Non parlate al conducente

SupradynGina non ha mai osservato quel cartello con tanta attenzione come negli ultimi tempi. “Non parlate al conducente”. Neanche al più sottopagato dei minatori viene impedito di parlare durante tutto l’orario di lavoro. L’autista del 19 accompagna ogni mattina Gina al lavoro, e la riporta casa la sera. Schivo per forza di cose, costretto ad ascoltare solo il traffico, nessun essere umano gli si rivolge da almeno dieci anni. Gina è impiegata, è riuscita ad avere un posto quasi sicuro in una grande azienda, subito dopo aver finito l’università. Ogni giorno venti minuti di autobus, per ammazzare la noia non può che iniziare ad appassionarsi alle facce, sempre le stesse, all’autista silenzioso per forza, ai cartelli con divieti disumani.

Negli ultimi tempi Gina iniziò a notare qualcuno che ogni tanto si rivolgeva all’autista, qualche battuta prima di scendere e poco più. Non ci aveva ancora fatto caso, ma ogni persona che parlava col conducente, il giorno dopo non saliva più sull’autobus. Gina ormai conosce qualche altra ragazza, salgono quasi tutte insieme dalle fermate della periferia e scendono in zona industriale. Eliana lavora addirittura nella stessa azienda di Gina, anche se in un padiglione diverso. Gina è in segreteria, Eliana in ricerca e sviluppo: controlla la produzione del Supradyn, principale business dell’azienda. Le due colleghe si raccontano frammenti di vita durante i venti minuti di viaggio, entrarono in confidenza subito. Un colpo di fulmine per amiche, se esiste qualcosa del genere.

–Ma sbaglio o anche tu lavori alla Bayer?

–Sì, io sto in amministrazione! E tu?

–Ricerca e sviluppo! Non pensavo di avere colleghe che abitano da queste parti..

–Bè in realtà ci abita il mio ragazzo, Alessandro, e io dormo quasi sempre da lui. Sai è fantastico, l’uomo ideale per me. Fa il cameriere di giorno e il chitarrista di notte, non guadagna una lira da nessuno dei due lavori, ma non mi fa mancare mai niente. E poi a letto è fantastico!

Eliana rimase un po’ stupita, dopo tre battute già sapeva metà della vita di Gina, ripetizioni comprese. Da quel giorno avrebbe sentito ancora parlare di Alessandro, quasi ogni giorno. Una storia come tante, ma Gina è simpatica ed è piacevole ascoltarla.

L’autista del bus ha notato l’amicizia tra le due ragazze, dallo specchietto tiene sotto controllo tutto. Non parla, ma ascolta. Sa tutto sulla vita dei suoi passeggeri. Quando però qualcuno viola la legge, rivolgendogli parola, ecco che il giorno dopo non lo si vede più salire a bordo. Gina ed Eliana iniziarono ad accorgersene perchè Eliana una volta disse “Carino l’autista, eh?”. Da lì cominciarono le chiacchiere, le ipotesi sul suo stato sentimentale, i vari “Perché non vai lì e lo saluti” “Ma no, mi vergogno”, e così via. Notarono un giorno una ragazza avvicinarsi al conducente prima di scendere, parlottarono pochi secondi. Il giorno dopo non la videro più. Qualche tempo dopo anche Martina, un’altra del gruppo  delle pendolari Bayer, dopo aver parlato con l’autista non salì più sull’autobus. Scoprirono che si comprò uno scooter per andare al lavoro. La coincidenza era esilarante, pensare ad un mistero  rendeva l’uomo alla guida ancora più affascinante.

Un giorno Gina decise di aiutare Eliana a vincere la timidezza, prima di scendere avrebbe fato conoscenza con l’autista, così da presentarlo poi alla collega. Cose da amiche. Attaccò bottone con una scusa casuale, scherzando poi sul cartello del divieto disumano. L’autista la guardò, rispose alle sue provocazioni sorridendo a mezza bocca. Al momento di aprire la porta, si rivolse a Gina:

–Attenta a non sbattere la testa!

Le due amiche scesero dal pullman ridendo, frivole e innocenti al tempo stesso. Dall’altra parte della strada, su una panchina, c’era Alessandro, il fidanzato di Gina. Era con una sua vecchia amica, aveva le mani sulle sue tette, non sembrava stessero parlando dei bei tempi andati. Dopo quel giorno, Eliana non avrebbe più incontrato Gina sull’autobus.

Non parlate mai al conducente, potrebbe avere rivelazioni scottanti.

Annunci

1 Commento

Archiviato in Tales of adventure

Una risposta a “Non parlate al conducente

  1. Pingback: Sometimes | Peolina Borghese

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...