Io non abbandono il cane, anche se non mi chiama mai

Un cane dell'Anas

Essere educati e civili significa sapere cosa non bisogna fare per essere educati e civili. Non cantare a tavola, non buttare le cartacce in terra, e così via. Quando arriva l’estate, ogni santa estate, c’è un ulteriore divieto da tenere bene a mente: non abbandonare gli animali.

Fin da bambini, ogni volta che si accendeva la tv d’estate apparivano sempre decine di spot su animali abbandonati, cani in autostrada legati al guard rail che poi diventavano randagi, quindi licantropi, vampiri e infine zombie. Oggi se dio vuole c’è anche facebook, quindi oltre ai milioni spesi per gli spot in tv ci sono anche le campagne promosse sul web. L’importante è che tutti sappiano che gli animali non si abbandonano, e dopo tutti questi anni sicuramente tutti lo sanno. Entrando in un bar si può facilmente provare:

–un caffè?
–un euro
–il bagno?
–in fondo a destra
–gli animali?
–non si abbandonano.

In estate tutto è permesso, anche le scappatelle da spiaggia stile Jerry Calà, ma in tv continuano a dire che gli animali non si abbandonano. Si può andare in giro con una carrozza trainata da bambini cinesi, al limite si può anche bruciare la casa del vicino per vedere se è fatta di amianto, ma il cane non si deve lasciare in autostrada. Il messaggio è talmente forte da essere stato recepito da chiunque. Nessuno dirà mai: io abbandonerei il mio animale. Anzi, in molti dicono: io amo gli animali, e uno ne ho pure sposato. Non ci sono animali abbandonati in giro, e lungo l’autostrada non si è mai visto un cane legato al guard rail.

Cosa c’è dunque dietro agli spot contro l’abbandono di animali di cui è piena la tv estiva? Le associazioni animaliste dove reperiscono i soldi per comprare spazi pubblicitari sulla tv nazionale? Forse gli spot con i cani abbandonati sono messaggi cifrati, usati dagli alieni per comunicare con i loro compari che si mescolano tra noi? Per trovare gli alieni, basta fare caso a quelli che durante gli spot animalisti prendono appunti? Questo ed altro nella prossima puntata della trasmissione condotta da un fascista pelato che canta canzoni della sua giovinezza, al secolo Enrico Ruggeri.

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