Scuola sci Tevere

Tipico esempio di foto di gruppo venuta male

La montagna negli ultimi decenni non è più un posto elitario, o forse l’elite non è più tale dato che è in cima ad un paese che sta andando a puttane, fatto sta che ogni anno il Ciocioscìclub non rinuncia alla propria settimana bianca. I cioci sono elementi folcloristici che quando arriva marzo riempono due macchine di gente, sci ed alimenti, puntando a nord, possibilmente Dolomiti.

Appena partiti iniziano già le prime lamentele sulla lunghezza del viaggio: “ah, ancora non siamo manco a Collestrada”. Primo scoglio insuperabile il Verghereto, con l’autogrill appena finita la discesa da evitare come la peste: i peggiori cornetti mai mangiati. La Vecchia ci attende per il primo pomeriggio, sarà lei a consegnarci le chiavi di quella che sarà la casa del ciocioscìclub.

Quest’anno la casa è veramente degna di nota, siamo di fronte agli impianti, comodità stellare. La Vecchia si presenta obbligandoci a pagare in anticipo le pulizie finali, valutiamo l’ipotesi di evacuare negli angoli remoti dell’appartamento. Altra raccomandazione: riscaldamenti massimo a venti gradi. In barba ad ogni ambientalismo la temperatura di casa non scenderà sotto i ventisette gradi, giriamo in maglietta ed è gradita la birra gelata.

Da qui si vede anche Brufa

La situazione meteorologica è invidiabile: non una nuvola per tutta la settimana, neve in abbondanza. Il gruppo sciatorio si divide in due: semipro e tribbolatori. I primi iniziano una lunga lotta con lamine, avantiinterno, appoggiodelbastoncino, piegamentodistensione che porterà a tritare centinaia di euro in noleggi di sci racecarver worldcup. I tribbolatori, al contrario, scendono la prima pista pensando a quando si torna a casa a mangiare. I tribbolatori hanno una lunga lista di nemici: pianetti in cui racchettare, affollamento in pista, neve non perfetta. Grazie a loro si capisce quanto siano falsi i nostri amici, quando ci raccontano le loro avventure sulla neve. “C’era un po’ di gente, ma si andava bene” significa “la coda in autostrada è più divertente”. “La neve era abbastanza” si traduce in “sciavamo sui sassi”. D’altronde dopo aver tritato quasi un migliaio di euro bisogna almeno raccontare che tutto era bello. I cioci tritano molti meno soldi, ottimizzando ogni spesa, e fanno valere il diritto di lamentarsi di ogni dettaglio.

Anni di esperienza sulla neve insegnano a soffrire il meno possibile, riconoscendo al volo i posti migliori per praticare il maraviglioso sport quale è lo sci. Per prima cosa bisogna imparare a riconoscere gli sciatori: gli italiani non si vedono in pista prima delle 11, quelli che arrivano presto vengono tutti dall’est europa. Gli italiani alle 12 sono a prendere il sole, gli altri cercano di invadere il nostro paese iniziando a eliminarne gli sciatori, è facile essere falciati via da un bisonte polacco lanciato giù a bomba. Altra categoria pericolosa sono le donne, le loro traiettorie sono non deterministiche ed è impossibile superarle. Dovremmo spiegare loro che il passo gli viene ceduto solo in occasioni galanti, qui si scia e se mi vengono addosso io non lesino sui cazzotti.

1200 euro di sci

Il giorno più significativo di ogni settimana bianca è l’ultimo. Mentre gli appassionati avvertono il clima da ultimo giorno di scuola con malinconia, i turisti cantano in allegria, la tortura è finita. Per quest’anno niente più piedi doloranti, mani fredde, bambini che piangono. L’ultimo giorno è il momento della gara di fine corso, con i genitori a bordo pista che fanno le foto ai loro pargoli che si destreggiano tra i pali. Tutti che sperano di vedere trionfare il proprio sangue: adesso sembrano ridicoli, ma so già che se mai porterò mio figlio sulla neve, non esiterò ad abbandonarlo come si fa coi cani in caso di sconfitta.

Il tempo di suonare le ultime canzoni con Guitar Hero ed è tempo di rifare i bagagli, un’altra grande stagione del ciocioscìclub si è conclusa. La lotta per il Tonto dell’anno non è stata entusiasmante, in compenso la Tazza d’oro (premio assegnato al miglior evacuatore) finirà al fotofinish. Il tema fotografico di quest’anno è stato “foto da Facebook”, ne abbiamo fatte molte brutte, molte sfuocate, molte altre con l’autoscatto a braccio. L’appuntamento è dunque per il prossimo anno, sperando che più gente possibile stia a casa, o vada a Sharm el Sheik. C’è il sole, il mare, i pesci, e, cosa più importante di tutte, non ci sono io.

3 commenti

Archiviato in bar sport

3 risposte a “Scuola sci Tevere

  1. Pingback: Scuola sci Tevere « Peolina Borghese

  2. eminemz of volley

    Ieri sera infatti come l’ho visto ho chiesto subito a chi fosse andato il titolo oramai aspetto l’elezione del più tonto dell’anno come l’elezione del miglior regista per gli amanti del cinema, ma mi è stato spiegato che il titolo non sempre è assegnabile…

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