Ruspino Tam Tam

 

Una foto piccola di Chiacchieroni apparsa su il Tam Tam. Ma proprio piccola, quasi francobollo.

 

Tornare a casa, prendersi un momento di relax. Abitando in piena media valle del Tevere, tutto questo significa leggere il Tam Tam, ovvero l’organo ufficiale di Gianfranco Chiacchieroni, il nostro amato e mai dimenticato Bucciottino. Sull’ultimo numero si legge di crisi edilizia, dopo anni passati a tirare cemento ovunque in Umbria il mercato delle case è fermo. Niente palazzi, palazzine, villette a schiera, capannoni, centri commerciali. La pacchia è finita, andate in pace.

La ruota però non si può fermare, e alle regionali di qualche mese fa i palazzinari umbri hanno sostenuto in massa il loro beniamino, promuovendolo a consigliere regionale. Ora, per ringraziarli, Ruspino sta cercando di inventarsi qualcosa per far ripartire l’economia edile. Di regolare il mercato, o capire come permettere anche a chi non è già miliardario di poter comprare casa non se ne parla. Perché non buttare là un nome inglese, evitando magari new town perché lo usa Berlusconi, e far lavorare i palazzinari con soldi pubblici? Detto fatto, ecco le Dream City: progetto di riqualificazione dei quartieri senza pregio architettonico, in pratica rimettere a posto tutto lo schifo costruito in anni di edilizia selvaggia, promossa a suo tempo dallo stesso Ruspino. L’iniziativa di Chiacchieroni ha subito avuto pieno appoggio dal Pdl umbro. Berlusconi oggi ha detto: “ho sottratto l’italia alle forze illiberali”. La solita boutade, ma per non prestargli il fianco sarebbe meglio evitare di candidare Bucciottino come prossimo premier.

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3 commenti

Archiviato in argite, il gatto Silvio

3 risposte a “Ruspino Tam Tam

  1. RPMN

    Dice che in questo progetto intendano usare la merda dei maiali al posto del cemento, sarebbe il modo per unire le due lobby che hanno appoggiato bucciottino, maialari e costruttori!

  2. Maialari forevva, ne parlavo giusto un mesetto fa con un persona di cui non posso fare il nome (Lupattelli Marco).

  3. Quando qualche pazzo diceva di “ricostruire” la vecchia scuola B.Moneta lo prendevano per matto. Il bocciuttiname diceva: “Bisogna fare il polo unico, eccazzivari…”(struttura che dopo un mese dall’utilizzo cadeva a pezzi: fatta col cartongesso).
    Solo un esempio su tanti. Roba da matti.

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