GPM col donca

tirreno adriatico gpm perugiaCi sono dei sogni obbligatori per legge. Per un bambino di Perugia, uno di questi sogni è arrivare primo al gran premio della montagna su alla fontana, in piazza IV Novembre. D’altronde quando mai si è vista una corsa ciclistica arrivare fin lassù, dove osano solo i pedoni. Oggi la Tirreno-Adriatico, corsa di inizio stagione, ha fatto tappa a Perugia: attraversando tutto il centro storico, il gruppo è salito dalla valle del tevere su fino in cima, per poi arrivare in periferia. C’erano quasi tutti i più forti ciclisti in circolazione. Sì, quelli che se ancora ci fossero le biglie sarebbero tra le più richieste.

A Perugia i corridori arrivano dopo 150km di gara, la salita da Pontevalleceppi è lunga circa 6km, dalla cima all’arrivo ci saranno poi 25km pianeggianti. Una scelta suicida dal punto di vista della spettacolarità, ma permette di godersi la gara per le vie del centro, quindi scendere col minimetrò all’arrivo, posto proprio di fronte alla stazione del brucomela. La Tirreno-Adriatico non è il Giro d’Italia, e si vede. Un’ora prima del passaggio dei corridori al traguardo del Gran Premio della Montagna ci sono giusto un po’ di appassionati, soprattutto in bicicletta. Nienta carovana  di auto pubblicitarie prima della corsa, di quelle strambe, colorate, piene di modelle che lanciano gadget.

Verso le 15.30 comincia a salire la febbre da corsa in arrivo. Una vigilessa ascolta in radio i suoi colleghi dare gli ordini di chiusura delle strade, ecco il gruppone, ci siamo. Un vigile con tanto di tablet Samsung (ma è in dotazione?) racconta di quando andò in macchina sul Mont Ventoux, cima storica del Tour de France. “Quella dove è morto quel ciclista…Sorensen”. Il ciclista era in realtà Tom Simpson, ma il vigile potrebbe sempre multarmi per correzione indebita, perciò non lo faccio notare.

giro di piazza italia
Giro di (Piazza) Italia

Arriva la corsa, gruppo compatto in cima alla salita. Il gran premio della montagna non ha dunque fatto selezione, i corridori più forti non si sono mossi sapendo che nei successivi 25 km le squadre dei velocisti avrebbero annullato qualsiasi azione. Il gruppo percorre corso Vannucci ai 40 all’ora, segnando il record di velocità per una vasca in centro. Subito via verso il minimetrò e tutti a vedere l’arrivo. Come per ogni gara ciclistica seguita dal vivo, senza tv al seguito per controllare la situazione le voci si rincorrono. Due spagnoli in fuga, Cavendish staccato. No, rientrato. No, ritirato. No, fermato a piazza italia e attuale amante di Gadiuscia marini. Al capolinea del brucomela il gruppo è a un km dal traguardo, triangolino rosso posto sopra al cavalcavia dello stadio. Il campione del mondo Hushovdt tira la volata al compagno Farrar, sbuca fuori agli ultimi 30 metri il carneade Haedo (si noti l’assonanza segno del destino) e li beffa tutti quanti. Non c’è stato modo di vedere la volata dal vivo, poco spazio e tre file di persone davanti impedivano la visuale. Premiazione: c’è miss Italia a consegnare, più il solito, immancabile, intramontabile, inaffondabile politico locale. Prima il sindaco, passi. Poi di seguito assessori di ogni ordine e grado, compreso il pelatone marscianese che non ha scandalizzato nessuno quando ha rivelato: “ucciderei la mia famiglia e i miei parenti fino al secondo grado per una poltrona”.

Finita la cerimonia, un curioso aneddoto. Nei dintorni dei camion della Rai ci sono i giornalisti, voci (molto) e volti (meno) noti agli appassionati di ciclismo. C’è Auro Bulbarelli, ex grande telecronista narciso ed ora passato direttore perché leghista, poi il  Falco Savoldelli, quindi Davide Cassani e la De Stefano, nonostante l’età non adolescente vero sogno erotico di ogni ciclista italiano. Con curiosità e ammirazione mi avvicino alle persone che da anni accompagnano i miei mesi primavera-estate, con qualcuno di loro faccio pure una foto ricordo. Dopo avermi visto, altre persone vogliono fare foto con gli stessi personaggi, pur rivelando di non sapere né il loro nome, né la loro professione. Cassani diventa così un “mesà giornalista” (ex ciclista), la De Stefano una “signorina”. Domani, mostrando le foto agli amici, molti diranno: “Vé, questo con me è coso, quello che sta in televisione”.

La Tirreno-Adriatico se ne va da Perugia, domani partenza da Narni e arrivo a Chieti. E’ stata una giornata singolare, una corsa minore ma infarcita di campioni arriva nella tua città, passando per le tue strade e di fronte casa tua. Fosse stato il Giro d’Italia si sarebbero fermati tutti per andare a curiosare, però si sa mai che questa sia stata una prova generale. Un arrivo in salita del Giro a Perugia, magari dopo una tappa mossa (Gubbio, Assisi, avoglia a fare salite), con il traguardo sotto la fontana: ucciderei famiglia e parenti fino al secondo grado pur di correre anch’io.

1 Commento

Archiviato in bar sport, biografologia

Una risposta a “GPM col donca

  1. RPMN

    La cosa strana è che la carovana pubblicitaria (inesistente) era composta da un solo furgone che ti regalava, al prezzo di 5 euro, i gadget ufficiali della Tirreno Adriatico; la cosa strana ancora di più è stata che l’affabulatore fosse toscano e non il classico napoletano con le tette rifatte!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...