Sabato gnocca

Qualche volte capita di essere in giro per il borgo e fermarsi in edicola. Il giornale di carta in fondo ha sempre quel qualcosa in più, se non altro perché ha bisogno di più tempo per essere letto. E’ uno dei tanti modi per cercare di rallentare la corsa del mondo. C’è però un accorgimento da prendere, che io regolarmente mi dimentico. Non comprare mai il giornale il sabato. Vale sia per i cittadini onesti e banali che comprano il corriere della sera che per i sognatori radical che chiedono La Repubblica. In entrambi i casi avrete in allegato l’inserto del sabato, quello ispirato, dedicato, rivolto, alle donne. Un mucchio di carta patinata in grado di rovinare la giornata di qualsiasi ottimista, Gianni compreso.

Il numero odierno di D, inserto di Repubblica, si compone di 282 pagine. In copertina c’è la solita gnocca, ha in testa una borsa, rovesciata a mo’ di cappello. La foto è in bianco e nero perché così è più artistica. La copertina è pieghevole raddoppiata, aprendola in senso contrario rispetto al giornale si trovano due pagine di pubblicità: profumo di donna, altra gnocca con una boccetta in mano. Dopo 4 pagine di pubblicità, sempre con gnocche raffiigurate, c’è il sommario: il testo è a dimensione istruzioni dei medicinali, in compenso ci sono tante foto e numeri scritti grandi. Altre quattro pagine di pubblicità, di cui della yamamay con una bionda in bikini. Seconda parte del sommario, ancora più illeggibile perché il testo oltre che piccolo è vicino alla rilegatura. Poi pubblicità D&G. Una gnocca tiene per mano un lampadato con camicia di jeans anni 90, un frocio insomma. Quindi Swatch, una gnocca tutta colorata, poi Verdissima, con bionda platinata stesa in bikini. Terza parte del sommario, e pubblicità con bionda in tranch come il tenente Colombo. Siamo ancora a pagina 20. Altre sette pagine di pubblicità, tutte piene di modelle strasorche, quindi il primo servizio. Titolo: “advertising remake”, incredibile, si parla di pubblicità. Anche qui il testo è relegato negli spazi che avanzano tra una foto e una immagine. Quattordici pagine di pubblicità e finalmente il giornale sembra avere un senso, ci sono alcuni articoli, addirittura impaginati in modo da poterli leggere. Questa immagino sia la parte che le donne saltano, mentre gli uomini continuano a guardare i culi proposti dalla pubblicità. Quindi c’è un approfondimento sulla cultura della bicicletta, e qui mi incazzo più che a guardare il tg1 di minzolini quando propone servizi sul modo di salutarsi dei giovani imbecilli di oggi. “La bici diventa cool”, “si rispetta l’ambiente”, “in tutte le salse, ora va di moda la bici da pista per girare in città”. La bici da pista ha il giro fisso ed è senza freni, e ci sono dei pirla che la usano in città. Solo un giornale dedicato alle donne può incoraggiare una stronzata simile. La bicicletta non è cool, è uno dei mezzi di locomozione più semplici ed efficaci, i cool sono quei testa di cazzo che fanno il giornale per le donne.

Proseguendo tra servizi su cose inutili e altre gnocche, si arriva alle ultime pagine: le lettere e l’oroscopo. Una lettrice ha voluto mescolare le due cose inviando tale missiva: “Sono stata piantata da un uomo dei Gemelli, sono triste, sconsolata, arrabbiata, piena di voglia di vendetta, voglio che lei mi aiuti, scrivendo il peggio possibile dell’uomo-Gemelli. Alessandra, Ancona”.

Finito di sfogliare l’inserto, arriva il momento dei dubbi. Chi è che può leggere un giornale simile? Se non avesse lettori non troverebbe inserzionisti, invece è solo pubblicità quindi significa che gli inserzionisti sono contenti. Il target di riferimento sono le donne, quelle che leggono La Repubblica. In genere, però, sono donne “impegnate”, se non altro solo per il fatto di leggere un giornale che non parli di gossip. Questo tipo di donne, però, non è avezzo ai bikini, alla moda, agli occhiali Max Mara, anzi. La donna si impegna perché crede che ci sia molto di più che la mera bellezza, datosi che lei è un po’ cozza, oppure è bella come il sole ma vuole proprio elevarsi a divinità. Sfido chiunque a non sciogliersi di fronte ad una bionda che ti chiede se hai letto l’ultima Amaca di Michele Serra. L’uomo lettore di Repubblica, parimenti, non si azzarda nemmeno a leggere l’inserto dedicato alle donne; si limita, da bravo cittadino, a buttare il pesante fardello di 300 pagine patinate nel secchio della carta da riciclare.

L’inserto del sabato è una vergogna italiana di cui nessuno parla. Passiamo settimane a scannarci su chi è mafioso e chi no, su berlusconi e fini, e lasciamo passare le peggiori nefandezze. Altro che popoli viola, il vero gesto di ribellione è non comprare il giornale di sabato.

3 commenti

Archiviato in giornalismi d'antan, io me piasse ncolpo

3 risposte a “Sabato gnocca

  1. Ahahahah, m’hai fatto sganasciare😀 !

  2. mi sposerò il giorno in cui una bionda mi chiederà se ho letto l’ultima amaca di Michele Serra

  3. D è notoriamente un accumulo di pubblicità per donne che non riescono più a leggere, forse perchè non hanno mai imparato. Oramai è da anni così infatti noi donne, il sabato, compriamo altro o, le più timorate della crisi, non comprano affatto. Guarda, per sconvolgerti a dovere, ti consiglio la lettura del forum “Al femminile” , che fa un ritratto della donna riassumibile in: donna sovrappeso, moglie alla ricerca di anuove acrobazie sessuali, ricercatrice di seme maschile, madre, donna adulta con problemi di perdite.

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