Storia delle Bucciottate: la Corbarambola

Le storie di  tutti i giorni, quelle che ci passano intorno senza sfiorarci, sanno farci capire come gira il nostro mondo. Il caso della fantomatica Corbarambola è uno di questi. Era gennaio quando sulla stampa locale è apparsa la notizia di un nuovo evento ciclistico in Umbria, nato dall’idea di uno che solitamente organizza riunioni di mongolfiere, e con l’obiettivo di raccogliere migliaia di ciclisti sulle sponde del lago di Corbara. La formula non era quella classica di ogni gara di questo tipo (in italia se ne fanno a centinaia durante la stagione): nel regolamento si specificava come fosse una cicloturistica, quindi non competitiva, in cui però venivano presi i tempi e per il più veloce c’era in palio una automobile del valore di 50.000 euro. Nel sito ufficiale campeggia ancora l’avvertimento: “Iscrizione riservata ai primi 7500 ciclisti“. Un numero simile classificherebbe questo evento tra i primi tre in italia, ed è solo al primo anno. La Novecolli, che fa 12mila iscritti, esiste da 40 anni, la Maratona delle Dolomiti è alla 25esima edizione ed ha 8000 iscritti, numero chiuso altrimenti non saprebbero dove infilare tutte quelle biciclette. Queste gare, oltre che l’esperienza decennale nell’organizzazione, hanno anche la caratteristica di svolgersi in tempi sacri del ciclismo, per questo raccolgono migliaia di adesioni. Corbara, con tutto il rispetto per la diga omonima, è un qualcosa di insignificante al confronto.

La manifestazione aveva anche fini benefici, raccogliere fondi per una qualche associazione di aiuto ai bambini poveri. I soldi per premi e beneficienza dovevano però essere trovati dai partecipanti: l’iscrizione alla gara era infatti fissata a 375 euro, da reperire cercandosi ognuno il proprio sponsor tra le aziende di sua conoscenza. Come se ogni ciclista della domenica avesse a disposizione aziende pronte a sponsorizzare la sua panza.

L'ottimismo è vita

 

Nel mondo del ciclismo praticato, la Corbarambola è stata subito snobbata. Il percorso era ridicolo, 60 km con dislivello di 500 metri a dirla grossa, il costo di iscrizione fuori da ogni logica umana. Le granfondo ciclistiche hanno di solito percorsi lunghi da 120 km in su, dislivelli di migliaia di metri e costi di iscrizione tra 20 e 40 euro. Il premio così ricco, altra cosa mai vista nel mondo del ciclismo amatoriale, avrebbe poi reso la corsa un massacro. Ogni domenica c’è gente pronta a buttare nel fosso gli avversari in volata per vincere un salame, per una mercedes sarebbero in grado di girare armati. Intanto la promozione dell’evento andava avanti a ritmi serrati, con tanto di ufficio stampa dedicato, roba mai vista in Umbria, regione in cui il movimento ciclistico non è molto ampio. La strategia comunicativa si è basata molto sui social network, Facebook e MySpace in primis. Sul profilo della Corbarambola, appena creato, si poteva leggere:

E’ l’evento dell’anno! Vogliamo dare a tutti , la possibilità di divertirsi e vincere con la finalità di aiutare Save the Children per combattere la mortalità infantile. Questa formula non esiste in Italia, abbiamo preso spunto da un evento che si tiene in Inghilterra “London to Brighton” e l’abbiamo riproposto in Italia sulle sponde del Lago di Corbara.

La “London to Brighton” è una manifestazione ciclistica a cui partecipano decine di migliaia di persone, la Corbarambola voleva ricalcarla con la differenza che invece che a Londra la organizzavano a Todi, sulle rive del Tevere, che in fondo con il Tamigi ha in comune la lettera iniziale.

Nonostante la comunicazione a tamburo battente, l’attenzione per la Corbarambola era a livelli miseri. Sul forum di riferimento per i ciclisti italiani, bicidacorsa.com, gli utenti ne parlavano esprimendo dubbi sulla formula bizzarra. Gli organizzatori sono intervenuti minacciando denunce contro chi parlava male della manifestazione, e cercando di spiegare agli altri come il tutto non fosse una bucciottata immane, ma una cosa organizzata a fin di bene, per raccogliere milioni di euro per i bambini e regalare una mercedes al più forte ciclista. Subissati dalle critiche, gli organizzatori hanno abbandonato il forum, concentrandosi solo su Facebook, dove fino al 14 maggio hanno continuato a stimolare la popolazione ad affrettarsi, perché i termini per l’iscrizione (costo, come già detto, 375 euro) scadevano il 10 giugno. Neanche il tempo di arrivarci, che lunedì 7 giugno arriva inesorabile la comunicazione che tutti si aspettavano da sei mesi:

Gli organizzatori del “La Corbarambola”, dopo aver attentamente analizzato la situazione, hanno deciso che la prima edizione della manifestazione non verrà realizzata. Ci riteniamo molto soddisfatti delle numerevoli manifestazioni di apprezzamento da parte di tutti, in particolar modo da parte di moltissime università italiane ed estere ed è per questo che abbiamo deciso di rimandare tutto al prossimo anno.

 

Il Mastella Umbro che ricorda come "l'attenzione della provincia per questi eventi sia massima". E' stato nominato assessore ai fallimenti.

 

Hanno difeso la loro bucciottata fino alla fine, ma contro la penuria di iscrizioni non c’è stato nulla da fare. A poco è valso l’appoggio politico, alla conferenza stampa erano presenti addirittura l’assessore provinciale allo sport Bertini, il sindaco di Dodi Rugghiano, il presidente della Federazione Ciclistica Roscini. Il patrocinio è arrivato, oltre che dai comuni interessati dal passaggio della corsa, anche dal ministero dell’ambiente e addirittura dalla presidenza del consiglio dei ministri. Tutti impegnati a dire quanto fosse bella e interessante quella manifestazione, talmente assurda che non ha raccolto iscritti, mentre la stessa attenzione delle istituzioni non si è mai vista per eventi ciclistici veri, organizzati da gente che non ha milioni di euro a disposizione ma deve anzi dannarsi l’anima per trovarne qualche migliaio.

La storia della Corbarambola ha una morale importante, fa capire come in questo nostro mondo non sono le idee più forti ad andare avanti, ma quelle sostenute dai più forti, i più potenti. Se un milionario si sveglia la mattina con un’idea assurda, troverà i soldi, anche e soprattutto pubblici, per realizzarla. Se un non milionario si sveglia la mattina con un’idea, magari anche buona, andrà a lavorare come ogni giorno per sostenere il milionario datore di lavoro e le sue idee assurde.

12 commenti

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12 risposte a “Storia delle Bucciottate: la Corbarambola

  1. gloria

    avevi ragione anche su questo, come sempre.

  2. Umbro

    La storia è veramente allucinante, una cosa al di fuori di ogni umana ragionevolezza; la morale alla fine, così come è scritta, è la classica caduta di stile, se te la risparmiavi facevi più bella figura.
    Ma cosa vuol dire e soprattutto dimostrare?
    Ci sono migliaia di idee di persone “normali” che hanno avuto successo (Renzo Rosso, Diesel), ci sono migliaia storie di miliardari andati in rovina per idee sbagliate.

    Al contrario di quanto dici, per fortuna, questo è l’ennesimo caso che dimostra come al mondo non vince la comunicazione “più forte” o più martellante, ma la più convincente: è molto diverso!😉

    • Forse viviamo in paesi diversi. Qui da me vince la comunicazione più forte, il mio premier è lì perché ha sei televisioni.

    • Ehi, la comunicazione più convincente è quella più martellante.

      • Umbro

        Cara Dott.ssa Peola e Sciuscia,
        si sta uscendo dal tema, non credo sia questa la sede per parlare di politica…
        Ad ogni modo, il vostro teorema +comunicazione = +successo spiegherebbe 2 sconfitte del premier nel 1996 e nel 2006 (all’epoca aveva lo stesso numero di TV, giornali e radio), la crescente affermazione della Lega e IDV (entrambi i partiti non hanno una capacità mediatica paragonabile a PD e PDL, quindi dovrebbero mantenere le posizioni o perdere voti), il crollo di Rifondazione e partiti comunisti (Tg3 era ed è tutt’ora schierato a sinistra, nonchè i vari giornali L’Unità, Il Manifesto, Liberazione).
        Applicato ad altri ambiti, se devi vendere un prodotto, un’idea, non basta farlo conoscere a tutti (anche se è fondamentale, certo), deve essere un buon prodotto, una buona idea, altrimenti la selezione naturale farà il suo corso e lo farà morire.
        Galileo non aveva certo le TV o il monopolio della stampa (tutt’altro), ma ha stravolto i concetti e convinto con la potenza della propria idea😉
        Detto questo mi sembra che il vostro teorema sia piuttosto semplicistico: non sempre la realtà è così banale da poter essere contenuta in semplici e lineari preconcetti ideologici.
        D’altra parte è giusto che ognuno sia libero di credere nelle cose il cui intelletto può comprendere, la complessità è difficile.

      • Caro Umbro, sei forte un bon po’, i tuoi neuroni mi si sono anche spiaccicati sullo schermo, ecco perché tu arrivi dove non arriva nessun altro.

        Ma procediamo con ordine.

        Le due sconfitte dello zio silvio maturarono dopo anni di governo berlusconi, governo che ovviamente deluse le aspettative. La comunicazione fu martellante e portò alla vittoria, ma per i miracoli ancora nessuno è riuscito mai ad attrezzarsi. In sintesi e con i dovuti aggiustamenti è ciò che è accaduto alla Corbarambola: è partita con tutti che dicevano fosse l’evento dell’anno, poi si è capito cosa era e si è rivelata una ciofeca.

        La lega è radicata sul territorio. Evviva. Tra un po’ lo scriveranno pure sui vasetti di yogurt accanto alla scadenza. Ma la Lega senza i soldi di Silvio non sarebbe arrivata da nessuna parte.

        La selezione naturale delle idee funziona, oggi come oggi, solo a lungo termine. E per resistere nel lungo termine ci vuole capacità di investire, perché mio caro Umbro di idee non si mangia. Non c’è bisogno di scomodare Galileo, qui si parla di commercio e non di scienza, ed il commercio si basa sulla realtà più banale, più tera tera come dicono a Roma.

  3. Una storia interessante, grazie per l’informazione.
    375 euro?? Ma chi vogliono prendere in giro? E ‘sto Renzo Rosso almeno s’era iscritto? Viva l’Argus!

  4. fedesan

    caro umbro, rischiando di essere tacciato di arido-tecnicismo, mi sembra il caso di sottolineare che, sebbene qualcosa di vero in quello che dici c’è, è semplicemente impressionantemente più spaventosamente megaprobabile che i miliardari abbiano maggior successo dei poracci.
    in realtà qualche poraccio genio (del male?) riesce ad emergere se l’azzecca proprio strordinaria e qualche paperone riesce ad essere talmente tonto da lasciacce le penne ma, in entrambi i casi, parlamo de’ foriclasse!!!

  5. Marge

    c’ha ragione paul (come sempre tra l’altro).
    basta pensare ai soldi pubblici che sti quattro riccastri hanno speso per gonfia’ tale cazzata (vedi sullo sfondo della foto il manifestino tutto colorato che già solo quello costerebbe diversi milaeuri). fine dell’intervento non richiesto.

  6. A questo punto mi chiedo cosa avrebbe potuto fare Galileo con tre TV.

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