Vorrei dieci euro anche io

bernabè google telecom chiesaFino a qualche anno fa il mattino aveva l’oro bocca, adesso ogni mattina il tuo oro viene richiesto dalla bocca di qualcun’altro. Sarà la crisi, sarà la suggestione globale, saranno le chiacchiere degli omìni al bar, ma dove ti giri c’è qualcuno che ti chiede soldi. Soldi che però non ci sono, e ci si inventano i peggiori magheggi pur di sottrarli a qualcun altro. Ai semafori i lavavetri girano insieme all’impiegato della società finanziaria, non ti lavano il vetro se non dimostri di avere un contratto a tempo indeterminato, tanto per dirne una.

Oggi le notizie del mattino mi portano a conoscenza di due nuovi creditori. Mentre faccio colazione sul tavolo della cucina vi è appoggiato il giornalino della parrocchia, dove si parla di benedizioni pasquali all’interno, mentre in prima pagina un lungo editoriale in cui i sacerdoti chiedono soldi perché non hanno ancora finito di pagare i nuovi campi di calcetto all’oratorio. La scimmietta dei Coco Pops legge e sorride, in modo amaro. La Chiesa cattolica romana, proprietaria del venti per cento del patrimonio immobiliare italiano, va casa per casa a chiedere soldi per le sue costruzioni. E’ come se chiedessi al gatto di darmi da mangiare, cosa che farò con insistenza finché quel gattaccio non capirà/morirà. Nell’editoriale viene citato anche un non precisato parroco che si rivolse ai suoi fedeli così: “i soldi li ho trovati…ma sono nelle vostre tasche!”

Una volta acceso il computer, arriva l’amministratore delegato di Telecom Italia a far sghignazzare la scimmietta dei Coco Pops, che a questo punto è una bastarda radical chic americana.  Il signor Bernabè chiede anche lui dei soldi, ma stavolta non ai poveracci ma a google e facebook. Secondo Telecom Google dovrebbe pagare per la banda che utilizza, cioè per tutto il traffico che genera nelle reti italiane. Per i profani, una spiegazione rapida: immaginiamo ogni sito internet di questa terra come una aziendina con tanto di capannone. Google ha un capannone esteso quanto mezza Florida, ogni volta che facciamo una ricerca parte un camion da google e viene a casa nostra con la risposta. Google paga il camion in partenza dal proprio capannone (banda in upload), quindi il camion arriva in Italia e noi paghiamo lo stesso camion tramite il nostro abbonamento internet (banda in download). Dunque gli operatori telefonici, che siano italiani o americani, guadagnano sia su Google che su di noi. Secondo Telecom Italia, però, Google dovrebbe pagare di più per approfittare di un servizio senza il quale Telecom Italia non guadagnerebbe. E’ un po’ come se l’ipercoop mettesse l’ingresso a pagamento.

Chiedere soldi è l’attività del futuro. Prego dunque ogni lettore che è arrivato fin qui di inviare dieci (10) euro tramite vaglia  postale a: Peola Borghese, via le mani dal socci, 12345 Roma

3 commenti

Archiviato in argite, Flanders

3 risposte a “Vorrei dieci euro anche io

  1. dio

    10euri per te però poi te mi dai 20 euri per aver usato i miei occhi per farmi leggere il post.

  2. Forse sono drastico, ma uno come Bernabè andrebbe UCCISO appena finito con queste dichirazioni.

    Mi ricorda quell’altro stronzo, De Benedetti, quello che diceva che Google doveva pagare perché sfruttava il lavoro degli altri.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...