Archivi del mese: febbraio 2011

Come farà sesso berlusconi?

berlusconi sessoIl Bunga bunga, l’inchiesta, le intercettazioni, i verbali. Sappiamo tutto sugli scandali intorno a berlusconi, ogni giorno possiamo leggerne ovunque. Conosciamo anche le transazioni bancarie, Ruby la minorenne in tre mesi ha ricevuto 187mila euro, regali esclusi. Santoro ha intervistato diverse ragazze, da Nadia Macrì fino a qualche fichetta sconosciuta, di quelle ancora non approdate alla sala del Bunga Bunga. Ognuna di loro parla con naturalezza a proposito del fare sesso con berlusconi. Il primo ministro da 17 anni, il padrone d’italia, il padrone del milan, il padrone della tv. Le ragazze parlano di notti con Silvio come se parlassero del fornaio Cecco: “Mi ha chiesto di rimanere la notte, mi ha invitato alla sua festa, ballavamo in topless intorno a lui, abbiamo fatto il bagno nudi.”

Alla fine della fiera l’unico fatto rilevante è il processo, non ha senso parlare di tutto il resto. C’è un reato, ci sono gli indagati, i giudici decideranno la condanna e bon, finita lì. Però qualcuno se lo sarà chiesto, si sarà fatto la domanda tra sé e sé: come farà sesso berlusconi?

Non è facile immaginarsi il vostro premier alle prese con una giovane puledra di venti anni. In che posizioni la preferisce? Gli urla parole durante il rapporto? E poi come reagisce all’amplesso il suo corpo? Non è più giovane, ha ormai 75 anni e una bella panza. La Minetti ci ha rivelato, involontariamente, il culo flaccido di Berlusconi. E i capelli? Gli si spettinano?  A memoria d’uomo, nessuno ha mai visto berlusconi spettinato. Il trucco se lo toglie prima di andare a letto con le sue amanti? Se suda poi il cerone gli si scioglie sopra la donna? E il lifiting? Gli permette di assumere espressioni goduriose, oppure ha sempre la stessa faccia da cartellone?

Domande che possono sembrare stupide per chi ha qualche anno sulle spalle, ma sacrosante per i più giovani. Gli anni 90 hanno visto crescere tanti adolescenti senza nessuna certezza, la generazione X. Gli unici punti fissi erano i gol in fuorigioco di Inzaghi e Berlusconi. Silvio era lì, sempre uguale, ad ogni campagna elettorale si ripresentava con le stesse parole, la stessa faccia, il sorriso perenne. Tutti sapevano che il padrone era lui, il magnanimo che pagava Bonolis, Uan, Gullit, Sacchi e Bossi per allietarci la vita. Per la prima volta silvio non appare più come al solito. Ora è nudo, col culo flaccido, tiene in mano le chiappe di una bella ragazza e urla frasi libidinose. Non bastano tutti i video di youporn a generare i brividi causati dal pensiero del silvio arrapato.

Dopo averci rubato il futuro, ci hanno rubato anche il nostro silvio.

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Archiviato in giornalismi d'antan, il gatto Silvio

Vorrei dieci euro anche io

bernabè google telecom chiesaFino a qualche anno fa il mattino aveva l’oro bocca, adesso ogni mattina il tuo oro viene richiesto dalla bocca di qualcun’altro. Sarà la crisi, sarà la suggestione globale, saranno le chiacchiere degli omìni al bar, ma dove ti giri c’è qualcuno che ti chiede soldi. Soldi che però non ci sono, e ci si inventano i peggiori magheggi pur di sottrarli a qualcun altro. Ai semafori i lavavetri girano insieme all’impiegato della società finanziaria, non ti lavano il vetro se non dimostri di avere un contratto a tempo indeterminato, tanto per dirne una.

Oggi le notizie del mattino mi portano a conoscenza di due nuovi creditori. Mentre faccio colazione sul tavolo della cucina vi è appoggiato il giornalino della parrocchia, dove si parla di benedizioni pasquali all’interno, mentre in prima pagina un lungo editoriale in cui i sacerdoti chiedono soldi perché non hanno ancora finito di pagare i nuovi campi di calcetto all’oratorio. La scimmietta dei Coco Pops legge e sorride, in modo amaro. La Chiesa cattolica romana, proprietaria del venti per cento del patrimonio immobiliare italiano, va casa per casa a chiedere soldi per le sue costruzioni. E’ come se chiedessi al gatto di darmi da mangiare, cosa che farò con insistenza finché quel gattaccio non capirà/morirà. Nell’editoriale viene citato anche un non precisato parroco che si rivolse ai suoi fedeli così: “i soldi li ho trovati…ma sono nelle vostre tasche!”

Una volta acceso il computer, arriva l’amministratore delegato di Telecom Italia a far sghignazzare la scimmietta dei Coco Pops, che a questo punto è una bastarda radical chic americana.  Il signor Bernabè chiede anche lui dei soldi, ma stavolta non ai poveracci ma a google e facebook. Secondo Telecom Google dovrebbe pagare per la banda che utilizza, cioè per tutto il traffico che genera nelle reti italiane. Per i profani, una spiegazione rapida: immaginiamo ogni sito internet di questa terra come una aziendina con tanto di capannone. Google ha un capannone esteso quanto mezza Florida, ogni volta che facciamo una ricerca parte un camion da google e viene a casa nostra con la risposta. Google paga il camion in partenza dal proprio capannone (banda in upload), quindi il camion arriva in Italia e noi paghiamo lo stesso camion tramite il nostro abbonamento internet (banda in download). Dunque gli operatori telefonici, che siano italiani o americani, guadagnano sia su Google che su di noi. Secondo Telecom Italia, però, Google dovrebbe pagare di più per approfittare di un servizio senza il quale Telecom Italia non guadagnerebbe. E’ un po’ come se l’ipercoop mettesse l’ingresso a pagamento.

Chiedere soldi è l’attività del futuro. Prego dunque ogni lettore che è arrivato fin qui di inviare dieci (10) euro tramite vaglia  postale a: Peola Borghese, via le mani dal socci, 12345 Roma

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Sara, svegliati è primavera rossa

sara tommasi leader sinistraIn Italia e in europa tengono banco le vicende del premier. Anche lo slavo più insospettabile, dalla sua casetta dispersa tra le montagne del Montenegro, mentre sorseggia il suo amaro parla di Ruby, della cocaina, di Berlusconi, e via dicendo. Gli italiani si limitano a seguire la telenovela, questa mattina con una punta di orgoglio per tutti gli umbri è entrata in scena Sara Tommasi. La tipa in questione è una grossa gnocca nata a Narni, paese famoso per il ristorante Ponte d’Augusto, dove servono una ottima moretta (non è un pinguino). Sara sa di essere gnocca, e sa che questo basta a fare qualsiasi cosa. Nei suoi piani c’è la tv, il cinema, come piano B il giornalismo; per lei le porte si spalancano in sincronia con le gambe.

Sara Tommasi è famosa per essere stata sull’isola dei famosi, essere stata con qualche calciatore scarso (Ronaldinho) e perché non è la solita soubrette solo bona, ma è laureata alla Bocconi. La migliore univeristà italiana per quanto riguarda l’economia: “L’Università Bocconi è un punto di riferimento scientifico e culturale nelle scienze economiche, manageriali e giuridiche in un contesto pienamente internazionale”.  La giovane Sara parte da Narni alla volta di Milano, frequenta le notti milanesi, i calciatori, la tv, e nel frattempo si laurea alla Bocconi con 105. Il senato accademico della prestigiosa università milanese, insieme ai migliori industriali italiani ed a grandi menti liberali e scientifiche, sta valutando l’ipotesi di modificare il nome della Bocconi, usando il diminuitivo.

La storia di Sara Tommasi non deve passare in secondo piano, se Mourinho poteva essere il candidato premier ideale per una sinistra di lotta, la Tommasi è la vera e unica leader possibile per una sinistra di popolo. Volto noto, bella, giovane, si è laureata in una delle più prestigiose università italiane. Incarna il sogno italiano, sia dei poveri (la tv), che dei ricchi (i grandi titoli). Parla chiaro, lu pane a lu pane lu vino a lu vino. Poca grammatica, molti contenuti. E’ dalle intercettazioni telefoniche che si capisce come Sara sia la donna che serve al nostro paese: in un sms è riuscita a dire tutto ciò che la sinistra, in quasi venti anni di berlusconismo, non ha mai avuto il coraggio di dire.

15 gennaio 2011, Sara Tommasi a Silvio Berlusconi:

“Spero k krepi kon le tue Troie”

Votatela, votiamola.

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