Via col Mac

Io e il mio ibook, visti dal socci

Passare da windows al Mac è una liberazione, passare da un Mac ad un altro Mac è una sofferenza. Cinque anni fa prendevo possesso di quel fiammante ibook bianco che mi ha accompagnato durante una delle fasi della vita più importanti: il passaggio al web 2.0. Era il mio primo mac, prima di allora ero cresciuto a pane e windows. Abbandonare il sistema di Gugliemo Cancelli e passare alla mela fu una svolta epocale, addio schermate blu, errori strambi, riavviare per risolvere, formattare, antivirus, niente più tribboli. E poi arrivò Final Cut, la El Por Nardon: con il mio vecchio ibook ho montato Perugia Superski, se lo metto all’asta vale una fortuna. Il mio ibook ha vissuto l’epopea di Casapiddu, popolata solo da utenti Mac, tranne il Mangi che era spurio ed infatti si è unito dopo un anno di purgatorio con il sommo. Quanti compilatori, librerie, codici, errori madornali, bestemmie, quel piccolo portatile bianco ne ha viste di tutti i colori. Lo schermo si è allentato ed è prossimo a smontarsi, i tasti sono sporchi di fango, sul lato sinistro ha una bozza, causata da una pallonata presa durante gli europei di volley del 2008, mentre seguivo una partita a bordo campo. Nonostante tutti questi anni di guerra, il prode ibook ancora va, cavallo bianco che mi ha reso un Napoleone degli anni duemile.

Ora è arrivato il tempo di lasciare il passo, di smettere di correre e pensare solo a procreare, proprio come fu per  Varenne. In famiglia è arrivato un nuovo macbook pro, bello da togliere il fiato. Schermo luminoso a led, una scheggia da utilizzare. Non è facile, però, staccarsi dal vecchio ibook, dalle vecchie abitudini. Adesso ce li ho aperti entrambi sulla scrivania, e li uso in parallelo. Gli scrittori per trentenni oggi usano spesso l’espressione “voltare pagina”, per indicare “cambiamenti di vita”. In genere accadono quando il trentenne impiegato lascia il lavoro e la ragazza di sempre, oppure quando la coppietta decide di sposarsi, avere figli, comprare case (non a montecarlo). Tutti avvenimenti trascurabili, rispetto al cambiare computer. Spegnere il vecchio ibook significa fermare per un attimo il flusso del tempo, per guardare giù e vedere quanto è alto il castello di cazzate che mi sono costruito.

Addio piccolo portatile bianco.

6 commenti

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6 risposte a “Via col Mac

  1. Commovente, ma mi fa piangere di più spendere 999 euro per un notebook potente quanto Acer che ne costa 350.

    Bibliografia consigliata: iStograncazzo

  2. parla per te, pezzente. Quel rivendo andava inteso come potrei rivendere, il mio piccolo portatile bianco non si tocca.

  3. Marco

    Sempre chiesto perché spendere il doppio e ritrovarsi con qualcosa che va la metà….😐
    Il sentirsi fighi per avere una mela sul pc evidentemente non ha prezzo.

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