Italia Burlusconi Mafia Pasta

Alya, la lady Gaga di Slovenia

Essere italiani è molto più bello quando si è all’estero. Di fronte ad un piatto di ravioli scotti, ordinato dopo dieci giorni di astinenza da pasta, ci si sente tutti uniti dietro quel tricolore che sventola ai mondiali e si adagia sulle tombe dei soldati. L’Italia delle discariche a cielo aperto e del cemento selvaggio è vicina solo quando è lontana, quando sei in un paese dove tutti riciclano i rifiuti e gli ecomostri non esistono.

Ex-jugoslavia, ai confini con l’Ungheria. Ogni italiano ha di queste terre la stessa idea: comunismo, dittatura, povertà, disperazione, un mondo un bianco e nero tendente al grigio. I giovani del posto non sono dello stesso avviso, però. Parlano tutti inglese senza problemi, e si stupiscono nel sentire degli italiani in grado di rispondergli in inglese. Ti raccontano della jugoslavia di Tito come di un paese in cui gli sloveni lavoravano, serbi e bosniaci facevano i parassiti e i croati erano una via di mezzo. Dove l’informazione e la propaganda dicevano che tutto era splendido, che potevi avere quello che volevi, anche se nella realtà non era così. Sembra quasi l’italia di oggi, se non fosse che gli sloveni avranno pure sostenuto l’economia, ma nello sport facevano cacare, mentre in padania, a Brescia, è cresciuto Balotelli. In Jugoslavia un Balotelli non l’hanno mai visto neanche ai tempi di Milan Rapajc.

Essere italiani è meno triste quando si è ad un concerto di Alya. Nana bionda, dal trucco pesante, body e calze a rete come Sabrina Salerno con in più della cellulite ben visibile dalla prima fila. Canta in playback con vicino un chitarrista alto due metri con la faccia da tonto, anche lui suonante in playback. A grandi successi come Brazil, affianca ballate malinconiche come AveŠ, per l’occasione rifatta in versione acustica, con lei sopra uno sgabello rubato ad una scuola materna e il chitarrista da una parte in penombra. Le bambine sono letteralmente impazzite per questa lady Gaga di Slovenia, e la voglia di conoscere nuovi paesi porta ad essere lì, in prima fila. Con le bambine a cantare “Pleši zdaj ko se dani Bolje tu kot sam doma”, tutte le voci insieme, l’unica pecca è non potere raccontare al ritorno tutto ciò. Perché le campagne intorno Murska Sobota non sono in Sardegna, non sono in Corsica, non sono a Mikonos, non sono a Sharm el Sheik, non sono in Sicilia. Raccontare posti diversi, in Agosto, significa essere sfigati cronici.

Essere italiani, non più all’estero, è meno affascinante. Non ci sono più neanche i soldi per fare il fantacalcio, bisogna appoggiarsi alla Unicredit se si vuole comprare Milito. Alle sei di mattina la strada provinciale è piena di signori in tenuta da jogging, corrono in mezzo alla strada, in senso contrario, perché non hanno altri spazi. Nei paesi del comunismo-morte-disperazione, come la Slovenia, ogni strada provinciale ha la sua pista ciclabile. Schivano le buche per salvare le caviglie, pensando già alla giornata in ufficio e a cosa fare la sera. Probabilmente cena alla sagra. Sventurata è la terra che ha bisogno di jogging alle sei di mattina.

5 commenti

Archiviato in argite, il gatto Silvio, salami in vetrina

5 risposte a “Italia Burlusconi Mafia Pasta

  1. gloria

    il jogging alle sei di mattina è perchè si soffre di ipertensione.
    viva la slovenia se tutti a tutte le età hanno 70-120 mmHg

  2. Ma quanto costa un mmHg di porchetta?

  3. Eminemz

    Stai bene? Ti sei confuso? Guarda che sul titolo hai scritto 2 volte la stessa cosa, anche se hai usato un sinonimo…

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