Sassaiola sulla madonna

warning: Questo post, come intuibile dal titolo, conterrà bestemmie.

Gli organizzatori della Gf Sibillini

Appuntamenti cruciali nella vita di ogni povero mortale sono gli eventi sportivi riservati ai cosiddetti “amatori”, termine che lascia immaginare una realtà che non esiste: niente avventure da Casanova ma sport di infimo livello combattuto molto più che nei professionisti.

Sabato sera, torneo di pallavolo cittadino. Il volley è uno sport pacifico solo in apparenza, sottorete volano i peggiori insulti e la guerra psicologica è la base per ottenere qualsiasi risultato. Sono in campo con il team dei Bucciottini, di fronte a noi una squadra di giovani, bravi ma un po’ carenti dal punto di vista tecnico. In mezzo a loro si è infilato, con forza, il classico 50enne che ci tiene al fisico per mostrarsi giovane, ma scarso in ogni sport per quanto fanfarone. Detto cinquantenne mi appiccica il classico “bollino”, ovvero muro in faccia. I primi santi cominciano a vacillare. Azione successiva, concitata, vado a muro con una mano sola e da gran pollo mi insacco il dito mignolo, subito gonfio come un wurstel bavarese. Sant’antonio e san padre pio cadono nel prato adiacente al campo, lasciando un cratere a forma di acquasantiera.

Domenica mattina, dito mignolo che inizia a sapere di senape, ore 5.20. Suona la sveglia, in programma c’è la Granfondo dei Sibillini. Si parte alle 6 con l’ammiraglia della Marsciano Bike, una opel astra che ha pressapoco la mia età, smarmittata e rombante come una harley davidson. Dopo due ore arriviamo a Caldarola, sede della gara, e il corteo iniziale di auto d’epoca guarda la nostra ammiraglia con interesse. Come da copione siamo in ritardo, entriamo in griglia tra gli ultimi, vicino a noi solo gente dalla panza enorme, donne canute che trattengono l’anima con i denti e addirittura due in tandem.

Pronti via, ed ovviamente si va ai 50 all’ora per risalire il gruppone di oltre 1500 ciclisti. Le strade sono strette e trafficate, dopo due km già si vedono i primi morti: un corridore finisce sul guard rail, quando passo io è lì che urla “aiuto!”. Nessuno gli dà udienza, viene ignorato e qualcuno gli sputa pure. In bicicletta sputare e soffiarsi il naso è pratica libera, si può fare sempre e comunque senza guardare in faccia a nessuno. Ci attendono due salite, per un percorso totale di 98 km. La prima di queste corre via veloce, in mezzo al serpentone neanche ci si accorge. Breve discesa verso il lago di Fiastra, e via sulla seconda asperità, la più dura. Per la prima volta da gennaio sento che la gamba gira bene, sto troppo indietro, ma con un gruppetto che procede spedito e recuperiamo posizioni su posizioni.

Inizia la discesa, ci lanciamo giù come forsennati, noncuranti dello stato pietoso delle strade. Il mignolo wurstel duole ad ogni sussulto, e frenare risulta difficile. Nei punti dove l’asfalto è buono, l’organizzazione ha pensato bene di lasciare le curve piene di sassi, ghiaia e brecciolino. Mediamente ogni due curve c’è qualcuno steso a bordo strada. Dopo un po’, tocca anche a me: mega sasso appuntito in mezzo alla curva, preso in piega piena, il tubolare anteriore scoppia. Sosta obbligatoria, provo a ripartire usando la miracolosa schiuma “gonfia e ripara”: si infila la bomboletta sulla valvola, il tubolare si riempe di schiuma e si riparte. Questo secondo le istruzioni. Nella realtà la schiuma rimane tutta in mano, schiuma party improvvisato in mezzo ai sibillini. Peccato che non ci sia nessuna miss maglietta bagnata, anzi la schiuma si solidifica e la mia mano somiglia a quella dell’omino michelin.

La gara finisce dunque lì, in cima alla discesa. Tutto il gruppone faticosamente superato mi passa allegramente, guardandomi con pena. Si sente un tonfo sordo, Gesù Cristo si schianta giù, faccia a terra, e lascia una sindone sull’asfalto. Mentre attendo il carro scopa, ovvero il camion dell’organizzazione che raccoglie per strada i derelitti, incontro un romagnolo anche lui fermo per incidente meccanico. Lui è pure caduto, tutto insaguinato su gambe e mani. La sua ruota posteriore è spaccata, 1800 euro di ruota, ci tiene a precisare.

In qualità di compagno di sventura, il romagnolo mi racconta tutta la sua storia, condendola con un gran numero di “porc dio lader, bòia madonna, se bècco l’organizzazione ci do la ruota in testa che li ribalto tre quarti d’ora”. Viene da Misano e sembra uscito dalla Baia Imperiale, muscoloso, asciutto, tutto tatuato e abbronzato come un caraibico. Parla senza fermarsi mai, bestemmia, si incazza con la sua ammiraglia, cazzo stavo a venti secondi dal primo, dio bòia, buco sempre. Ha l’auricolare per parlare con il suo direttore sportivo ma non prende, anche se ogni tanto lo accende per urlare: “mo va a dar via il culo!”.

Dopo un’ora arriva il carro scopa, il sole picchia e non c’è una pianta neanche a pagarla. La madonna è segnalata a 20 km dal traguardo, vestita succinta lungo un marciapiede della statale 77 della Val di Chienti, all’altezza di Muccia. Il carro carica me e il romagnolo, dentro c’erano già altri due, siamo pieni. C’è posto solo per altre due biciclette, che raccogliamo sul percorso. Sono di corridori tornati in ambulanza, un anziano stracotto che non riusciva ad andare avanti, ed un altro di quelli forti che causa ghiaia ha preso un dritto mostruoso. Anche lui ripartito in ambulanza, la sua bici è completamente insanguinata.

Il calvario finisce quando il carro mi scarica all’arrivo, raggiungo l’ammiraglia posteggiata sotto il sole, il ritorno a casa è a 40 gradi. Noi della Marsciano Bike sudiamo anche in macchina, non solo in bici. Tra iscrizione alla gara e tubolare squartato ho bruciato 70 euro, e per farlo mi ci sono svegliato alle 5 e 20. Lo spirito santo fa la sua comparsa, ha preso le sembianze del cesso dell’autogrill dove scarico i sali minerali e l’acqua assunti durante la gara.

6 commenti

Archiviato in bar sport, biografologia

6 risposte a “Sassaiola sulla madonna

  1. Una 'Ncioboh

    Tengo a precisare che nessun “cinquantenne” si è infilato con forza nella squadra..è stato fortemente voluto da noi in quanto ritenuto assolutamente all’altezza visto che noi,e qui ti do ragione, siamo quelli “bravi,carenti dal punto di vista tecnico”.. io comunque, fossi in te, inizierei a farmi qualche domanda se ” il classico 50enne che ci tiene al fisico per mostrarsi giovane, ma scarso in ogni sport per quanto fanfarone” mi stampasse un bel “bollino” in faccia!!fai te…

    • ma sto blog lo leggono proprio tutti

      ps: che acquistone comunque…fa la differenza nel senso matematico del termine….

    • bucciottina

      (teach)lascia perde la peola…come vedi chiacchiera chiacchiera poi a muro se ‘nsacca i diti.tengo a precisare che noialtri della squadra la pensiamo in maniera diversa e con spirito molto più sportivo.è vero,alla fine qualche cattiveria scappa sempre fuori:l’agonismo è anche questo.bisognerebbe solo imparare a contenersi.

  2. oh ma sto blog è frequentatissimo da tuoi nemici, preferibilmente integralisti cattolici?? che gli hai fatto di male, attento che possono essere molto vendicativi…

  3. Eminemz

    Mae na ggioia… mae…

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