Archivi del mese: settembre 2010

Finchè morte non vi separi dai matrimoni


"come va? Tutto bene?" "sì sì, però sti du mosconi me guardano le tette"

I nostri padri, i nostri nonni, non avevano una gran quantità di mezzi di comunicazione. Le poche notizie arrivavano dalla tv, dalla radio, dai giornali o per posta. E per posta arrivavano di solito le peggiori, compresa la cartolina di richiamo al militare. Quando arrivava quella, iniziava di lì a breve un anno della propria giovinezza da buttare via in nome di una stupida usanza di quei tempi. Oggi abbiamo molte più fonti di informazioni, ma le sciagure continuano ad arrivare sempre per posta tradizionale. Il militare non si fa più, il mondo è però riuscito a creare qualcosa di simile, una precettazione coatta a cui andare vestiti in uniformi ridicole: i matrimoni.

Quando arriva una busta dalla forma non tradizionale, in genere le fanno a rombo o parallelogramma (i più ricchi cercano di fare un poligono a lati infiniti), significa che la sciagura è imminente. Un colore improbabile e una foto di un bambino con un guscio in testa come calimero, carattere arzigogolato che sembra si sposi la regina vittoria: sei stato invitato ad un matrimonio. La lettera arriva con mesi di anticipo, in modo da far consumare lentamente il tuo fegato al pensiero di dover andare, quella domenica, a quel matrimonio. Continua a leggere

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Il fango da bere

Procedimento termale per creare una statua

Il tg2 costume e società non serve solo a parlare di social network sul calcetto, con immagini di una partita tipo quella sulla death valley in Vacanze in America, ma anche a delineare come va il mondo. Per fare questo, basta parlare di cosa fanno i milanesi, o comunque la gente di derivazione milanese. Questa ampia fetta di popolazione ci fa vedere come saremo noi normali tra qualche anno, quando i milanesi staranno già cercando altri metodi per soffrire pagando di più.

L’edizione odierna di Costume e società parlava delle Terme di Milano, e dei centri benessere che stanno aprendo in serie, tutti lì a Milano. Non è certo un posto termale, a meno che non si considerano benefiche le acque del Seveso che scorrono sotto la città, eppure il 17,8% dei centri benessere italiani sono a Milano. Su questo dato sono stati intervistati anche alcuni passanti, che prima di rispondere “e bè ma a Milano ci si stressa molto di più” hanno espresso sdegno verso la casa di Montecarlo. Continua a leggere

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Archiviato in argite, io me piasse ncolpo

Via col Mac

Io e il mio ibook, visti dal socci

Passare da windows al Mac è una liberazione, passare da un Mac ad un altro Mac è una sofferenza. Cinque anni fa prendevo possesso di quel fiammante ibook bianco che mi ha accompagnato durante una delle fasi della vita più importanti: il passaggio al web 2.0. Era il mio primo mac, prima di allora ero cresciuto a pane e windows. Abbandonare il sistema di Gugliemo Cancelli e passare alla mela fu una svolta epocale, addio schermate blu, errori strambi, riavviare per risolvere, formattare, antivirus, niente più tribboli. E poi arrivò Final Cut, la El Por Nardon: con il mio vecchio ibook ho montato Perugia Superski, se lo metto all’asta vale una fortuna. Il mio ibook ha vissuto l’epopea di Casapiddu, popolata solo da utenti Mac, tranne il Mangi che era spurio ed infatti si è unito dopo un anno di purgatorio con il sommo. Quanti compilatori, librerie, codici, errori madornali, bestemmie, quel piccolo portatile bianco ne ha viste di tutti i colori. Lo schermo si è allentato ed è prossimo a smontarsi, i tasti sono sporchi di fango, sul lato sinistro ha una bozza, causata da una pallonata presa durante gli europei di volley del 2008, mentre seguivo una partita a bordo campo. Nonostante tutti questi anni di guerra, il prode ibook ancora va, cavallo bianco che mi ha reso un Napoleone degli anni duemile.

Ora è arrivato il tempo di lasciare il passo, di smettere di correre e pensare solo a procreare, proprio come fu per  Varenne. In famiglia è arrivato un nuovo macbook pro, bello da togliere il fiato. Schermo luminoso a led, una scheggia da utilizzare. Non è facile, però, staccarsi dal vecchio ibook, dalle vecchie abitudini. Adesso ce li ho aperti entrambi sulla scrivania, e li uso in parallelo. Gli scrittori per trentenni oggi usano spesso l’espressione “voltare pagina”, per indicare “cambiamenti di vita”. In genere accadono quando il trentenne impiegato lascia il lavoro e la ragazza di sempre, oppure quando la coppietta decide di sposarsi, avere figli, comprare case (non a montecarlo). Tutti avvenimenti trascurabili, rispetto al cambiare computer. Spegnere il vecchio ibook significa fermare per un attimo il flusso del tempo, per guardare giù e vedere quanto è alto il castello di cazzate che mi sono costruito.

Addio piccolo portatile bianco.

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Facebuio

Si può stare senza acqua, senza luce, senza gas, senza andare di corpo per tre giorni, ma non si può stare senza Facebook. In queste ore la nostra piazza preferita è inaccessibile. Che fine avrà fatto? Solo una caduta dei server dns della mia zona? Un attacco hacker come quello subito ieri da twitter?

Aspettiamo risposte da Mark Zuckenberg, richiamato d’urgenza in ufficio mentre mangiava una pizza insieme ad una ex compagna di classe ritrovata grazie ai miliardi fatti con Facebook.

Update: la notizia è confermata, Facebook è offline da oltre un’ora, si vocifera su forum e blog di qualche non precisato malfunzionamento (notizia rimbalzata da sky). Sicuramente c’è di mezzo qualcuno di Milano.

Update 2: ore 21, Facebook riparte. Ora posso consultarlo mentre vado al bagno a smaltire la tensione.

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La Spalmatrice di Crucconia

“Non sembri un italiano!” Oggi come oggi va preso come un complimento, fortuna vuole che non ho neanche uno straccio di retina display (in dotazione su ipad e iphone4) per sfogliare qualche giornale italiano, perciò l’italia mi sembra un posto lontano, tipo la new york di Friends. Il bello è che non c’è sceneggiatura, eppure i personaggi non perdono mai di interesse. I paesi della crucconia unita, invece, restano il più grande mistero grottesco dell’umanità.

La crucconia è un paese esteso, va dalla germania, alla russia, fino ai balcani. Tutti popoli che sono stati sotto a regimi sanguinari e crudeli, a volte anche eleggendo democraticamente il tiranno. L’ovvio per loro è ignoto. Se per evitare un camion di traverso sulla carreggiata bisogna salire con una ruota sul marciapiede, il crucco va in stallo. Sa che non può salire sul marciapiede, sa che non può passare attraverso il camion, perciò si ferma. Un’ora, due, una vita. Durante l’attesa mangia, sempre. La bocca di un cruccone non è mai vuota. La questione cibo delina in pieno la caratteristica di crucchità. Vengono in Italia e mangiano anche il semolino ululando di piacere, adorano la pizza, i maccheroni, i ravioli, il prosciutto. Amano il cibo italiano sopra ogni cosa, ma a nessuno di loro è ancora venuto in mente che si può fare. Che si può far bollire l’acqua, tenerci la pasta per meno di 45 minuti, far soffrigere un po’ di cipolla e pancetta, aggiungerci conserva di pomodoro non dolce come il ketchup. Continua a leggere

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Il compagno di Kallon

Lo stupore di Ventola dopo aver vinto le elezioni

Nichi Ventola era un attaccante dell’Inter di Hector Cuper, una squadra fondata sui terzini più improbabili, il catenaccio e le vittorie in sofferenza. Nello stesso periodo, in parlamento, Rifondazione Comunista aveva un parlamentare il cui nome stuzzicava la mia curiosità: Nichi Vendola. La legge elettorale è cambiata, l’Inter pure, ed oggi in parlamento non abbiamo certo un Milito deputato comunista.

Il politico dall’omonimia nerazzurra è andato avanti con la sua carriera, ora è presidente della regione Puglia dopo aver vinto le elezioni sbaragliando Berlusconi e D’Alema, alleati contro di lui.  Ora che il ritorno alle urne non sembrano così lontano, il nome di Vendola si fa strada tra i possibili candidati del centrosinistra. A dire il vero, per adesso Vendola è l’unico candidato leader del centrosinistra, nessun altro si è ancora proposto. Forse Marcello Lippi, proposto da D’Alema in quanto somiglia a Casini nella capigliatura. Continua a leggere

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