“Google parassita” dice il paraculo

Le persone per bene, nel 2010, leggono la Repubblica e l’Espresso. Poi, a seconda delle preferenze, leggeranno anche altro, ma i due punti saldi rimangono quei due. Repubblica.it domina sul web, l’Espresso è stato il primo ad essere disponibile su Ipad, roba per gente brillante,dalla mente aperta, c’è differenza con i vecchi tromboni che quando va bene guardano il tg5.

Il gruppo l’Espresso, però, è in mano ad uno chiamato “L’Ingegnere”, tal De Benedetti. Dopo le dichiarazioni di oggi, rilasciate durante un convegno in materia di telecomunicazioni, si capisce il perché questo magnate dell’editoria viene chiamato anteponendo il titolo rilasciato agli operai specializzati in studio di manuali a memoria. “Google è un parassita.” Secondo l’Ing., Google camperebbe alle spalle di chi produce contenuti, vendendo pubblicità senza però produrre contenuti. Repubblica.it non contiene certo la pubblicità di google, eppure da quel motore di ricerca arriveranno su repubblica milioni di visitatori. Questi milioni di visitatori guarderanno le pubblicità dell’Ing. De Benedetti, permettendogli di pagare ogni anno l’iscrizione all’albo degli ingegneri, e magari anche di togliersi qualche sfizio. Una pizza il sabato, un cinemino.

La storia di Google la conoscono tutti, un impero partito da due ricercatori, due matematici tra i più importanti al mondo. La forza di google è l’essere stato progettato pensando alla sua utilità e non solo per generare profitto. A differenza dell’Ing. De bendetti, i due di google non venivano da famiglia benestante, condizione che in Italia ti permette di diventare quello che vuoi. Astronauta, ministro, ingegnere. Con un po’ di talento ed una famiglia ricca, arrivi in cima alla società. Con un po’ di impudenza si può fare anche il primo ministro, l’importante è partire con la grana, altrimenti kaine (nisba in tedesco, ndr). Sergey Page e Larry Brin, partiti da un’idea, hanno costruito un colosso in grado di fagocitare l’Espresso pagando in monete da un dollaro. Però google resta un parassita, perché sta rubando qualche spiccioletto all’Ing. De Benedetti, mentre lui al massimo ha solo rubato soldi ai cittadini italiani:

Nel 1993, durante l’inchiesta Mani Pulite Carlo De Benedetti viene arrestato e ammete di aver pagato tangenti per 10 miliardi di lire alle Poste Italiane al fine di ottenere ordinazioni per computer e telescriventi obsolete. Nel maggio dello stesso anno viene ufficialmente messo sotto investigazione, ma De Benedetti non sarà mai processato per scadenza dei termini di prescrizione

In Italia vedremo nascere tanti altri piccoli Ing., e nessun fondatore di google.

4 commenti

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4 risposte a ““Google parassita” dice il paraculo

  1. Non posso cavarmela solo con “vaffanculo”, vero?

  2. dio

    sergey brin e larry page, e non sono matematici, ma informatici, per il resto hai ragione in pieno

  3. Maximilian

    Questa mi era sfuggita, complimenti! Infatti sono anni che mi arrovello su un dubbio: Repubblica vuole sempre sembrare “avanti”, ma sono anni che attacca Google: Google non rispetta la privacy, Editori contro Google, Facebook supera Google, Google al tramonto? etc. etc. Ora scopro il perchè.

    Google parassita? Non penso ricevano soldi dallo stato per l’editoria…

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