Apple grub on National Geographic

minimetrò perugia national geographic

Il bruco entra nella mela

Quando al tg parlano del nostro paesello c’è sempre un sussulto di orgoglio che ci fa ascoltare la notizia con soddisfazione. Va bene anche la cronaca nera. Ai tempi del delitto Meredith, Perugia era sempre in prima pagina e i perugini in fondo erano contenti. La stessa sensazione si può avere quando ci si imbatte in un articolo sul sito del National Geographic che parla del minimetrò. Proprio lui, il bruco mela, oggetto della satira e delle discussioni di tutta Perugia.

Una fonte autorevole come il National Geographic parla del minimetrò perché è un esempio di mobilità alternativa, trasporto intelligente e pulito. Il sottotitolo recita:

The minimetro, which has helped hilly Perugia, Italy to reduce car traffic, is more than public transport,

Inizialmente si può pensare ad un refuso, ma la seconda riga di sottotitolo chiarisce tutto:

says the city’s mayor. “It’s architecture, technology, design.”

Il minimetrò per il sindaco è molto di più di un mezzo trasporto, proprio come la monorotaia di Springfield era per Quimby.

L’articolo inizia con la descrizione di una giornata qualsiasi in centro. Sono le sette di sera, l’ora della passeggiata (in italiano nel testo) e Perugia appare la classica città italiana: teenager che gustano un gelato, coppie con passeggino, amici che si salutano. Ci sono anche dei professori, perché perugia è città universitaria, che discutono di politica. Tutto questo, senza che non ci sia alcun rumore di motore a scoppio. In Corso Vannucci il traffico semplicemente non c’è.

Il giornalista è estasiato di come in corso Vannucci non ci siano auto. Merito del minimetrò, perché una volta non era così. Perugia è la città europea con le restrizioni al traffico più strette,solo Venezia riesce a fare di meglio, a Perugia c’è una ZTL con telecamere a controllare gli accessi. Ancora stupore. Quindi descrizione del minimetrò, la lunghezza, le stazioni, con soli 1,50 euro (2 dollari), si sale dalla periferia al centro. Il sindaco racconta: “Perugia è una città con una storia importante, dovevamo fare qualcosa di originale.” Però il minimetrò non è perfetto, fa rumore e deve chiudere alle 21, tranne per i grandi eventi come Umbria Jazz o Eurochocolate. Fine dell’articolo e fine del racconto del sindaco: ogni anno 3 milioni di persone prendono il minimetrò, non può che esserci orgoglio per l’attitudine di Perugia alla mobilità alternativa e alla salvaguardia dell’ambiente e del benessere.

E’ bello ogni tanto leggere di quanto sia bella la propria città, ancora più bello se i complimenti sono scritti in inglese da una fonte autorevole. Ci si sente internazionali, belli, alti, importanti e solari. Ci vuole una iniezione di fiducia, in mezzo a giornate grigie, passate lavorando, senza nessun complimento, neanche in italiano, neanche in dialetto. Il minimetrò ci rende unici, come i baci perugina. I turisti lo adorano. E’ solo un po’ rumoroso, ma in fondo “tutto quel che se move, fa rumore”.

Via, stasera si fa una passeggiata in centro, una birretta, perché no. Perché non prendiamo il minimetrò? Perché è chiuso. Vabè, prendiamo la macchina,  parcheggeremo su. Mannaggia è aumentato, da quando hanno fatto il minimetrò i parcheggi non hanno fatto altro che aumentare. Bello però il centro chiuso al traffico, è così da quando mi ricordo, almeno 25 anni. Forse il giornalista del National Geographic non lo sapeva, secondo lui il merito della chiusura del traffico era la costruzione del minimetrò. La cosa però ha una sua logica, in fondo 25 anni per un progetto è un qualcosa che in Italia potrebbe succedere. Come è possibile che il sindaco che ha voluto il minimetrò sia indagato, proprio in merito al trenino, per abuso d’ufficio. Perugia però è un po’ più virtuosa. In centro non c’è traffico e ci si arriva con un trenino innovativo dal costo più alto di tutte le altre città d’italia. Dalla cima della città si vede tutta l’umbria, il cuore verde. Un bosco pieno di funghi di cemento. Sono spuntati dappertutto, hanno forma di palazzo o centro commerciale. Da quando i trasporti e i parcheggi del centro hanno preso ad aumentare, la gente preferisce un giro tra i negozi in periferia. Un sentiero attraversa il bosco, è intasato e la gente ci si schianta per inchiodare davanti agli autovelox. Finito di ammirare il panorama, una bella passeggiata in centro. Città universitaria, piena di professori che parlano di politica, anche questo è plausibile. Il giornalista americano magari non capisce il donca, il dialetto perugino, e non comprende come in realtà i professori perugini parlano di politica per parlare di lavoro. In america non serve, ma in Italia se non hai i santi in paradiso non puoi sperare di fare il professore all’università passando il tempo a passeggio invece che a studiare. Si è fatto tardi, meglio tornare a casa, tanto in giro ci sono rimasti giusto gli spacciatori.

Gli americani sono simpatici, ci riempono di complimenti, ma sono un po’ ingenui. Per descrivere una città italiana vanno a chiedere al sindaco, sarebbe come chiedere di cosa è composto un hamburger a Ronald McDonald.

3 commenti

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3 risposte a “Apple grub on National Geographic

  1. Sulla questione bruco mela di solito abbandono il mio controcampanilismo ed apprezzo. A me è sempre rimasto comodo.

    Però, i professori universitari che disquisicono di politica… suvvia, NatGeo, suvvia. Sveglia.

  2. DiPi

    Direi che molte altre città medievali del centro Italia hanno chiuso totalmente il traffico in centro da un pezzo, cosa che non ha fatto Perugia. Vorrei capire perché, visto che i commercianti del centro, ormai ridotti a niente, non credo abbiano più la forza di battere i pugni sul tavolo e lamentarsi di ciò. Il punto è che si può anche chiudere del tutto il centro al traffico. Ma poi? Non si ha una minima idea di cosa proporre, a parte il dormitorio per studenti ed immigrati e qualche grande catena di negozi che riesce a sostenere gli esosi affitti dei proprietari dei locali (in parte la colpa dello svuotamento e del degrado del centro è loro). E sarà anche utile il Minimetrò (sebbene sia un po’ caro soprattutto in rapporto alla velocità; è piuttosto lento), ma chi abita in altri quartieri o in periferia, in centro cosa ci va a fare? E poi non è vero che il centro è libero dal traffico. O meglio sì, se si considera centro solo Corso Vannucci, un po’ come lo considerano i perugini, che si avventurano poco nelle stradine vicine. Dove ogni tanto si può notare un Suv (o similia) che si incastra in discesa: non può proseguire perché la strada si è improvvisamente ristretta.

  3. homer Simpson

    Homer Simpson a Perugia..

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