Hot autunno con llaria d’amico

"Cambiate questo mondo e mi avrete nuda"

Non c’è stato il tempo di finire di parlare della ragazzina uccisa (forse) dallo zio, che gli argomenti caldi sono già diventati altri. In tv Santoro non ce lo vogliono, mentre Ilaria D’Amico sì, sebbene la bella mora sia stata, ieri sera, a tratti più santoriana dell’originale. In una puntata in cui si parlava delle Pomigliano d’Italia, di lavoratori e diritti, non ha risparmiato ai vari Cota, donnina impacciata di Confindustria e professore matto di diritto del lavoro, domande incalzanti su un temi ormai non più difendibili. Nel frattempo oggi gli universitari si mobilitano, ancora, contro il caos fatto dalla Gelmini, e sabato i metalmeccanici della Fiom saranno in piazza a manifestare contro il modello Pomigliano D’Arco, che sintetizzato sarebbe: se vuoi lavorare devi fare come dico io.

Il patto di Pomigliano non fa altro che formalizzare una pratica comune, messa in atto da anni, mentre nei talk show come quelli di ieri sera, i vari leghisti di turno parlavano per ore usando la parola “concreto” ogni 15 secondi. Stiamo facendo cose concrete. Parliamo di cose concrete. Lo dimostro in maniera concreta. Mentre i professori di diritto del lavoro, oh ce ne fosse uno di sinistra, giurano fedeltà eterna all’innovazione del mercato, perché altrimenti arriva la cina e ci lascia via. Dall’altra parte ci sono di solito sindacalisti affaticati da anni di voce sprecata, esponenti di sinistra, centrosinistra, insomma quella roba lì, che si reinventano le parole ogni mese, constatando la loro inefficacia. C’è il disagio, c’è il malcontento, c’è tutto ciò che serve per tentare di cambiare qualcosa, ma finisce che i consensi li raccatta la lega perché lo spauracchio dei comunisti, servito in salse aggiornate ai tempi, funziona sempre.

Il massimo della protesta visto in questi giorni, in questi anni, sono uova tirate su qualche sede periferica della Cisl, scritte sui palazzi di Confindustria, manifestazioni, bellissime e partecipate. Al primo sassetto sollevato da un passante si grida al terrorismo rosso, e finisce lì. L’unica speranza di far cadere un governo assurdo è riposta in un ex fascista, uno che non ha certo in programma di pestare i piedi all’economia attuale. Possibilità di avere un prossimo governo in grado di mettere a posto l’economia, di riequilibrarla, non ce ne sono. A meno di buttare via la morale, la filosofia, ed essere subdoli: non violenti ma cattivi.

Questa società è una giungla, risultato di un lungo e certosino lavoro iniziato negli anni ’80, quando ormai il Pci non aveva più senso, né forza, quando morto il comunismo ha stravinto il consumismo. In questa giungla, dove ognuno è solo contro una serie di nemici mica da ridere, non c’è più tempo per chiedere democrazia, regole, buonsenso. Combattere con le manifestazioni serve a poco, adesso si vince con le campagne mediatiche. Si vince tirandosi dietro un popolo di solitari, di gente  isolata non può che sognare di avere la propria villetta e il proprio Suv come il padroncino che gli concede, bontà sua, il lavoro. Di sei mesi in sei mesi, perché la crisi, il rischio, il futuro, la Cina, eh ragazzi dobbiamo tirare la cinghia.

Per rivoltare questa economia non basta la democrazia, per scardinare un sistema che ormai funziona come la malavita bisogna trovare la chiave per riunire un paese intero. E questa chiave si chiama invidia, un sentimento ignobile ma necessario. La sinistra, il centrosinistra, o qualunque diavolo di nome abbia, ha il sacrosanto dovere di mostrare a questo paese come sia sbilanciato. E non con le manifestazioni, ma con l’informazione. Raccontando le storie, facendo i conti in tasca a tutti, instillando odio verso chi sta sfruttando ad arte una situazione gestita distribuendo benessere col contagocce. Non ci sono altre vie d’uscita, non ci sono lotte di classe, coscienze di popolo. Non c’è coscienza quando la cultura e l’istruzione sono smantellati, non c’è lotta di classe quando dopo dieci ore di lavoro, o dieci ore passate a cercarlo, si torna a casa sfiniti. Per rompere questo mondo, bisogna far capire a tutti come funziona. Non sarà una passeggiata, ma vale la pena provare. Non c’è niente da perdere, tranne le elezioni.

Questa sera Santoro promette di far male, speriamo non sbagli bersaglio. Sabato la Fiom sarà in piazza, insieme a tanta altra gente. I ricercatori continuano nella loro protesta, pacifica e più che giustificata. Però contro il mondo di Silvio, colui che scese in campo, non basta scendere in piazza. Bisogna scendere al suo livello.

5 commenti

Archiviato in argite, giornalismi d'antan, il gatto Silvio

5 risposte a “Hot autunno con llaria d’amico

  1. andreaach

    Sei il mio idolo…..

  2. fedesan

    ottimo…. poi, sul più bello, troverai un lavoro da 12 ore al girno e non avrai più tempo di informare nessuno.
    almeno questo è l’obiettivo dei capoccia.
    allora?
    reddito d’esistenza i primi tre anni dopo la scuola (da 18 a 21 per i diplomati, dalla laurea ai 30 anni per i laureati e se te laurei a trent’anni pazienza..) e ammortizzatori sociali per chiunque perda il lavoro almeno per un anno.
    altrimenti siamo tutti costretti a implodere nelle nostre vite private e a non disturbare i marchionni di merda di turno!
    vedi…. mio fijo è poco sensibile a queste tematiche e preferirebbe mangiare a pranzo e cena e la piccola arpia che sta per arrivare (fimm’na!!!!!) sarà della stessa opinione e, di conseguenza, dopo che la gelmini c’ha sfrattato dalle cattedre, questi sono i primi 5 minuti in cui sono stato libero di ‘partecipare’ (‘fanculo santoro, gaber, la libertà e chi la mette sul nome del proprio partito e tutti i post-ex- meta comunisti de ‘sto paese de merda)!
    comunque prontissimo a fomentare l’invidia ma anche l’accidia e la lussuria!!!

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