C’è più gente che alla festa a Schiavo

carta geografica del marscianese risalente all'epoca pre-Bucciottino (1998)

La festa a Schiavo è una istituzione, baluardo irremovibile della cultura anni ’90.  La sua origine si perde nella notte dei tempi, ufficialmente prende piede nel periodo di boom delle sagre paesane, cioè la fine degli anni ’80. La Milano da bere era al tramonto, ma tutto sommato il Tevere somigliava in qualche modo ai navigli e venne naturale provare a imitare i paninari d’oltre Po. Ogni paese, piccolo o grande, cominciò a spacciare droga e torte al testo, e subito il fenomeno esplose. Nacquero le sagre più disparate, dal cinghiale al lepre, passando per ranocchie, tequila e nutella. Ogni prodotto alimentare era un possibile pretesto per fare una sagra. Quando a Schiavo decisero di legare il loro nome alla birra, ancora non sapevano che di lì a poco avrebbero cambiato il futuro di una generazione.

Pochi anni dopo la sua nascita, la festa a Schiavo era già un delirio legalizzato. La parte giovane si svolgeva sul campo da calcio del paese, pista da ballo con i dj più in voga del momento e birra a fiumi. Tutta l’umbria si riuniva intorno ai polipi, ampolle di birra da cui si beveva in gruppo, ognuno con il suo personale budellino. Tutte le categorie, dagli sfattoni ai tamarri, partecipavano all’evento senza calpestarsi. Arrivava gente anche da fuori regione e il traffico andava in tilt, anche perché Schiavo è un paese composto da una strada e qualche casa lungo essa.

La generazione nata negli anni ’80 ha preso il motorino nei ’90, e si è emancipata a Schiavo. Partivano in sciami organizzati, cercando di parcheggiarlo lontano dai posti frequentati dai cattivi con i motorini truccati, che quelli rubavano i pezzi, facevano le righe e staccavano gli adesivi. Entrare nel campo sportivo, allora, era come entrare su facebook adesso. C’erano tutti. Era difficile camminare, ritrovare le persone in poco tempo, capirci qualcosa in quel casino. Ma c’erano tutti. La ragazza su cui si progettava l’attacco da mesi e il tonto del Madonna Alta che aveva steccato un amico, quella volta che si giocava in casa loro. I tavoli erano sempre pieni, ed in genere riservati a quelli un po’ più grandi. A sedici anni non c’è tempo per sedersi, si fanno più giri di campo che in un allenamento militare. Saluti, chiacchiere, una birra, nuove conoscenze, altra birra, in pista a fare i cretini con i bussi e vedere se qualcuna, per sbaglio, ci stava. Gli accoppiamenti effettivi, però, erano pochi: troppo caos e troppi interessi per riuscire ad isolare due sole persone. A fine serata di solito spuntava fuori un pallone e iniziava una partita tra ubriachi, al confronto quella iniziale di Trainspotting era calcio champagne.

Negli anni duemila è rimasto ben poco della festa a Schiavo. Le sagre continuano ad esistere, ma sopravvive solo la loro caratteristica mangereccia. Lo spazio giovane, il fantomatico pub all’aperto, non esiste più. Anche il campo sportivo di Schiavo non vede più arrivare mandrie di scooter e macchine piene di bellocci o presunti tali. Sull’onda del successo si erano pure muniti di buttafuori, le risse erano all’ordine del giorno. Ora i buttafuori girano sconsolati per i tavoli, sull’auricolare ascoltano radio subasio.

Il dj con i bussi non c’è più, al suo posto un palco dove si esibiscono le cover band del circondario. Per prendere una birra non si fa più la fila, la gente si siede ordinatamente ai tavoli ed ascolta distratta la musica del gruppetto del giorno. Ieri sera erano di scena i motoRino, uno dei mille tributi a Rino Gaetano, lui sì tornato in auge in questo nuovo millennio. L’impegnato distaccato con stile ha soppiantato il villano genuino. Dagli anni ’90 dello schifo innocente, agli anni 2000, quelli dello schifo consapevole. Lo schifo è come la salute: quando c’è lui, c’è tutto.

Annunci

3 commenti

Archiviato in argite, biografologia

3 risposte a “C’è più gente che alla festa a Schiavo

  1. pina

    Ma tu eri uno/a di quei soggetti tronchi che al mattino trovavano stesi per terra addormentati?!?….

    …… ma secondo te, con i controlli che ci sono ora, la polizia dove le metteva tutte le auto che sequestrava???? …INTELLIGENTONE!…..

  2. se steva mejo quanno se steva peggio…

  3. Io ero uno di quei truzzi in motorino… altro che scooter.
    Bei ricordi…
    ma è vero che quest’anno dalla poca gente non c’erano manco più gli sbirri a fa gli alcoli test?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...