Archivi del mese: gennaio 2011

Apple grub on National Geographic

minimetrò perugia national geographic

Il bruco entra nella mela

Quando al tg parlano del nostro paesello c’è sempre un sussulto di orgoglio che ci fa ascoltare la notizia con soddisfazione. Va bene anche la cronaca nera. Ai tempi del delitto Meredith, Perugia era sempre in prima pagina e i perugini in fondo erano contenti. La stessa sensazione si può avere quando ci si imbatte in un articolo sul sito del National Geographic che parla del minimetrò. Proprio lui, il bruco mela, oggetto della satira e delle discussioni di tutta Perugia.

Una fonte autorevole come il National Geographic parla del minimetrò perché è un esempio di mobilità alternativa, trasporto intelligente e pulito. Il sottotitolo recita:

The minimetro, which has helped hilly Perugia, Italy to reduce car traffic, is more than public transport,

Inizialmente si può pensare ad un refuso, ma la seconda riga di sottotitolo chiarisce tutto:

says the city’s mayor. “It’s architecture, technology, design.”

Il minimetrò per il sindaco è molto di più di un mezzo trasporto, proprio come la monorotaia di Springfield era per Quimby. Continua a leggere

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Gulag Canapine

Le vacanze natalizie hanno riservato alle strade perugine una novità curiosa: un bombardamento di manifesti pubblicitari contenenti l’invito a sciare in umbria. Sfondo azzurro, gente vestita sgargiante in mezzo al bianco della neve e baciata dal sole, mentre ride e curva in mezzo ad una pista da sci. Fermandosi di fronte al cartellone ci si accorge subito di come le immagini risalgano agli anni 80, quando nelle montagne umbre c’era la neve, le tute sgargianti e i sorrisi di chi andava a sciare a Forca Canapine.

La montagna umbra non ha vocazione turistica invernale, sono anni che le condizioni non permettono più investimenti non rischiosi. Rinnovare le strutture per lo sci dove non nevica non è una scelta economicamente saggia. Chi è dunque il pazzo furioso che ha finanziato una campagna pubblicitaria simile? Basta avvicinarsi al cartellone 6×3 ed il mistero è svelato: la Provincia di Perugia. Continua a leggere

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Modernità

marchionne referendum serbiaDomani va in scena quella che da queste parti chiamano “guerra tra poracci”. Gli operai Fiat voteranno per un referendum che recita più o meno così: “siete disposti diminuire i vostri diritti, senza aumentare lo stipendio? Altrimenti vi mandiamo tutti a casa”. Questa consultazione nasce dalle idee geniali di Sergio Marchionne, lui è uno molto bravo che si è fatto da solo, ha studiato tanto ed è un economista molto intelligente perché ha risollevato la Fiat. Prima di lui, la faccia della Fiat era Lapo Elkann. Sì, quello beccato con cocaina e trans. Prima di lui la Fiat andava avanti con i soldi degli italiani, gli unici che compravano i loro catorci, e gli unici a pagare le tasse per tenere in piedi una fabbrica che sfornava catorci.

Adesso però Marchionne vuole cambiare il paese. Lo dice da mesi e mesi, lui lavora per modernizzare l’industria italiana. Il suo modello è la Serbia, dove minaccia di trasferire gli stabilimenti se tutti non gli danno ragione. La Serbia è un paese molto moderno, negli ultimi anni tutti quelli che volevano andare a vedere la modernità hanno cambiato meta: non vanno più a New York, vanno a Belgrado.E dire che il nonno di Marchionne è stato fatto fuori dalle milizie di Tito. Però non si resiste al fascino della modernità che si respira in Serbia.

Domani si vota alla Fiat, ma in realtà è una trappola. Con le elezioni in vista, Marchionne capita come il cacio sui maccheroni. Perché i partiti del popolo, quelli del fare, si sono allegramente sbattuti le palle del caso Fiat. Oggi il giornale della Lega in prima pagina parla degli immigrati da mandare via. Perciò il Pd si schiera con Marchionne, e allle prossime elezioni l’operaio voterà Lega. Non lo farà perché la lega ha assunto le sue difese, lo farà perché riterrà più credibile il messaggio dei leghisti: “i padroni magnano magnano, noi non possiamo farci niente ma almeno cerchiamo di togliervi dalle balle i negri“. Il Pd sa solo dire: “dobbiamo parlare dei problemi concreti del paese”. E’ una litania, quelli del Pd si svegliano la mattina con 150 corone di rosario in mano e ripetono la stessa nenia. Renzi se lo è fatto tatuare sulle chiappe, così anche gli ambienti ecclesiastici da lui frequentati leggono il messaggio del Pd. Non c’è telegiornale in cui non si veda qualcuno del Pd esclamare che questo governo non parla dei problemi concreti del paese. Nessuno parla dei problemi concreti del paese. Neanche quelli del Pd.

L’esito del referendum è scontato, vincerà il sì. In un ricatto nessuno sceglie per la propria morte. Una speranza però c’è: gli italiani potrebbero smettere di comprare macchine Fiat, in fondo costano più di meccanico che di listino. Le Fiat le compreranno i Serbi, con il lauto stipendio concessogli da Marchionne. Per il povero Sergio si prospetterebbero tempi duri, per guadagnare i 5 milioni di euro l’anno che attualmente percepisce dovrebbe imparare a giocare a calcio. Ma con quella faccia da tonto, al massimo lo tengono in panchina.

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Il mostro di S.Andrea D’Agliano

blu socciS.Andrea D’Agliano è un piccolo paesino che, citando un poeta di quelle parti, ridente sta nel palmo di una mano. E’ famoso per la sagra della Rucola, e per essere la Liverpool degli Outlet; nonostante i pochi abitanti e la minuscola estensione, ha anche storie lugubri da raccontare. Tra queste, c’è quella del mostro di s.andrea. Tanti anni fa, un folle tirava sassi sul tetto di una casa. Lo faceva di notte e nessuno riusciva mai a coglierlo sul fatto. Per un mese è stato ricercato in lungo e in largo, battute di caccia, forze dell’ordine, folle di curiosi e addirittura un porchettaro che si piazzava nella zona delle ricerche.

Oggi la El Por Nardon Production ha pubblicato un documentario inchiesta su questa strana storia, eccolo qui nella sua interezza. Guardatelo e consigliatelo, è l’ennesima storia di questa piccola italietta.

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