Il mio stato è diverso

I morti in guerra sono forse il modo migliore per ricordare agli italiani che il loro paese è in guerra. Altrimenti nessuno lo saprebbe, perché in effetti non si vedono poi tutti questi motivi per dichiarare guerra ad uno stato che a malapena sappiamo collocare su una carta geografica. Però il nostro esercito è laggiù, e ogni tanto ne fanno fuori qualcuno dei nostri. Militari, mercenari, lavoratori che fanno la guerra e muoiono. Il bello è che se facessero altri lavori morirebbero comunque, quindi tanto vale fare i soldati, almeno una volta morti gli fanno il funerale di stato. Magra consolazione, ma bisogna sapersi accontentare.

I funerali di stato, oltre ai militari, li fanno a Mike Bongiorno e a qualche altro grande personaggio storico, oppure per le grandi tragedie. Quelle evitabili in altri paesi, ma non qui. Per gli altri morti sul lavoro, invece, niente tricolore sulla bara. Sono in molti a far notare questa disuguglianza, l’onore dello stato riservato solo a determinate categorie, e non ad altre di pari dignità. Lo stato piange i concittadini morti in afghanistan, ma non quelli morti in una qualsiasi fabbrica. Ragionamento sacrosanto, ma ci sono dei casi per cui non vale, ad esempio per me.

Io i funerali di stato non li voglio. Se dovessi morire sul lavoro, se qualcuno dovesse decidere che mi merito i funerali di stato, io non li vorrei. Riaprirei un attimo la bara per far scivolare via il tricolore e farei una pernacchia alla banda dei militari. Io l’onore di uno stato che va a fare la guerra ai talebani, perché sono un pericolo per la nazione, non lo voglio. Perché la mafia in italia ha fatto più morti degli islamici, proprio tanti di più, due misure non confrontabili, ma lo stato non fa la guerra alla mafia. Però se ti ammazza la mafia sei un poveraccio, se ti ammazzano i talebani ti fanno i funerali di stato. Io da uno stato così non voglio niente. Ci vivo, ci sto bene, ma ognuno al suo posto. La bandiera tenetevela per festeggiare i gol del grandissimo Vincenzo Iaquinta.

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2 commenti

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2 risposte a “Il mio stato è diverso

  1. Il Bufy

    Che c’hai contro Iaquinta????

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