Er ghigno

“Ha perso lo sport”. Il commento, lapidario, viene da Gian Paolo Montali, ex tecnico della nazionale maschile di volley ed ora dirigente della Roma. I fatti in breve: stadio Olimpico, Lazio-Inter, nerazzurri in cerca dei tre punti per scavalcare la Roma. I tifosi laziali si uniscono al coro dei tifosi interisti, sperando in una sconfitta della Lazio così da non favorire i cugini romanisti.

Montali proviene da uno sport che si ritiene moralmente superiore al calcio, difetto comune di tutti gli sport minori, ovvero quelle discipline che hanno un seguito decisamente minore rispetto al pallone sport nazionale.Una squadra che non sputa l’anima in una partita per non favorire una “nemica” è qualcosa di deplorevole, questo in sostanza il concetto. Solo quindici giorni fa la Roma vinceva il derby, passando in testa alla classifica con tanto di pollice verso di Totti;  il Pupone con gli sfottò ci ha sempre saputo fare. Destino ha voluto che le sorti della Roma, solo due giornate dopo il derby, fossero in mano ad una Lazio quasi tranquilla sull’obiettivo salvezza. Qualsiasi bambino sapeva come sarebbe andata a finire.

I moralisti dell’ultima ora, Montali in testa, fanno finta di non sapere che lo sport è una scuola di vita, probabilmente la migliore. Condensati in un pallone che rotola, o che va in aria sopra ad una rete, ci sono tutti gli elementi che condizionano la nostra esistenza, nel bene o nel male. C’è l’amicizia, la gioia, la condivisione e allo stesso tempo ci sono meschinità, invidia e delusioni. Non ci sono sport moralmente superiori, compresa la pallavolo in cui non mancano le magagne, dalla gestione politica della federazione agli insulti sotto rete, come non mancano schifezze in qualsiasi altro sport praticato da esseri umani.

Quello che ha fatto la Lazio potrebbe farlo chiunque. La nostra ex ragazza, che ci ha mollati per un figlio di papà, fan di vasco simpatizzante berlusconiano anche se di politica non si interessa e studente di economia, torna da noi dopo sei mesi per chiederci un qualsiasi favore, qualcosa di indispensabile per lei e che dipende solo da noi. Nel calcio come nella vita, queste situazioni non possono che risolversi con un ghigno di piacere.

2 commenti

Archiviato in bar sport

2 risposte a “Er ghigno

  1. J.F. Bavard

    basta co le pallonate, Rambo, smettila de fa’ l’italiota.
    aggiorna piuttosto sto cacchio de sito, ché la quinta de massscianosette ancora nun se vede.

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