Chi visse scrivendo

Pagati per scrivere. E’ lo slogan dei portali paidtowrite, delle specie di comunità di giornalisti web con in mano anche la gestione dei ricavi sulle inserzioni. Il funzionamento è semplice: ogni giornalista guadagna sulla base della pubblicità visualizzata attraverso la lettura dei suoi articoli. Suona quasi di rivoluzionario, qualcosa di simile è realizzabile solo sul web, e non certo con i canali tradizionali. Ora c’è da vedere se davvero si viene pagati per scrivere.

Caso tradizionale: giovane giornalista di provincia. Scrive un articolo al giorno, pezzi di cronaca locale o pastoni con i comunicati inviati dai politici. Il lavoro gli porta via, quando va bene, mezza giornata. Lo stipendio è, quando va bene, 200 euro al mese.

Caso web 2.0: giovane giornalista di provincia. Scrive quando gli pare, su qualunque cosa gli passi per la testa. Lo fa su paid2write.org, uno dei tanti portali che permettono di “guadagnare scrivendo”:

Paid to Write significa pagato per scrivere, ed è esattamente ciò che ti offre questo sito web: permetterti di guadagnare (anche tanto) scrivendo articoli, guide e recensioni per il nostro portale. Niente più, niente meno.

La stessa cosa si potrebbe fare con un blog personale, inserendovi gli stessi annunci pubblicitari (padi2write utilizza il circuito Adsense di Google), ma questa possibilità è fortemente sconsigliata dagli amministratori del portale:

E vabbè, tante grazie, ma allora mi faccio un sito (o un blog) da solo!
Bravo! Fallo pure (te lo consigliamo, è una cosa molto divertente)!
però… tieni ben conto che:
Innanzitutto – per guadagnarci – devi non solo saperlo fare (non tutti ne sono capaci), ma devi anche saperlo fare molto ma molto bene (e qui, davvero pochissimi ne sono capaci).
Paid To Write è un sito professionale fatto da professionisti in posizionamento nei motori di ricerca e web marketing che vanta un numero di visitatori degno di un grande portale web. È per questo che i tuoi articoli ed annunci avranno una visibilità nettamente superiore ad un qualsiasi sito/blog/forum amatoriale con il quale guadagneresti cifre ridicole, anche dopo anni.

A differenza del caso tradizionale, qui non ci sono stipendi fissi a fine mese, per calcolare i possibili introiti ci vuole un po’ di statistica. Il concetto base è: più l’articolo viene letto, più si guadagna. Dalla visione, per monetizzare, bisogna passare al click sull’annuncio, e qui interviene il CTR (Click-Trough Rate), cioè la percentuale di lettori che dopo aver visto la pubblicità, ci cliccano sopra. Anche qui un calcolo preciso è difficile, ma per semplificare si può assumere che il CTR medio sia del 2%, che è un dato abbastanza realistico. Il valore si prende in media perché il numero dei click sugli annunci dipende da tanti fattori, a partire dal target dei lettori (i più “svegli” cliccano meno, per questo gli articoli che monetizzano meglio sono quelli di gossip) fino ai dettagli grafici della pagina.

Vediamo dunque quanto è possibile guadagnare scrivendo per i portali di paid to write. In primis servono dati sulle visite totali del portale. Osservando i principali servizi italiani si possono considerare, facendo una stima ottimistica, 2400 visite giornaliere. (Dati ottenuti da http://bizinformation.org/it/)

Supponendo che la distribuzione di queste visite sia normale, concentrandosi sulla top ten di articoli avremo che il 68% delle visite riguarda i dieci articoli più letti. La stima del guadagno di uno scrittore la faremo ipotizzando che uno dei suoi articoli sia ogni giorno nella top ten.

Avremo quindi:

2400 visite giornaliere * 0.68 = 1632 visite per gli articoli nella top ten

Immaginando di avere ogni giorno un articolo nella top ten, le visite mensili sarebbero 4896 (163,2 visite giornaliere * 30), con un guadagno di: 4896*2%*0.2€ = 15€ al mese

Tra la carta tradizionale e il web innovativo, insomma, vince ancora la carta. Resta comunque una battaglia tra poveracci.

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