La Spalmatrice di Crucconia

“Non sembri un italiano!” Oggi come oggi va preso come un complimento, fortuna vuole che non ho neanche uno straccio di retina display (in dotazione su ipad e iphone4) per sfogliare qualche giornale italiano, perciò l’italia mi sembra un posto lontano, tipo la new york di Friends. Il bello è che non c’è sceneggiatura, eppure i personaggi non perdono mai di interesse. I paesi della crucconia unita, invece, restano il più grande mistero grottesco dell’umanità.

La crucconia è un paese esteso, va dalla germania, alla russia, fino ai balcani. Tutti popoli che sono stati sotto a regimi sanguinari e crudeli, a volte anche eleggendo democraticamente il tiranno. L’ovvio per loro è ignoto. Se per evitare un camion di traverso sulla carreggiata bisogna salire con una ruota sul marciapiede, il crucco va in stallo. Sa che non può salire sul marciapiede, sa che non può passare attraverso il camion, perciò si ferma. Un’ora, due, una vita. Durante l’attesa mangia, sempre. La bocca di un cruccone non è mai vuota. La questione cibo delina in pieno la caratteristica di crucchità. Vengono in Italia e mangiano anche il semolino ululando di piacere, adorano la pizza, i maccheroni, i ravioli, il prosciutto. Amano il cibo italiano sopra ogni cosa, ma a nessuno di loro è ancora venuto in mente che si può fare. Che si può far bollire l’acqua, tenerci la pasta per meno di 45 minuti, far soffrigere un po’ di cipolla e pancetta, aggiungerci conserva di pomodoro non dolce come il ketchup.

L’esperienza di andare a cena, da italiani, a casa di hostess crucche balcane è materiale per antropologi. Quattro hostess in appartamento, le chiameremo Anja,Jozica,Petra e La Spalmatrice. Palazzina di nuova realizzazione, ancora invenduta, rifiniture di pacca stile case al mare di Marotta. In casa si entra senza scarpe, ma questo non tutti lo sanno. Noi non lo sapevamo, ma le nostre amiche ci invitano a girare scalzi come fosse cosa naturale. “Magari il parquet listone ikea nasconde un impianto di riscaldamento a pavimento, per questo girare scalzi è piacevole”, questo il pensiero buono. Niente di tutto ciò, legno freddo, e sporco. Andare senza scarpe è un rispetto per la casa, dicono, così non la si sporca. Non sembra una scusa valida per non pulire, ma sono pure le nove di sera e c’è una amatriciana da fare a ste crucche. L’accordo era: per l’amor di ddio non toccate niente che noi è da 10 giorni che non vediamo un piatto di pasta. Ingredienti provvisti dalle hostess: capellini barilla (500 grammi per 7 persone), passata dolce di pomodoro. La pancetta per fortuna l’abbiamo portata noi. Il cucinino Ikea si presta male a fare ogni cosa, i fornelli sono gestiti da una interfaccia futuristica, nove regolazioni per fornello azionabili tramite i tasti “più” e “meno”. Per spegnere un fornello a fuoco massimo bisogna premere nove volte “meno”, pensato dagli svedesi appositamente per bruciare il sugo.

Mentre cuciniamo da machi italici, le nostre amiche non ci calcolano nemmeno, intente a guardare un talent show balcanico con ragazze che devono diventare modelle. La pasta è pronta, niente tavolo apparecchiato, le donne mangiano sedute tenendo il piatto in mano e gli occhi sulla tv. Noi ci ricaviamo un piccolo angolo su un tavolino nero, di quelli con le sedie ikea a schienale alto che sanno di lager. Sette bocche, 500 grammi di capellini: ai due ultimi ad essere serviti, noi, rimane neanche un etto da dividersi, perché tutte le donne hanno detto: “io ne mangio pochissima di solito”, per poi riempirsi comunque il piatto. Fortuna vuole che ci siamo portati dietro un salamino di cervo, da divorare con furia insieme al solito pessimo pane nero dei balcani.

L’ospitalità delle hostess tocca il punto massimo quando, cambiando canale, si imbattono su raiuno, c’è Miss Italia. “No, gira, sennò questi non se ne vanno!”, dice la padrona di casa, Anja, alla Spalmatrice intenta a manovrare il telecomando. Ci avviamo verso la porta dunque, non è molto tardi e forse riusciamo a trovare un bar aperto per mangiare qualcosa. La padrona di casa, nel salutarci insieme alle altre, ci ricorda che avrebbe speso sette euro per pasta, pomodoro e parmigiano. Oltre ad essere stati invitati ed aver cucinato, paghiamo anche. Tutto purché fuggire da quell’incubo.

La crucconia è una terra desolata, piena di gente negata a fare qualsiasi cosa. I cinesi la piegheranno in due. Volendo la si potrebbe conquistare con poco, purtroppo in italia non abbiamo tempo, che adesso ci sono troppe rogne da risolvere. Ad esempio ci sono dei crucchi esiliati da generazioni, i leghisti, che imperversano seminando la loro idiozia. Dovremmo fare una bella nave carica di terroni e leghisti, e mandarli tutti crucconia. Per evitare possibili polemiche, specifico che i terroni sono gli abitanti a sud di Ammeto.

6 commenti

Archiviato in argite, biografologia, salami in vetrina

6 risposte a “La Spalmatrice di Crucconia

  1. gloria

    hai voluto la pasta?fattela e magnetela!

  2. Eminemz

    Allora… ripeto! Le crucche son buone solo per una cosa!

  3. Sull’ultima frase della Peola, mi permetto di dissentire

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