Riscendo in campo

"Avevo fame e mi sono nutrito" (Milioni, Pdl)

Qualche mese fa la Francia si conquistò l’accesso ai mondiali grazie ad un gol di mano di Henry. Lui stesso confessò la maracchella, e a gran voce si chiese alla Fifa di rigiocare la partita. La Fifa disse di no, il regolamento del calcio non prevede nulla di simile, finiti i 90 minuti la partita è chiusa.

Qualche giorno fa, al fischio finale per la presentazione dei candidati alle elezioni regionali, il partito di berlusconi non si era presentato. A Roma il delegato stava mangiando, mentre a Milano hanno raccolto firme false. In questo caso la partita è però stata riaperta, perché la politica non è una cosa seria come lo sport.

Al terzo minuto del primo tempo è già arrivato l’autogol di Di Pietro, che attacca Napolitano e ai berluscones non pare il vero: invece di rispondere alle domande, lecite, su perché tutti gli italiani dovrebbero rispettare le regole e loro no, parlano solo di quanto è cattivo Di Pietro, che non rispetta la Costituzione. Al decimo minuto il Pd effettua una sostituzione: fuori il lassismo istituzionale da governo ombra e dentro la piazza, il pubblico si concede ad un timido sostegno, complici anche le belle notizie che arrivano da Genova. Sono stati condannati gli sbirri che violarono i diritti umani al g8 di Genova, la giustizia in fondo funziona ogni tanto.

La destra gioca in difesa, schierando la scusa dei milioni di elettori che hanno diritto al voto. Questa partita rigiocata, c’è da dire, è molto più avvincente della prima, che si concluse con una donnina del tribunale che chiuse la porta in faccia al Pdl perché era troppo in ritardo. Se non si fosse rigiocata avremmo avuto delle elezioni monche, senza candidati di destra, una eventuale vittoria avrebbe avuto il sapore dello scudetto che hanno assegnato di ufficio all’Inter. Ora invece si scende in piazza, si fa casino, rivincerà berlusconi ma almeno ci siamo divertiti.

5 commenti

Archiviato in argite, il gatto Silvio

5 risposte a “Riscendo in campo

  1. Pensionato

    Ritengo che il Presidente della Repubblica ha fatto una scelta con la Sua firma : ha preferito di avere per l’Italia una “piazza” in fermento con le sue manifestazioni ma comunque veramente democratica e corretta.
    Ancora una volta grazie Presidente e spero che gli Italiani lo capiscano.

  2. Napolitano non ha mai azzeccato una scelta in fatto di democrazia. Basta ricordarsi il suo appoggio all’invasione sovietica dell’Ungheria.

  3. @Pensionato
    Il vecchio avrebbe fatto meglio a tacere ed evitare un figura di merda.
    Il decreto andava firmato perché non è palesemente incostituzionale, a differenza di quando Di Pietro afferma fingendo di ignorare la Costituzione.
    Se però mi vieni a dire che era giusto firmarlo per garantire il diritto di voto di milioni di elettori, allora te ne devi andare affanculo, vecchio rincoglionito arteriosclerotico comunista di merda, perché vuol dire che stai là a difendere gli ineressi del PdL. Perché non è che se manca una lista io non posso votare, posso farlo per tutte le altre che si sono presentate. Che si sono presentate rispettando le regole. Dio ‘ane.

  4. fedesan

    comunista di merda? napolitano? comunista? chi è comunista è di merda? usi sostanze?

  5. Giusto, non comunista. Dopotutto, parliamo sempre del maestro di Veltroni.

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