Perché non posso votare Pd

Al termine di lunghe diatribe di fronte allo specchio, sono riuscito a risolvere i miei dilemmi in vista delle elezioni regionali. Per la prima volta nella mia storia di elettore mi appresto a votare scheda bianca. La decisione è inevitabile, nonostante la caterva di amici che invita a votare il meno peggio, facendo tesoro dell’insegnamento del povero Indro, che si turava il naso per votare Dc. Per quanto possa riconoscere la grandezza di Montanelli, io la Dc non ce la faccio a votarla.

Escludendo a priori Pdl e Udc, perché in fondo anche i loro sostenitori sanno bene di essere ridicoli, mi era rimasto il centrosinistra. Tutti uniti, rifondazione comunista compresa. Tutti allineati con la gestione degli ultimi anni; dopo la Maria Rita, che come Formigoni voleva correre per il terzo mandato, ecco Gadiuscia Marini, rampante ex sindaco tuderte, piena di belle parole, già illustre trombata alle europee dopo la consegna della sua città ai fasciosniffer.

Ecco, io a votare per la Gadiuscia non ce la faccio, è come a cambiare squadra del cuore, sono cose che vanno oltre qualsiasi coscienza. Non ce la faccio a votare un partito che negli anni ha deciso di imparare dallo schifo che i vari craxi, berlusconi e mafiosi collegati hanno insegnato. Non posso votare un partito che, dall’alto della regione fino al basso del comune del mio paesello, ha gestito la cosa pubblica come fosse cosa di famiglia, imbucando parenti e figli vari in posti per cui il concorso pubblico era una farsa. Non posso votarli sperando che questa volta davvero dicano sul serio, che i loro proclami, interessanti, vengano poi rispettati. La nostra regione ha avuto un boom edilizio fuori norma, un po’ come tutta italia, ed ha la più grossa concentrazione di centri commerciali. La balla del cuore verde d’italia la tirano fuori solo per ravvivare un turismo che non esiste più, neanche i crucchi ci sono rimasti al lago trasimeno, giusto qualche magnaostie ad Assisi.

Il partito della Gadiuscia non solo non è di sinistra, ma non è neanche democratico. A Marsciano siamo pieni di santini del nostro ex sindaco, che sta facendo campagna elettorale anche su facebook, campagna che assume connotati comici. Tra gli annunci a pagamento creati dal suo staff, vi è quello con una pallavolista della nazionale e lo slogan: “Il volley X Chiacchieroni”. Sorvolando sulla scrittura da bimbominkia, si vede comunque la meschinità con cui stanno cercando voti in ogni modo possibile, anche mentendo. “Il candidato ideale per promuovere lo sviluppo di tutti gli sport” voleva smantellare l’attuale stadio per farci costruire ancora altri palazzi. Non posso votarli perché, ragionando allo specchio, mi sono detto che queste cose le fanno gli “altri”. Da giovane pensavo che gli altri fossero gli affaristi mafiosi con televisioni al seguito, i fascisti ancora convinti delle loro idee bislacche e fallimentari. Ora ho capito che gli “altri” sono molti di più del previsto, talmente tanti che in queste elezioni possiamo scegliere solo tra loro. Nessuna alternativa,  quest’anno scheda bianca.

24 commenti

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24 risposte a “Perché non posso votare Pd

  1. Il Bufy

    Caro mio… leggendoti un brivido ha percorso la mia schiena… e mi trovo costretto ad ammettere, che mai mi sono trovato tanto daccordo con un interista…

  2. raf.Lele

    bravo.. bravo!!!.. é così che si fa, proprio come dici tu!!!
    teniamoci ben stretto l’attuale tizio a capo del governo, è tutto lavoro in meno.. non vedremo più la televisione e sicuramente non leggeremo più neanche i giornali, a meno che non siano quelli (televisioni e giornali) che danno le notizie così come vuole lui… e quando lui vuole.. unicamente gestiti da lacchè al suo servizio!!!
    è per questo che lui oggi è al governo, per colpa di chi come te.. e coloro che stanno nell’ombra dietro di te!!!.. diffondono questi appelli.. Si, avete ragione.. perché trovare una linea comune che ci dia la possibilità di vincere (a noi che siamo democratici.. a noi che Amiamo la Costituzione e.. complessivamente siamo anche la maggioranza nel paese) ???
    facciamolo vincere ancora e.. come i polli di Renzo (quello dei Promessi Sposi).. sputtaniamoci a vicenda ogni giorno.. bisticciamo tra di noi, invece che con chi sta metodicamente, giorno dopo giorno.. distruggendo quel poco di democrazia che ancora ci resta.
    bravo.. bravo.. bravo!!!.. sei proprio una mente fina.. uno che ha una risposta perdente per ogni problema!!!

    • “non vedremo più la televisione e sicuramente non leggeremo più neanche i giornali, a meno che non siano quelli (televisioni e giornali) che danno le notizie così come vuole lui…”

      In questi anni di berlusconismo, il Pd cosa ha fatto VERAMENTE per evitare le varie censure applicate? Giusto qualche proclama ogni tanto. Non so cosa farmene.

    • Questo discorso del male maggiore (PdL) male minore (PD) è triste e logoro.

      Se l’unica linea del PD è “votate noi perché loro sono cattivi” allora siamo davvero alla frutta.

      Inutile bollare di qualunquismo chi non vuole votare PD, perché loro stessi hanno favorito l’ascesa di Berlusconi, l’assenza della sinistra lo ha favorito.

      Anni di politiche volte a fare i favori ai propri amici e mantenere le nicchie di potere hanno prodotto una disaffezione dei giovani per la sinistra.

      La nostra forza era quella dell’associazionismo, quella di infiammare il cuore dei giovani, e la sinistra invece che coltivare la propria forza cosa ha fatto?

      Ha inseguito il nano nella sua folle rincorsa verso il potere, ha convinto giovani come me che contribuivano alle feste dell’unità a votare il “male minore” (leggi IdV).

      Il vero discorso qualinquista è quello di un partito che non è in grado di fare più il suo lavoro, che non ha distrutto Berlusconi quando poteva e solo perché il conflitto di interessi avrebbe danneggiato anche i loro di interessi e dei loro amministratori locali.

      Il popolo della destra è un popolo barbaro e cieco mentre quello della sinistra ha la memoria lunga e non perdona certe cose facilmente.

      Che si smetta di tapparsi gli occhi, se un elettore di sinistra ben motivato non va a votare non si deve dire che è colpa sua, ci si chieda come mai la Binetti e Rutelli non siano stati espulsi prima, come mai Prodi rimane ancora il più amato dagli elettori di sinistra e come mai Bersani non riesce a fare il leader, a prendere posizioni nette e come mai il PD sembra un partito approssimativo, come mai la lega ruba fetta di elettorato sempre più grandi.

      Io un indizio ce l’avrei, la lega incarna l’anima becera degli italiani, chi da la colpa alla televisione e a Berlusconi sta guardando il dito invece che la luna. La lega in alcune zone dell’emilia-romagna ha fatto più di RC perché è venuto a mancare il sostegno della comunità di sinistra, la bandiera della sinistra è l’accoglienza, far capire che il migrante (che prima era un emigrante del sud italia e adesso è nero, albanese o quant’altro) non è un problema ma un’opportunità. Far capire che a sinistra non è che piace la criminalità, anzi non ci piace per niente, ma che non siamo così stupidi da fare di tutta un’erba un fascio (che i fasci a dirla tutta possono pure stare a casa loro).

      Il PD è un partito senza anima, non riesce a fare manifestazioni di piazza sue e si attacca a manifestazioni di piazza organizzate su facebook, Berlinguer si starà rivoltando nella tomba.

      Questi motivi bastano per dire che il PD non è il male minore, il PD non è proprio un partito di sinistra.

    • Berlusconi ce lo siamo ritrovato forte ed invincibile come è proprio grazie alla filosofia del male minore.

  3. franca

    Purtroppo gli “eletti” si scelgono da soli e noi possiamo solo apporre una croce – come gli analfabeti.
    Ti consiglio cmq di votare scegliendo un altro partito della coalizione, facciamogli vedere che siamo costretti a votare Marini ma abbiamo bisogno di politici puliti e competenti.

  4. Io però avrei scritto “Kiakkieroni”. Ti accattivi un elettorato più giovane, scusa, eh.

  5. fedesan

    Premetto che l’intervento di raf.Lele mi trova in totale disaccordo sia nel metodo (libera nos domine dai manichei che ti urlano o con noi o traditore…) sia nel merito perchè 20 anni di chiamata alle armi contro berlusconi ha prodotto solamente il suo rafforzamento come uomo antisistemico che sta contro le oligarchie a fovore dell’italia che lavora (e, spesso, evade).

    Ed è difficilmente distinguibile la differenza di prassi politica tra i binomi Berlusca-Bertolaso e Ruspino-Falcon (la dottoressa capirà) presi ad esempio di come, in molti enti locali, la differenza tra destra e sinistra sia impalpabile.

    E’ comunque vero che nel momento in cui molti italiani sembrano aver compreso che questo meccanismo non porta a niente l’escalation antidemocratica ed eversiva del biscione rilancia sempre più ferocemente il suo attacco allo stato fino a minare il terreno costituzionale stesso costringendo, loro malgrado, molti che avevano compreso la lezione a ricadere del medesimo atteggiamento quasi per legittima difesa.

    Un esempio clamoroso è dato dalla scuola…. pensavamo di aver toccato il fondo dopo i tre lustri illuminati da berlinguer zecchino moratti e fioroni e invece ci tocca rimpiangerli amaramente per lo scempio che la stagista incinta sta compiendo su indicazione di tremonti: la sistematica distruzione fisica della scuola con la sua prossima privatizzazione in stile formigoni.

    E qui siamo al punto: c’è ancora una differenza abissale tra la sanità e il sistema educativo umbro e quello lombardo… è un dato di fatto! vale la pena continuare a difenderlo ben sapendo che l’ingresso dell’UDC sarebbe stata la chiave di volta per il suo smantellamento? Io penso di no perchè sono convinto che senza un’alternativa reale a sinistra questo processo avverrà anche se più lentamente, invece molte degne persone, animate come noi dalla più profonda condanna di questo PD, dicono che la battaglia non è persa e ci si può ancora provare…. starema a vedere!

    Questo conferma la mia teoria che fino a quando il panorama politico non si sarà liberato dell’anomalia berlusconiana non si riuscira ad evolvere verso un sistema veramente rappresentativo delle posizioni politiche esistenti in italia che sarebbe di questo tipo: sinistra vera (l’area che fino a 5 anni fa orbitava intorno a rifondazione), centrosinistra moderato (pd), centrodestra moderato (casini e fini), destra vera (lega+ falchi pdl).

    Nonostante tutto, infine, i candidati non sono tutti uguali e rispetto all’astensione sarebbe, a mio parere, preferibile dare un’opportunità a quelle persone che hanno dimostrato che, quando serviva, hanno rinunciato alla poltona per costruire un’alternativa reale al marchettificio industriale.

    • …la sinistra “vera” sarebbe la galassia di Rifondazione..?!

      Io temo che la sinistra di cui parli sia irrimediabilmente persa in PdL e Lega…

      Ovviamente, a livello sociale. L’operaio che vota Berlusconi, per capirci.

  6. fedesan

    intendevo ciò che oggi è sinistra critica, partito comunista dei lavoratori, federazione della sinistra, sinistra e libertà che fino al 2006 stavano tutti in rifondazione e che sommati hanno ben più voti di quattro anni fa ma che, all’oggi, non contano un’emerita cippa.
    Poi se per qualcuno la sinistra è l’IDV trovo che, con tutto il rispetto per alcune battaglie che porta avanti, questo sia il più grave dei danni che il berlusconismo abbia prodotto.
    Finito il berlusca… finito Di Pietro!
    Molti operai votano a destra perchè, fascismo docet, la risposta corporativa è meglio che niente. Meglio prendersela con l’immigrato che ti lavora accanto che con nessuno perchè siamo tutti amici come suggerisce il buon UOLTER!

  7. Il fatto è: a sinistra ci sono ancora persone valide, Pd compreso, ma la sensazione è che siano in balia di una dirigenza di somari. Capisco che le cose vanno cambiate da dentro, ma io, da fuori, vorrei in primis fare piazza pulita dei dirigenti. Finora neanche le sonore sconfitte sono servite, citando Symour Skinner a proposito di Bart Simpson, “forse è d’uopo considerare la deportazione”.

  8. bah in una democrazia televisiva, dove si vota col telecomando (con tutti i tasti tranne il 3 e il 7) votare scheda bianca alle elezioni tradizionali mi sembra, questo si’, il male minore.
    L’equivalente della scheda bianca nella democrazia attuale sarebbe guardarsi il monoscopio e questo no, non si puo’ accettare, si affonderebbe il sistema oltre al rischio di dover parlare coi familiari.
    consigli per gli acquisti.

  9. cristian madsoils

    codivido l’icipit rebelde e disobbediente della peola comunale ma, considerato che il meglio che si possa fare in questo scenario lunare, è probabilmente rompere i cojioni il più possibile al manovratore. e considerato anche che i piddin-socialisto-clerico-democristo-ufficiocollocamentati più che opporsi alla baldanza berluscoide ne soffrono una truce invidia della chiara superiorità nello stordire i cittadini, tanto che sia il pallido Walter sia l’arcigno d’alemone altro non hanno saputo fare se non amoreggiare ammiccanti al mito della governabilità e delle larghe intese. personalmente ogni volta che sento un’appello alla responsabilità dlla classe dirigente e del sistema politico mi piazzo spalle al muro perchè il siluro sta per arrivare.
    quidi credo che annullerò il voto maggioritario con una pesnte croce ciascuno alle 3 grazie della politica umbra per poi votare un candidato rompipalle e guastafeste di Rifondazione ( ma ben vengano se ce ne sono in altre formazioni). tanto per rompere le uova nel paniere a chi ce le rompe quotidianamente

    • cittadinocritico

      “quidi credo che annullerò il voto maggioritario con una pesnte croce ciascuno alle 3 grazie della politica umbra per poi votare un candidato rompipalle e guastafeste di Rifondazione”

      Anche io avevo pensato a questa possibilità, ma guardando sulle istruzioni per gli uffici elettorali ho visto che se si annulla il voto a livello regionale non è valido nemmeno quello provinciale: “il voto è nullo perchè la volontà dell’elettore si è espressa in modo non univoco in ordine alle liste regionali ed in quanto il voto per la lista provinciale non può avere valenza a sè stante”……quindi o si vota disgiunto o si vota marini!!!

      P.s.: la fiammetta non la voto e la binetta manco se me pagano!!

  10. eminemz of volley

    meglio nulla

  11. Diessino

    Il ’68 dovrebbe aver insegnato che per cambiare bisogna scendere in piazza. Condivido le opinioni critiche con la sinistra attuale, ma se non si vuol votarla e non fare un favore allo “zio”, bisogna proporsi, entrare nelle liste, mettere la faccia e mandare a lavorare quelli che dite abbiano rovinato la sinistra. Tagliarseli per dispetto della moglie non è stata mai una grande scelta.

  12. Io voto Gadiuscia e Gianfranco.
    Asfaltando il letto del Tevere risolveranno il problema della viabilitá e rilanceranno le imprese locali. Cemento mori

  13. Diessino, c’e’ gente che l’ha fatto, si e’ proposta ma l’ha preso nel secchio, non e’ nemmeno entrata nelle liste.
    O pensi che quelli che devono andare a lavorare accolgano con gioia chi gli porge la zappa? Pensi che su 60 milioni di italiani non ci siano persone che vogliano mettersi in gioco?
    Quelli del ’68 avevano ragione, ma oggi la piazza e’ cambiata, non e’ piu’ un luogo fisico.

    • Diessino

      Non votare o votare scheda bianca, significa non creargli problemi, non fargli vedere la zappa, lasciarli arrivare al seggio regionale che vale 14.000€ mese. E’ vero che la piazza non è più quella del ’68, ma quella virtuale non basta ancora per cambiare, guardate la lega che la piazza fisica la frequenta e si prende i voti che erano della sinistra!

  14. cristian madsoils

    illuminaci dunque caro diessino: cosa farai di concreto per porgere la zappa ai depredatori di quattrini pubblici? chi è il nostro salvatore?

    PS per quanto riguarda lo stipendio i candidati di Rifondazione da questa legislatura hanno dovuto obbligatoriamente firmare una liberatoria davanti ad un notaio, essa prevede che i soldi dello stipendio finiscano direttamente al partito che gira al consigliere 2200 euro mensili ( e nun me pajon manco pochi)

  15. fedesan

    sarò un nostalgico malato ma penso che non basta candidarsi per mandare a casa qualcun’altro.
    l’impegno in prima persona è importantissimo ma andrebbe speso all’interno del partito nel quale uno crede, cercando di cambiarlo, altrimenti si alimenta la concezione che chi è eletto fa quello che glie pare e che gli elettori sono i suoi…. c’era uno a marsciano che diceva i miei, i miei ma è rimasto da solo!
    certo è fatica e tempo, volantinaggio e manifesti, riunioni e incazzature….
    oppure se qualcuno, non io, pensa che la forma partito sia vetusta e irriformabile bisognerebbe inventarsi qualche criterio di rappresenranza nuova e diversa sulla quale costruire un’alternativa di merito e metodo.
    certo le democrazie occidentali, alle quali spesso il popolo viola, di pietro, intellettuali rispettabilissimi ma liberali come i guzzanti, fanno riferimento funzionano tranquillamente con un nucleo di elettori che oscilla tr il 40 e il 60%.
    non mi risulta che il primo punto all’ordine dedl giorno della politica sia l’astensionismo!
    di conseguenza non votare è una legittima ribellione interiore e sentimentale del tutto comprensibile ma non mi dite che è un possibile fulcro del cambiamento perchè questa tesi è facilmente confutabile….

  16. L’idea dell’astensione non mi piace, ma il punto è che la Gadiuscia io non la voto. La Binetti pagherei per prenderla a calci. La Modena non credo sia buona neanche per la coppa di testa. Per quest’anno niente meno peggio, al prossimo giro si vedrà.

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