Perchè l’uomo ringrazia il proprietario?

Ecco un bell’esempio di marketing, questo indovinello è proposto da una pagina facebook dal titolo:

Il 95% delle persone non riesce a risolvere questo indovinello

Cliccando su “Mostra soluzione” si viene automaticamente aggiunti ai fan della pagina. L’ingrediente della viralità è l’indovinello e la sfida all’utente, che si scervella per trovare la soluzione e poi per curiosità clicca sul pulsante per vederla. I fan sono già 14.000 ed aumenteranno a dismisura, onore al merito di chi ha partorito l’idea. La soluzione, ai fini dell’osservazione del fenomeno, è meglio non rivelarla: con questo post sto infatti sfruttando la diffusione della pagina dell’indovinello, dato che gli utenti cercano su google il testo e arrivano qui. I soliti furbetti, ma qui non rivelerò la soluzione, così che la pagina cresca ancora di più.

Update: subito i primi emuli, nuovo esperimento in corso con la pagina “10 regole che le donne dovrebbero imparare dai film porno“. Dove si pone la domanda: “che cosa voi donne dovete imparare dai film porno?”. Per avere la risposta bisogna diventare fan, vediamo se supereranno i 300.000 dell’indovinello. Porno vs curiosità, vinca il migliore.

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Riscendo in campo

"Avevo fame e mi sono nutrito" (Milioni, Pdl)

Qualche mese fa la Francia si conquistò l’accesso ai mondiali grazie ad un gol di mano di Henry. Lui stesso confessò la maracchella, e a gran voce si chiese alla Fifa di rigiocare la partita. La Fifa disse di no, il regolamento del calcio non prevede nulla di simile, finiti i 90 minuti la partita è chiusa.

Qualche giorno fa, al fischio finale per la presentazione dei candidati alle elezioni regionali, il partito di berlusconi non si era presentato. A Roma il delegato stava mangiando, mentre a Milano hanno raccolto firme false. In questo caso la partita è però stata riaperta, perché la politica non è una cosa seria come lo sport.

Al terzo minuto del primo tempo è già arrivato l’autogol di Di Pietro, che attacca Napolitano e ai berluscones non pare il vero: invece di rispondere alle domande, lecite, su perché tutti gli italiani dovrebbero rispettare le regole e loro no, parlano solo di quanto è cattivo Di Pietro, che non rispetta la Costituzione. Al decimo minuto il Pd effettua una sostituzione: fuori il lassismo istituzionale da governo ombra e dentro la piazza, il pubblico si concede ad un timido sostegno, complici anche le belle notizie che arrivano da Genova. Sono stati condannati gli sbirri che violarono i diritti umani al g8 di Genova, la giustizia in fondo funziona ogni tanto.

La destra gioca in difesa, schierando la scusa dei milioni di elettori che hanno diritto al voto. Questa partita rigiocata, c’è da dire, è molto più avvincente della prima, che si concluse con una donnina del tribunale che chiuse la porta in faccia al Pdl perché era troppo in ritardo. Se non si fosse rigiocata avremmo avuto delle elezioni monche, senza candidati di destra, una eventuale vittoria avrebbe avuto il sapore dello scudetto che hanno assegnato di ufficio all’Inter. Ora invece si scende in piazza, si fa casino, rivincerà berlusconi ma almeno ci siamo divertiti.

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