Il fango da bere

Procedimento termale per creare una statua

Il tg2 costume e società non serve solo a parlare di social network sul calcetto, con immagini di una partita tipo quella sulla death valley in Vacanze in America, ma anche a delineare come va il mondo. Per fare questo, basta parlare di cosa fanno i milanesi, o comunque la gente di derivazione milanese. Questa ampia fetta di popolazione ci fa vedere come saremo noi normali tra qualche anno, quando i milanesi staranno già cercando altri metodi per soffrire pagando di più.

L’edizione odierna di Costume e società parlava delle Terme di Milano, e dei centri benessere che stanno aprendo in serie, tutti lì a Milano. Non è certo un posto termale, a meno che non si considerano benefiche le acque del Seveso che scorrono sotto la città, eppure il 17,8% dei centri benessere italiani sono a Milano. Su questo dato sono stati intervistati anche alcuni passanti, che prima di rispondere “e bè ma a Milano ci si stressa molto di più” hanno espresso sdegno verso la casa di Montecarlo.

Il successo delle terme non si ferma solo a Milano, ma è un fenomeno che riguarda tutta la penisola, e non solo. Una impiegata crucca, responsabile dei rapporti con il turismo italiano di una stazione termale sperduta tra le prealpi crucche, mi parlava di come gli italiani fossero i clienti più numerosi. Questo boom non può che essere guidato dai milanesi, quel popolo che sa spostarsi solo se si profila l’ipotesi di stare in coda almeno trenta minuti. Quelli che per andare a lavoro viaggiano un’ora, cambiando tre mezzi di locomozione, perché il lavoro, chissà perché, è sempre a distanze siderali dalla propria casa. Solo Ronaldo riuscì a prendere casa vicino San Siro. I milanesi scelgono la moda, e la moda è il valore più presente in una sequenza. Tradotto in locali, il locale fashion è quello dove non ci si entra, ci vogliono 6 km a piedi per parcheggiare e quaranta minuti di coda per entrare.

Il milanese, dopo una settimana di lavoro diurno e locali fashion notturni, arriva al sabato che non ce la fa più. Occhi pallati, alito pesante, spossatezza diffusa. La nuova moda, però, corre in suo soccorso e gli trova da fare anche per il week-end. Dopo aver cercato sul dizionario il significato di “spossato”, che si dice spesso ma esattamente nessuno sa cosa voglia dire di preciso, il milanese parte per andare alle terme. Un sabato sera diverso dal solito insomma. E via, tutti in tangenziale, due ore per fare 45 km ed eccoli pronti, accappatoio e ciabattine di spugna, a lessarsi le chiappe in piscina, poi il fango, il massaggio e a casa.

Le terme e i milanesi ci mostrano la soluzione alla vita frenetica di questa epoca fatta di consumi. Il mondo si regge sul vendere, bisogna vendere tutto, a tutti, a tutte le ore. Per fare questo bisogna convincere tutti a consumare, di tutto. Per poterci guadagnare bisogna lavorare a tutte le ore, guadagnare significa accumulare capitali per mantenere un gippone. Lavorare a questi ritmi, però, è faticoso. Soprattutto perché, per mantenere il gippone, bisogna risparmiare dappertutto, quindi ecco la parolina magica: produttività. Il dipendente arriva a fine settimana distrutto, la produttività cala, ed ecco che arrivano le terme. Il dipendente si rigenera, e la giostra riparte.

In pratica succede che il padrone prima ti fa lavorare nella sua azienda, e poi ti fa rilassare nelle sue terme. Secca dirlo, ma il padrone a volte è proprio furbo.

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Archiviato in argite, io me piasse ncolpo

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