Espressioni che mi stanno sul cazzo: com’è?

Ad ogni esame c’è sempre qualche domanda a cui non si riesce a rispondere, regola che non vale per quelli che qualunque cosa gli si chiede la sanno. Gonfi d’invidia, tocca sempre sempre accettare il 25 e complimentarsi con i fenomeni per il 30 e lode appena firmato. Anche per queste grandi menti, però, esiste una domanda a cui non possono rispondere con fermezza. Questa domanda è la terribile “com’è?”

Ogni conoscente incontrato per strada chiede com’è. Non si sa cosa sia a suscitare l’interesse dell’interlocutore, la razza umana porta con sé da sempre il mistero di sapere a cosa si riferisce la domanda. L’ignoto suscita paura, e la paura genera convenzione: quando chiedono “com’è?” si risponde sempre “bene!”. Uno scambio di battute che non ha un senso logico, eppure anche in questo momento milioni di persone staranno domandando “com’è?” e altrettanti milioni risponderanno “bene!” Una variante classica consiste nel sostituire il verbo essere con il verbo andare, la domanda diventa quindi “come va?”, ed in questo caso la risposta “bene!” ha già più senso, se si trascura il fatto che, come in ogni discorso tra conoscenti, si stia parlando del nulla cosmico.

Esempio di storia incentrata sull’espressione “com’è?/come va?”

Marina tornava a casa tutte le sere con l’ultima corsa del 51bis, doveva arrivare fino al capolinea. Dopo la penultima fermata rimaneva sempre da sola, la notte illuminava la periferia fatta di palazzi e piante con cani intorno.

La via si fa più tortuosa, si inerpica su per le colline che dominano la città. L’autista ogni tanto la guarda dallo specchietto retrovisore, il continuo manovrare il volante esalta le sue braccia possenti, che escono dalle maniche corte della camicia blu di ordinanza. Sarà la divisa, sarà il fascino dell’uomo stanco dopo una giornata di lavoro, Marina non riesce mai a non guardare l’autista. Tutte le sere da mesi, senza mai il coraggio di parlargli: c’è pure scritto che non si dovrebbe. Eppure una volta il coraggio lo trova.

Ultime curve prima di casa, c’è traffico e l’autista sbuffa insieme al suo pullman. La strada è stretta ed il volante si fa più duro ad ogni tornante. Marina prende fiato e si butta.

–Com’è?
–Grosso.
–Come va?
–A nafta.

8 commenti

Archiviato in espressioni che mi stanno sul cazzo

8 risposte a “Espressioni che mi stanno sul cazzo: com’è?

  1. Ics

    Sul “com’è?” la risposta “grosso” è grezza ed equivoca. non se capisce. Sei rustico.

  2. Nora

    io lo uso sempre invece, tiè. E i non umbri mi rispondono sempre “com’è che?”

  3. questo è un ammutinamento bello e buono

  4. Eminemz

    la mia risposta solitamente è “un po barzotto e spostato a sinistra”

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