Laura e Petrarca

"Anche questo è amore" (cit. The Minx)

 

Laura e il suo uomo. Non un Petrarca, ma neanche uno zotico guardagranpremi ruttante, e poi è suo. Solo lei può capire appieno quanto la sua vita sia cambiata, sia migliore, grazie a lui. Laura, nel suo piccolo si sente la donna più felice del mondo, forse vero o forse no, dubbioso miracolo del relativismo. Non le manca nulla e questo basta. Lui che tutte le mattine non può fare a meno di osservarla, senza però svegliarla, prima di andare a lavorare. Lei che in realtà non dorme, ma sta al gioco.

Quando il sole del mattino bacia tutta la casa, Laura si desta e si scioglie sognante dinnanzi alla rosellina  che ogni giorno il suo lui lascia sullo zerbino. Non si stanca mai di queste sorprese, come non avrà mai abbastanza delle letterine che lui lascia sotto il telefono, così che lei possa trovarle quando squilla il telefono, e possa pensare a lui mentre parla con chiunque all’altro capo del doppino. 

La loro casa è uno scrigno di ricordi, ogni minimo dettaglio un simbolo che suggella il loro amore. Costruita con i sacrifici di una vita, sulla via dove abitavano da bambini, sì perché il loro cammino insieme è cominciato nello stesso momento in cui hanno imparato a camminare. Primo colpo di fulmine della vita. Da allora non c’è routine o abitudine che possa scalfire la loro intesa, ogni giorno è sempre più bello perché arricchito dai ricordi dei giorni precedenti. Una catena ascendente infinita di amore.

 Gualtiero e quella. Tutte le mattine non c’era bisogno della sveglia, la sua donna sapeva destarlo col soave respiro del suo sonno. Musica di motosega. Il sole batteva a picco su tutta la parete della camera, che diventava qualcosa di assimilabile ad forno crematorio, maledette palazzine di nuova costruzione immediata periferia, una distesa di cemento e asfalto accumula calore. Il tempo di infilare la tuta arancione, bere un caffè al volo  e andare di corsa a lavorare.  Come ogni mattina c’è da buttar fuori i fiori, portati da chissà chi. Raccogliere tutte le lettere dal profumo di finocchio, appoggiandole sul mobiletto del telefono. Chissà chi diavolo gliele manda, solo su una c’è stampato il mittente, bello grosso: Telecom. Quella ancora dorme, e Gualtiero va a lavorare. 

Petrarca Gualtiero, operaio anas divisione asfalti, un solo rimpianto: non aver saputo, ai tempi del matrimonio, cosa significasse la parola escort.

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