Italia sì, italia no

Calderoli, il ministro della semplificazione, mentre semplifica una tromba

 

I mondiali di calcio sono una competizione calcistica minore che vede coinvolte le principali squadre nazionali del globo. Non ci sono squadre allenate da Josè Mourinho, né squadre nerazzurre di Milano. I mondiali si svolgono ogni quattro anni, d’estate, e sono il business principale per i venditori di pizza e televisori. Fin dalla tenera età, ogni italiano in grado di intendere e volere ha il dubbio sul suo tifo per la nazionale.

Il primo mondiale vissuto da cosciente è stato quello del 1994, si giocava negli States. Il commissario tecnico era Arrigo Sacchi, che aveva la grave colpa di essere stato prima l’allenatore del Milan. Avevo undici anni ed ero a metà tra comunione e cresima, nel pieno della educazione cattolica al perdono. Per questo seppi chiudere un occhio e tifare Italia, con Baggio che da solo arrivò in finale e poi da solo non riuscì a vincerla.

Nel 1998, in Francia, c’era Ronaldo. Quello vero brasiliano, non la faccia da cazzo inutile che gioca adesso con il portogallo. Simpatia per l’Italia, dispiacere per Di Biagio che contro la Francia ha piegato la traversa su rigore, ma poco più.

2002, Corea e Giappone. Pieno governo Berlusconi, italia allenata da un catenacciaro che porta l’acqua santa in panchina. Nella piena età della rivoluzione, 19 anni, tutto questo non si può tollerare. L’italia esce agli ottavi contro la Corea, e sticazzi.

Il mondiale di Germania, quello della gente per strada che canta il riff di una canzone degli White Stripes uscita alcuni anni prima, è arrivato durante un governo di Centrosinistra, addirittura Bertinotti era presidente della Camera. L’Italia era un po’ più bella: non ho tifato alla morte, ma ho simpatizzato molto.

Al mondiale Sudafricano, cominciato qualche giorno fa, si ripresenta il solito dilemma. Il commissario tecnico è un viareggino, prima colpa,diventato grande grazie alla juventus di un certo Luciano Moggi, seconda colpa. L’amore per l’Italia è ai livelli di minimo storico: governata da uno sceicco milanese, dilaniata da crisi economica ma con la mafia che fa affari d’oro.

La nazionale non è una semplice squadra di calcio, rappresenta il nostro paese in tutto e per tutto. Lippi non ha portato via i più bravi, ma quelli che gli stanno più simpatici, ed è quello che succede tutti i giorni nel paese. Non si scelgono mai i più bravi. A meno di chiudersi in casa e osservare solo il lato calcistico, solo la partita, è difficile tifare per la nazionale. Basta uscire fuori di casa e già l’urlo per il gol di De Rossi si strozza in gola.

Ora però a complicare le cose ci si è messa la Lega Nord: ieri Radio Padania esultava per il gol del Paraguay contro l’Italia, l’altroieri un governatore leghista ha evitato sostituito l’Inno di mameli con il Va’ Pensiero durante una cerimonia ufficiale. Va bene che l’inno nazionale è una canzonetta scritta quando ancora l’italia era uno stato in cui c’era il Re e il parlamento lo eleggevano i più ricchi, molto diversa dalla vera Italia, quella democratica e sognatrice fatta nel 1945 da chi cantava Bella Ciao, ma se la lega si oppone cambia tutto. La retorica della patria, dell’inno, dell’orgoglio, è stata sempre l’unico argomento dei destrorsi, probabilmente perché era l’unico che erano in grado di comprendere. Ora invece cambiano faccia, i fascisti sono morti per far spazio ai leghisti, che tifano contro l’italia. Quindi per tifare contro i leghisti, bisognerebbe tifare italia, paese a sua volta governato da un mix di leghisti e volponi berlusconiani.

Questi sono in assoluto i mondiali più confusi della storia dei miei mondiali, non mi piace l’italia, non mi piacciono gli italiani, schifo molto i leghisti. Datemi una vuvuzela e lasciatemi solo con i miei dubbi.

9 commenti

Archiviato in argite, bar sport, il gatto Silvio

9 risposte a “Italia sì, italia no

  1. BP(non quella dell'oil leak)

    carina, la pubblico sul mio profilo facebook.

  2. fedesan

    lo sciovinismo puramente calcistico dell’italiano è la nemesi perfetta della retorica destro-patriottarda…
    tifa l’italia e vaffanculo…. quanto la fè complicata ‘l mi’ cocco!

  3. Albi

    Pezzo carino, scritto bene e senza volgarità riesci ad esprimere il tuo pensiero politico e calcistico.
    Complimenti

  4. Sono d’accordo, non ci sono squadre allenate da Jose Mourinho, purtroppo. Hai notato che Lippi tenta di far giocare l’Italia come l’Inter? Però con Marchisio al posto di Sneijder, Gilardino per Milito e Iaquinta e Pepe per Pandev e Eto’o…

  5. Però, come puoi dimenticare l’Italia del ’90? Io Andreotti me lo ricordo, e pure Carnevale…

    • mi ricordo poco, gli occhi di Schillaci, l’urlo provenire dalle terrazze per l’1-0 della semifinale e il mio vicino di casa 15enne col ciao truccato che girava col bandierone, per il resto il buio…

      Su Lippi: neanche nel 2006 la nazionale aveva sti grandi attaccanti, tanto è che il capocannoniere du Materazzi. Quello che non ha capito è che Mou poteva schierare 5 punte o nessuna, ma tutti facevano quello che diceva lui, come se li gestisse dalla panchina col joypad. Lippi non è in grado di fare ciò, però bastava schierare 8 difensori più Cassano e Balotelli di punta, e vedi come fioccano i gol!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...