Archivi del mese: giugno 2010

Silvio pride

 

Il gatto Silvio (immagini di repertorio)

Il gatto Silvio (immagini di repertorio)

 

L’Italia, si sa, è un paese di vergognosi, di scheletri nell’armadio e altarini da non scoprire. La politica, come detto e scritto da qualsiasi sociologo, semiologo, filologo e altri ogo a vostra scelta, rispecchia in toto questa nostra caratteristica. L’attuale premier ha una maggioranza devastante, ma chiedendo in giro nessuno dice di averlo votato. Nei bar, in coda alla posta, in piazza, in edicola (per comprare le figurine ovviamente), se si parla di politica si ottiene al massimo un: “sono tutti uguali! Ci illudono, ci promettono, ma intanto noi lavoriamo e i soldi non ci sono mai!”. E così via. C’è giusto qualche raro fanatico mezzo leghista che assorbe le lezioni dei tg di mediaset, e che parla come fosse un tifoso. Per il resto, nessuno ha votato silvio.

I non berluscones sono facili da trovare, sono rumorosi, si sbattono, ne parlano. Domani, ad esempio, a Roma ci sarà la manifestazione contro la celebre legge bavaglio, una sorta di “stop alle telefonate” che impedirà la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche sui giornali. Il popolo Viola, il pomodoro che ha più fan di berlusconi, Beppe Grillo, Report, Serena Dandini, il comunistaccio che al bar si incazza: i non berlusconiani fanno un casino incredibile, sembrano una marea. E invece sono sempre i soliti quattro gatti.

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Un pedofilo non è un cannibale

 

il cardinAl Bertone

Il Belgio è il paese dove si corre la Liegi-Bastogne-Liegi, dove è nato “il cannibale” Eddy Merckx, il più grande di tutti i tempi. Oltre a questo, il Belgio è famoso perché adesso sta indagando sulla Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Notizia di questi giorni, la polizia belga con un blitz è entrata nella cripta di una cattedrale per prendere due vescovi ed interrogarli. Il tutto a seguito delle indagini che stanno facendo luce su alcuni casi di abusi su minori da parte di sacerdoti.

Il cardinale Bertone si è scagliato contro la magistratura belga, colpevole di aver trattato i vescovi come dei delinquenti, avendo perquisito le loro case, i loro uffici, e avendoli interrogati per nove ore. Le ragioni del cardinale sono lampanti: i vescovi non sono delinquenti, al massimo pedofili, ma non delinquenti. E neanche pornostar. L’osservatore Romano, che è un tizio che sta tutto il giorno ad osservare col binocolo dalla sua terrazza a trastevere, ha rincarato la dose contro la magistratura belga. Di codesto osservatore, è interessante una delle tante osservazioni di oggi: “Un blitz nella cripta di una cattedrale, come fosse il cuore di una organizzazione criminale“. Continua a leggere

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Tutti a casa ee ee

Non ci saranno legittimi impedimenti o lodi vari a salvare l’italia di Lippi, tutti a casa e addio gustose colazioni alla nutella preparate dal cuoco in ritiro.  L’italia che non sceglie i più bravi, ma quelli più simpatici, si confronta con il mondo e viene presa a pallonate. E mentre la Slovacchia umilia la nazionale, la Fiat emigra in Polonia, pure gli inventori della duna schifano l’Italia. Una volta erano polacche e slovacche a mettersi in ginocchio di fronte a noi, i tempi cambiano. A cercare le colpe non ci vuole molto, siamo guidati da una classe dirigente che prima fa i danni e poi piange perché la crisi, i fannulloni, il calcio è pieno di stranieri, sono tutti strapagati. Continua a leggere

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Pro evolution Socci

Il Socci è uno dei pochi juventini italiani lasciati a casa da Marcello Lippi, eppure questo video mostra come il ragazzo ha qualità da vendere, nulla a che vedere con le schiappe portate via per questo mondiale. Il mondo dell’ententairment non si lascia però sfuggire i grandi talenti, investendo milioni di euro in nuovo videogame interamente basato sul Socci. I laboratori della El Por Nardon hanno lavorato sei mesi per studiare i movimenti che hanno reso famoso il Socci nel mondo del calcio internazionale, finalmente oggi è stato presentato al pubblico Pro Evolution Socci, il videogioco più atteso degli ultimi due secoli.

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Sparagli al Volo

I trentenni di oggi sono la peggiore piaga che affligge questo nostro mondo. Gente cresciuta negli anni 80, a panini e bim bum bam, maturata negli anni 90 a suon di droghe pesanti ed arrivata ai giorni nostri con le capacità mentali completamente azzerate. Il trenta-quarantenne di oggi è un individuo che non ha una sua opinione su niente, aspetta la morte facendo ciò che via via, negli anni, va di moda. 

Il portavoce dei trentenni di oggi è Fabio Volo, l’autore che rappresenta meglio di tutti questa categoria. Ha venduto milioni di copie raccontando le storie del suo personaggio tipo: trentenne, appunto, un po’  grezzo e un po’ sfigato tanto per farci riconoscere tanta gente, sotto sotto tenerissimo, per piacere da morire alle ragazze. Nelle sue storie di solito c’è un migliore amico che muore, una donna che lo lascia, un futuro di vita da single che si prospetta. Poi, in un qualche modo banale, arriva l’anima gemella. Era proprio lì, in quella pizzeria per trentenni di Melegnano a fare la cameriera. 

Se Bersani combattesse contro Fabio Volo, lo voterei. Ma tanto non c’è pericolo che il Pd faccia qualcosa.

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In tempo di guerra ogni Panda è una trincea

Uno yacht Fiat che si schianta sugli scogli

 

Quando una notizia viene passata per attualità anche sul tg1, significa che è importante, anche se viene usata solo per parlare di altro, fare da contraltare alla sparata del giorno di berlusconi o fomentare la vena del “ma anche”, ovvero il governo è brutto e cattivo ma anche gli altri sono uguali. Pomigliano d’Arco appartiene a questa ultima opzione: la Fiat è indecisa se produrre la nuova panda in polonia o in italia, ha proposto un accordo ai lavoratori italiani che però non è stato firmato da tutti i sindacati. Ad opporsi è stata la Fiom. Continua a leggere

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Italia sì, italia no

Calderoli, il ministro della semplificazione, mentre semplifica una tromba

 

I mondiali di calcio sono una competizione calcistica minore che vede coinvolte le principali squadre nazionali del globo. Non ci sono squadre allenate da Josè Mourinho, né squadre nerazzurre di Milano. I mondiali si svolgono ogni quattro anni, d’estate, e sono il business principale per i venditori di pizza e televisori. Fin dalla tenera età, ogni italiano in grado di intendere e volere ha il dubbio sul suo tifo per la nazionale. Continua a leggere

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Laura e Petrarca

"Anche questo è amore" (cit. The Minx)

 

Laura e il suo uomo. Non un Petrarca, ma neanche uno zotico guardagranpremi ruttante, e poi è suo. Solo lei può capire appieno quanto la sua vita sia cambiata, sia migliore, grazie a lui. Laura, nel suo piccolo si sente la donna più felice del mondo, forse vero o forse no, dubbioso miracolo del relativismo. Non le manca nulla e questo basta. Lui che tutte le mattine non può fare a meno di osservarla, senza però svegliarla, prima di andare a lavorare. Lei che in realtà non dorme, ma sta al gioco.

Quando il sole del mattino bacia tutta la casa, Laura si desta e si scioglie sognante dinnanzi alla rosellina  che ogni giorno il suo lui lascia sullo zerbino. Non si stanca mai di queste sorprese, come non avrà mai abbastanza delle letterine che lui lascia sotto il telefono, così che lei possa trovarle quando squilla il telefono, e possa pensare a lui mentre parla con chiunque all’altro capo del doppino. 

La loro casa è uno scrigno di ricordi, ogni minimo dettaglio un simbolo che suggella il loro amore. Costruita con i sacrifici di una vita, sulla via dove abitavano da bambini, sì perché il loro cammino insieme è cominciato nello stesso momento in cui hanno imparato a camminare. Primo colpo di fulmine della vita. Da allora non c’è routine o abitudine che possa scalfire la loro intesa, ogni giorno è sempre più bello perché arricchito dai ricordi dei giorni precedenti. Una catena ascendente infinita di amore.

 Gualtiero e quella. Tutte le mattine non c’era bisogno della sveglia, la sua donna sapeva destarlo col soave respiro del suo sonno. Musica di motosega. Il sole batteva a picco su tutta la parete della camera, che diventava qualcosa di assimilabile ad forno crematorio, maledette palazzine di nuova costruzione immediata periferia, una distesa di cemento e asfalto accumula calore. Il tempo di infilare la tuta arancione, bere un caffè al volo  e andare di corsa a lavorare.  Come ogni mattina c’è da buttar fuori i fiori, portati da chissà chi. Raccogliere tutte le lettere dal profumo di finocchio, appoggiandole sul mobiletto del telefono. Chissà chi diavolo gliele manda, solo su una c’è stampato il mittente, bello grosso: Telecom. Quella ancora dorme, e Gualtiero va a lavorare. 

Petrarca Gualtiero, operaio anas divisione asfalti, un solo rimpianto: non aver saputo, ai tempi del matrimonio, cosa significasse la parola escort.

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La giuria popolare

I creatori di calcettoitaliano durante un brainstorming

Ricevo e pubblico questo interessante comunicato stampa dai ragazzi di Calcettoitaliano, che si sono studiati un modo ganzo per quanto nerd di seguire codesti mondiali di calcio. In soldoni hanno creato un sistema per informatizzare le chiacchiere da bar che coinvolgono giocatori, partite, prestazioni e tattiche. Si dice che anche Marcello Lippi stia seguendo con interesse il progetto, per vedere cosa pensa la gente dei suoi giocatori, sebbene non ci sarebbe bisogno di tanta tecnologia per fargli capire che ha convocato gente zoppa.

L’organizzazione di una partita di calcetto tra amici e quella di un mondiale di calcio differiscono solo per il fattore di scala. Calcettoitaliano.com è il social network che ha risolto i problemi di migliaia di calciatori della domenica, con pochi click si può gestire tutta una partita, dalla ricerca dei giocatori disponibili fino alle chiacchiere del dopo partita, con tanto di voti e tabellini.

In occasione dei mondiali in sudafrica, i creatori di calcettoitaliano hanno voluto creare un modo originale di seguire il torneo più ambito, Continua a leggere

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Ghigliottina cercasi

Ieri la legge bavaglio, l’altroieri la manovra a carico dei più deboli, prima ancora i vari scandali, case, terremoti, troie e censure. Intorno, sempre il solito chiacchiericcio. Noi non siamo d’accordo, voi siete i soliti comunisti, la costituzione, democrazia, informazione libera. E così via nei secoli dei secoli.

Le regole della democrazia sono state già calpestate, non servono più a niente. E’ venuto il momento di ignorare tutte le chiacchiere e partire a testa bassa. Non c’è altra opposizione che una guerra che non senta ragioni, che non ascolti nessuno. C’è una Italia, la più grande, che non ci sta a vedersi umiliare così, da una ghenga di malfattori liberi solo grazie ai propri possedimenti. Basta manifestazioni, proteste, girotondi, emendamenti, referendum, vaffanculo-day. Non si può usare la democrazia con chi non la conosce. 

L’opposizione in parlamento diventa facoltativa, l’opposizione ora va fatta per strada. In silenzio, senza ascoltare nessuna cornacchia di regime, senza spostarsi di un millimetro. Bloccare tutto per ribaltare le viscere di un paese stitico, che da troppi anni non riesce a liberarsi della propria merda. Ora il regime dobbiamo farlo noi.

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