Archivi del mese: maggio 2010

Donne e pignoni

Sotto lo schioppo del sole, in piazza, durante il pranzo dell’ennesima corsa ciclistica, si affaccia una quasi avvenente ragazza. Partono i commenti, l’unico commento pubblicabile è: “chissà cosa cerca”. La speranza, per lei, è che non cerchi un ciclista. 

Una donna non dovrebbe mai cercare il suo uomo tra i ciclisti. La lista delle controindicazioni è molto lunga, svaria da quelle filosofico-psicologiche fino alle piccole cose di vita quotidiana. Il ciclista è solitario per vocazione, la sua aspirazione massima è quella di arrivare da solo al traguardo. Per lui la coppia è una minaccia, perché non si sa mai che l’altro vinca di mezza ruota in volata. Ci vorrà un lavoro mostruoso per convincerlo che si può anche stare insieme, per tanto tempo, andando avanti d’amore e d’accordo. Lui vi risponderà sempre: “sì ma tira anche tu”. Continua a leggere

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Estate bombo

 Sono essenzialmente due le tipologie di film in grado di far riflettere: quelli dei Vanzina e quelli di Nanni Moretti. Quando Sky Cinema manda in rassegna tutte le varie Vacanze a ed Estati con, è sempre bene dedicare qualche ora alla visione di queste pellicole.

I fratelli Vanzina sparano fuori due film l’anno, uno a natale e uno per l’estate. Riempiono sempre le sale cinematografiche, sono ormai un appuntamento imperdibile per gli appassionati di cinema. Ciò che attrae il pubblico è il mistero che questi film portano con sé, nessuno in sala capisce cosa ci sia da ridere ed è questo che fa ridere. Sceneggiature vuote, battute scontate, una sorta di grottesco al quadrato di cui è impossibile non innamorarsi. Perché in fondo tutti noi, quando andiamo in vacanza, siamo italiani all’estero. Guardiamo le donne, scivoliamo per terra, abbiamo una moglie brutta e una spasimante alta un metro e ottanta che non ha mai meno della quarta di reggiseno. 

Dopo un pomeriggio di Vanzina, Sky cinema Italia manda Ecce Bombo. Un film di matti, che offre un altro spunto di riflessione. Dopo averlo visto, infatti, è facile capire come ormai tutto è stato detto. Una sequenza di scene, molte delle quali memorabili, che raccontano chi eravamo negli anni 70, e dato che non è cambiato quasi nulla, con qualche adattamento raccontano pure chi siamo oggi. In una qualsiasi città universitaria troveremo migliaia di ragazzi che alla domanda “cosa fai?” possono rispondere “faccio cose, vedo gente”. In ogni angolo del paese ci sarà qualcuno che lascia qualcun’altro dicendo “come sono fatto male”.  Le ragazze fidanzate continueranno a cercarsi amanti e rifiutarli, dicendo che “continuare a vederci sarebbe rovinare tutto ciò che è stato”.  Tutti noi, quando siamo indecisi se andare o no ad una festa, pensiamo se “mi si nota più se vengo e sto in disparte, o se non vengo per niente?”. Ecce Bombo è un film che ogni volta sa sorprendere, soprattutto se si guardano anche i titoli di coda. L’ultimo degli attori nominati si chiama Augusto Minzolini, e non è un caso di omonimia. Il perfetto imbecille che dirige il tg1 ha recitato in Ecce Bombo di Nanni Moretti. Che ruolo aveva? Quello del perfetto imbecille, perché trenta anni fa Ecce Bombo aveva già detto tutto.

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Nove colli tre tituli

Non sarà facile riassumere. Il giorno più lungo, sabato 22 maggio, comincia alle 8.30 quando il Cannibale e Vecchinen caricano me e bicicletta, direzione Cesenatico. La formula è collaudata da anni, conosciamo già il paese e l’ambiente della Nove Colli, la gara della gare in programma domenica 23. Nonostante l’esperienza, il navigatore della carovana ci porta inspiegabilmente verso Bologna. Grazie ad una carta stradale del Touring, e a qualche insulto ben assortito verso chi dopo 4 anni ancora non riesce a raggiungere cesenatico senza navigatore, arriviamo a destinazione.

Hotel Annamaria, la bettola più costosa d’europa gestita da una famiglia di berluscones cattolici, di quelli che sul comodino della camera (fatiscente) mettono il vangelo secondo luca. L’albergo è stato scelto dagli stessi che seguendo il navigatore stavano arrivando a Bologna. Pranzo leggero, un’ora di riposo e sgambata pomeridiana sul lungomare, la tensione si tocca con mano. Domani la gara più attesa, ma soprattutto la sera va in scena la grande Inter di Mourinho. Doccia rapida, giro per la fiera piena di biciclette e di ciclisti che ci sbavano sotto, cena in mezzo ai gufi e finalmente sono arrivate quelle 20.45 attese da una vita. Continua a leggere

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Archiviato in bar sport, biografologia, José Mourinho premier

Condivisione vietata

Faber mentre tenta di spiegare che "anarchia" non significa "dio ti ama"

Facebook, ancora lui. Sentenze di qua, condanne di là, governi che lo oscurano, quando si parla di web la parola facebook prima o poi spunta fuori. Non potrebbe essere altrimenti, considerando la mole di iscritti, di gran lunga sopra i 300 milioni. Osservando la bacheca è facile accorgersi di come facebook sia riuscito ad attirare sul web gente che a malapena accendeva il computer prima, e questo è probabilmente il fenomeno che più sintentizza la forza del social network per antonomasia. L’aver inventato anche il tasto “Nascondi” è il secondo grande merito degli sviluppatori al soldo di Zuckerberg.

Facebook ha però evidenziato un grosso problema di questi anni duemile, che in molti riescono a vedere nelle proprie pagine con gli aggiornamenti degli amici: la condivisione di file multimediali connessa al profilo del soggetto pubblicante. Tralasciando aforismi vari, come i classici “l’amore non è fatto per chi non ha mai visto le mani di un gorilla tremare” o “gli amici veri non sono falsi”, la questione più spinosa riguarda la musica. Continua a leggere

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Archiviato in argite, Flanders, io me piasse ncolpo

Il mio stato è diverso

I morti in guerra sono forse il modo migliore per ricordare agli italiani che il loro paese è in guerra. Altrimenti nessuno lo saprebbe, perché in effetti non si vedono poi tutti questi motivi per dichiarare guerra ad uno stato che a malapena sappiamo collocare su una carta geografica. Però il nostro esercito è laggiù, e ogni tanto ne fanno fuori qualcuno dei nostri. Militari, mercenari, lavoratori che fanno la guerra e muoiono. Il bello è che se facessero altri lavori morirebbero comunque, quindi tanto vale fare i soldati, almeno una volta morti gli fanno il funerale di stato. Magra consolazione, ma bisogna sapersi accontentare. Continua a leggere

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Voglio vederlo dalla mia finestra

Quando sei all’estero, lontano dal mondo incivile in cui sei a tuo agio, ti accontenti anche di vedere il tg1. Soprattutto se aspetti le notizie sportive, avendo saputo di una tappa spettacolare al Giro d’Italia. Pastella politica, cronaca spicciola, inutili notizie di moda con annessa speranza che la selezione naturale faccia il suo corso e uccida chi si interessa di moda. Finalmente lo sport, prima il calcio. Solita solfa, scudetto, inter, roma, mourinho. Quindi dopo il calcio, finalmente, arriverà il ciclismo. Sbagliato. C’è la formula uno, le macchinine autoscontro sono a Monaco, il pubblico adora vedere le macchinine che corrono, si scontrano, bruciano i miliardi di euro che il pubblico non avrà mai. Ed ora ecco il ciclismo, pensi, è passato di tutto, almeno ora ne parleranno. No, sigla finale e tocca a Frizzi che con la sua risata nasconde i dubbi su chi abbia la faccia da arrotino o allevatore di coccinelle. Continua a leggere

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L’esercito della Fica

Crisi economica, ancora lei. Sale la disoccupazione, scendono i consumi, saltano per aria i paesi, aumentano le vendite di beni di lusso. Anche il più tonto degli economisti ha capito che i soldi non ci sono perché chi ce li aveva li sta accumulando sempre più. L’obiettivo è chiaro: prosciugare ogni riserva della moltitudine di piccoli borghesi che in questo momento vanno avanti con i guadagni di una vita, le pensioni dei nonni e qualche casetta comprata quando ancora le case si potevano comprare. Una volta terminato questo processo saranno tempi duri per chi avrà meno di due/tre milioni di euro cash a disposizione. Saremo costretti a prostituirci per sopravvivere. Continua a leggere

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Archiviato in argite, calciosullafica.com